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Alessandro Gioiello e i suoi Pensieri sparsi

Pensieri Sparsi è la personale di Alessandro Gioiello (Savigliano, Cuneo, 1982) alla Galleria Richter Fine Art di Roma (fino al 17 maggio) con testo critico di Maria Vittoria Pinotti. Gli spazi espositivi sono puntellati di piccoli quadri in cui la delicatezza appare evidente: l’uso dell’olio in maniera così tenue richiama una semplicità che ha una resa atmosferica vaporosa.

immagine per Alessandro Gioiello mostra personale Pensieri Sparsi, Tiscert, 2026, olio su lino, 28x34 cm, Courtesy Richter Fine Art, Roma, Ph. Credit Saltstreet Studio
Alessandro Gioiello, Tiscert, 2026, olio su lino, 28×34 cm, Courtesy Richter Fine Art, Roma, Ph. Credit Saltstreet Studio
immagine per Alessandro Gioiello mostra personale Pensieri Sparsi, Broken flowers, 2026, olio su lino, 33x30 cm, Courtesy Richter Fine Art, Roma, Ph. Credit Saltstreet Studio copia
Alessandro Gioiello, Broken flowers, 2026, olio su lino, 33×30 cm, Courtesy Richter Fine Art, Roma, Ph. Credit Saltstreet Studio copia
immagine per Alessandro Gioiello mostra personale Pensieri Spersi, Quarantatreesimo, 2025, olio su lino, 38x32 cm, Courtesy Richter Fine Art, Roma, Ph. Credit Saltstreet Studio
Alessandro Gioiello, Quarantatreesimo, 2025, olio su lino, 38×32 cm, Courtesy Richter Fine Art, Roma, Ph. Credit Saltstreet Studio

Si dipana una collezione di opere minute che scendono in un’intimità in cui avviene una sospensione apparente e sostanziale, in cui i colori caldi ed i colori freddi si compensano. Tutto nasce dallo sguardo sugli oggetti che l’artista ha accumulato nel tempo e che popolano il suo studio di Racconigi (CN).

Gioiello ha un rapporto particolare con il soggetto in pittura, fa quindi un’operazione che determina un isolamento di cose che si trovano nella quotidianità e che non sono assolutamente oggetti di un’importanza rilevante, e li coinvolge tutti in un consesso di presentazione; Alessandro dichiara:

“È come se avessi lavorato con un piccolo dizionario di parole di cui ho dimenticato il significato, il perché li ho utilizzati. Ho voluto mettere tutto sullo stesso piano, ogni oggetto ha la stessa valenza, infatti grazie alla pittura ogni soggetto diventa altro, un veicolo per una mia percezione, un mio stato d’animo che cerco di imprimere.”

Si notano conchiglie raccolte nel tempo in relazione con fiori secchi, due scarpe viste dall’alto in relazione con magliette che utilizza per pulire i pennelli, composizioni floreali con fiori che realizza egli stesso ritagliati dalla carta costruendoli in maniera grossolana e sono bianchi. In quest’ultimo caso avviene la magia: il colore dei fiori diventa mentale perché essi sono bianchi all’origine, ma allo stesso tempo viene immerso nella luce dello studio che è naturale.

Tutto è immediato, non utilizza fotografie né supporti digitali; lavora in velocità e l’esecuzione delle opere avviene intervallata da tempi lunghi, magari lavora mezz’ora o un’ora e poi passa ad altro o ad una riflessione e ponderazione, infine ci ritorna anche due o tre settimane dopo e a volte cancella o modifica.

Ma quando è iniziata l’avventura con questo modo di dipingere? Ha ricominciato ad usare l’olio solo quattro anni fa, prima realizzava altre opere nell’arco di tempo di dieci anni, come lo stesso artista ci dice:

“Facevo mandala con la lana che andavo a tagliare e a polverizzare poi li fissavo su basi di velcro che cucivo sulle tele, sembravano arazzi non ricamati ed erano riletture di ritagli di opere del passato di svariati artisti. Volevo dare una nuova anima alla pittura che mi appassionava al momento per connettermi con la tradizione di questa disciplina a partire da affreschi del 400.”

Forse anche per questa pratica, si legge nei dipinti dell’artista un equilibrio classico, con proporzioni che si richiamano. E il titolo della mostra, Pensieri Sparsi, a che cosa si riferisce?

Anch’esso ha una sua genesi particolare: era il titolo di una piccola collezione di frasi che Gioiello ha mandato a Maria Vittoria Pinotti per entrare in contatto con lei, brevi frasi sul suo pensiero sul fare arte, volevano sottolineare il piccolo contributo che si era prefissato di espletare in questa mostra, ovvero l’idea di lavorare in maniera scarna, con pochi mezzi, poco colore, poca materia, in economia di segno, gestualità, per esprimere un ingresso in punta di piedi tanto quanto efficace nel mondo della pittura.

Nel testo critico Alessandro Gioiello. Pensiero non mio e neanche tuo, Maria Vittoria Pinotti scrive:

“Paradossalmente, in pittura l’immaginazione non serve a evadere il reale, ma a entrarvi più a fondo: non ci interessa quanto una immagine sia veridica, bensì è di maggiore interesse capire come ci conduca verso un nuovo orientamento di visione delle cose.

Così mi piace immaginare che i Pensieri Sparsi di Gioiello alla fine non siano soltanto più i suoi, né del tutto i nostri, quanto piuttosto una sorta di piccolo rifugio privato, uno spazio fisico condiviso, certamente mai chiuso.”

immagine per Alessandro Gioiello nel suo studio di Racconigi, gennaio 2026
Alessandro Gioiello nel suo studio di Racconigi, gennaio 2026
immagine per Claudia Quintieri
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Claudia Quintieri, classe ’75, è nata a Roma, dove vive e lavora. Si è laureata in Lettere indirizzo Storia dell’arte. È giornalista, scrittrice e videoartista. Collabora ed ha collaborato con riviste e giornali in qualità di giornalista specializzata in arte contemporanea. Nel 2012 è stato pubblicato il suo libro "La voglia di urlare". Ha partecipato a numerose mostre con i suoi video, in varie città. Ha collaborato con l’Associazione culturale Futuro di Ludovico Pratesi. Ha partecipato allo spettacolo teatrale Crimini del cuore.

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