Sabina Mirri e la sua pittura raffinata e suggestiva che cita e talvolta ironizza

La pittura che diventa immaginazione fervida, piena di rimandi ad aspetti personali e a riferimenti della storia dell’arte e della storia della cultura, incentrandosi su di uno stile che rivela sapienza tecnica e capacità espressiva: ecco come si presenta Sabina Mirri.

È un’artista che fa i suoi primi passi negli anni’70 conoscendo i pittori della Transavanguardia ed esordendo nella post Transavanguardia. È un’artista prolifica e muta pelle restando sempre fedele a se stessa. È un’artista che si esprime con delicatezza e carattere contemporaneamente. È  un’artista che svela un vissuto fatto di sfaccettature e immerso nella volontà di conoscenza della materia creativa e della matrice culturale intesa in senso ampio.

Entrando nella galleria Alessandra Bonomo di Roma si incontra una costruzione semplice ma intrigante: è un rifacimento scultoreo dello studiolo di San Gerolamo, celebre quadro di Antonello da Messina, che la Mirri riproduce come un ambiente intimo, circoscritto, personale. In realtà, rispetto al quadro del maestro sono stati cambiati alcuni elementi per adattarlo alle nuove esigenze: tra essi il fatto di aver costruito un cassetto e di aver realizzato una luce ed una presa, ma rimane quel carattere di preservare il proprio guscio che nel quadro di Antonello da Messina è presente ma  contrasta con lo spazio circostante maestoso. Lo studiolo della nostra artista le serve proprio come suo studio nella realtà quotidiana: vi crea, vi pensa, vi vive, lo utilizza all’interno del suo più ampio studio a Petrolo, vicino Arezzo.

Appoggiati agli scaffali tre dipinti di Sandro Chia, un omaggio al pittore, amico e compagno di strada. Intorno alla costruzione vari collage e pastelli su carta, i suoi papier collé. In essi si evince uno stile un po’ trasognante che miscela tante anime. Innanzitutto si manifesta una bidimensionalità che occhieggia ad una tridimensionalità suggerita in un gioco di sguardi che rende intrigante questo sconfinamento, con particolari che si compongono in maniera creativa.

Quindi gli ambienti sono piatti, ma alludono ad un volume immaginato. Poi si può osservare come si sovrappongano, nelle opere, tanti strati, cancellazioni e tracce sotterranee, che emergono e si oscurano, che rendono un fascino strutturale lasciando intravedere una lavorazione intensa, pensata e irrazionale allo stesso tempo. Le geometrie e le volumetrie delle sue opere diventano quasi scolpite, semplici e surreali, segno di un surrealismo che si manifesta anche nella proposizione di alcuni dettagli nelle carte, surrealismo cui l’artista si è avvicinata.

Si inseriscono, nei collage, elementi personali come delle scarpe – a testimoniare le scarpe che porta Mirri lavorando –, o altre scon il tacco – realizzate come fossero piedi che diventano l’oggetto – che ha utilizzato in una delle sue performance; oppure bottiglie di rum che ama tanto. Appaiono gli interni del suo studio, con una scopa o dei ritagli residui delle sue opere, con una lampada che ha la forma della cupola di San Pietro della Città Eterna in cui è cresciuta e che ama nonostante si sia trasferita a Petrolo.

Raffigurazione che colpisce per la sua incombenza in una carta, è la presentazione di un personaggio che può ricordare l’immagine dell’atleta che si aveva nella propaganda fascista del ventennio, anche qui si manifestano continue sovrapposizioni, cancellazioni, elementi eterogenei, che vanno a formare il fisico dell’uomo.

E spicca, in varie opere, la figura della lepre, con il rum, con le scarpe con il tacco e un sigaro in bocca: forse autoritratti ironici.

In Destinato a diventare un personaggio di culto: Why suspect us, adagiata nella posa che può ricordare Madame Récamier sulla chaise longue di Jacques-Louise David, come è poi sempre ritratta, la lepre è sovrastata dalla solita lampada da cui si sprigionano energie rosse ed una pioggia di elementi misteriosi: nel mistero si risolvono quesiti che non hanno una risposta precisa, complici nell’espressione della surrealtà che li accompagna.

Due opere rivelano l’amore per la cultura e la storia dell’arte: in esse dorsi di libri che hanno accompagnato la vita di Mirri. E, riferimenti ad artisti contemporanei, sono in alcuni disegni tra cui Alighiero, in cui compare il ritratto di Alighiero Boetti che tiene saldo in mano un Maurizio Cattelan che sembra impiccato, allusione alla famosa opera proprio di Cattelan, con i bambini penzolanti dall’albero (una quercia) allestiti in piazza XXIV Maggio a Milano: con ironia Mirri ci mostra luci ed ombre dell’arte contemporanea, a suo parere.

Una matita su carta, Lee Miller in Hitler’s Bath, riproduce la celebre foto di Lee Miller, allieva di Man Ray, nella vasca da bagno di Hitler: un omaggio a questa grande fotografa, mito per la sua espressione artistica e trasgressiva.

Infine da notare il trittico Luca a casa di Nietzsche, pieno di rimandi storici architettonici e artistici, tra cui il dipinto La stanza di Van Gogh ad Arles.

In questa mostra dal titolo Gonna be a cult character alla Galleria Alessandra Bonomo di Roma sono esposte opere del 2019 come i papier collé, tra cui le già citate  “Destinato a diventare un personaggio di culto: Why suspect us, le precedenti come lo Studiolo del 2014 ed opere ancora precedenti come Lee Miller in Hitler’s Bath e Luca a casa di Nietzsche entrambe del 2012.

Sabina Mirri si muove, quindi, in un ambito ampio, pieno di suggestioni a largo spettro e interpretazioni personali della propria intima esistenza, per rendere un quadro sapiente della sua maturità artistica sia da un punto di vista contenutistico che tecnico, agendo nel territorio della creazione in maniera libera e sempre nuova; rinnovando, perciò, un linguaggio personale ogni qual volta ce ne sia bisogno.

Info mostra

  • La Galleria apre su appuntamento dal Martedì al Sabato h 13:00-19:00 prenotandosi via mail mail@bonomogallery.com o tel.+39 393 1705317 +39 393 4659160
Claudia Quintieri

Claudia Quintieri

Claudia Quintieri, classe ’75, è nata a Roma, dove vive e lavora. Si è laureata in Lettere indirizzo Storia dell’arte. È giornalista, scrittrice e videoartista. Collabora ed ha collaborato con riviste e giornali in qualità di giornalista specializzata in arte contemporanea. Nel 2012 è stato pubblicato il suo libro "La voglia di urlare". Ha partecipato a numerose mostre con i suoi video, in varie città. Ha collaborato con l’Associazione culturale Futuro di Ludovico Pratesi. Ha partecipato allo spettacolo teatrale Crimini del cuore.

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