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Chris Soal, prima grande personale in Italia. Spillovers: Notes on a Phenomenological Ecology

di Claudia Quintieri

Il Corner MAXXI ospita, fino al 27 novembre 2025, Spillovers: Notes on a Phenomenological Ecology, la prima grande personale in Italia di Chris Soal, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, prodotta dalla Fondazione D’ARC in collaborazione con Piero Atchugarry Gallery e Montoro12 Gallery.

L’artista – nato nel 1994 – proviene dal Sudafrica, ha studiato a Johannesburg, attualmente fa base a Città del Capo e presenta in questa esposizione tutte opere site-specific che raccontano il suo percorso creativo. Le sue sculture sono poetiche, estetiche ed etiche.

La sua caratteristica è l’utilizzo di materiali di riuso: tappi di bottiglia, stuzzicadenti, cemento, carta vetrata vengono trasformati in organismi quasi viventi, in cui vi è un cambiamento che allude anche alla memoria dei luoghi.

La tracimazione – ovvero lo spillover – si riferisce ad una scelta estetica di Soal, ma anche al fatto che “il materiale scartato tracima e diventa messaggio politico strutturato all’interno di una scultura che si organizza in forme organiche che portano al senso dell’evoluzione”, come commenta Biasini Selvaggi.

La materia che tracima è una forma nuova che si può guardare da lontano con una percezione unitaria, ma quando ci si avvicina ci si accorge di che cosa è composta; in questo modo assurge a forma vitale che va dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, comprendendo un messaggio esistenziale.

Il riuso sottolinea la realtà della nostra società consumistica riferita all’oggetto, a questa accelerazione bulimica che ci costringe ad un’appropriazione sempre più compulsiva di ciò che ci circonda. Ma come dice il curatore:

“Ci si riferisce anche al consumismo nella produzione culturale e intellettuale che si manifesta nella creatività: per dire qualcosa di nuovo vi è bisogno di una decantazione, di uno stop, che spesso non avviene. Ciò permetterebbe una rigenerazione così come vi è una rigenerazione nel riuso.”

I materiali che Soal utilizza sono quindi marginali, di scarto –i tappi di bottiglia sono addirittura quelli considerati difettati che hanno avuto una vita ancora più breve-.

Questo ci porta a riflettere sulla marginalità che l’artista vuole rappresentare, prosegue Biasini Selvaggi:

“Soal ci invita ad andare oltre l’apparenza del valore delle cose, sia degli oggetti nel senso di una certa cultura ecologica, sia delle persone, in particolare delle minoranze che rappresentano realtà a cui diamo meno peso. Ma le grandi rivoluzioni sono sempre state fatte dalle minoranze e dalle comunità marginali.

L’importante riflessione è che, in questo momento storico, le marginalità stanno aumentando a tutte le latitudini e longitudini. Poi mi ha sempre molto colpito che oggi i giovani si sentano sempre più marginali e questo è dovuto soprattutto alla tecnologia.”  

Tutto ciò riguarda anche il Paese dell’artista: il Sudafrica e l’Africa sono stati sempre considerati al limitare della società, a torto. Solo ultimamente si sta capendo la rilevanza del continente anche da un punto di vista culturale oltre che economico.

Le sculture sono quindi sostenute da uno statuto concettuale di ampia sostanzialità e ciò è accompagnato da un’estetica coinvolgente: la bellezza è voluta e ricercata; le opere sembrano collane preziose, pellicce, monili, ad avvalorare il messaggio che le comprende.

In mostra è esposto anche uno dei suoi ultimi lavori, un’incisione che utilizza sempre il riuso: dischetti di carta vetrata scarnificati che hanno avuto il loro impiego industriale, che sono stati smaltiti e recuperati; ma anche le immagini – sono tre – rappresentano lo skyline sudafricano e provengono da incisori che le hanno già realizzate, quindi il riuso riguarda anche l’immaginario.

Informazioni Chris Soal | Spillovers: Notes on a Phenomenological Ecology

  • Dieci anni di ricerca tra materia e percezione: l’universo organico di Chris Soal al Corner MAXXI
  • a cura di Cesare Biasini Selvaggi
  • prodotta dalla Fondazione D’ARC; in collaborazione con Piero Atchugarry Gallery e Montoro12 Gallery
  • Fino al 27 novembre 2025
  • Corner MAXXI,  Via Guido Reni, 4a, 00196 Roma
immagine per Claudia Quintieri
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Claudia Quintieri, classe ’75, è nata a Roma, dove vive e lavora. Si è laureata in Lettere indirizzo Storia dell’arte. È giornalista, scrittrice e videoartista. Collabora ed ha collaborato con riviste e giornali in qualità di giornalista specializzata in arte contemporanea. Nel 2012 è stato pubblicato il suo libro "La voglia di urlare". Ha partecipato a numerose mostre con i suoi video, in varie città. Ha collaborato con l’Associazione culturale Futuro di Ludovico Pratesi. Ha partecipato allo spettacolo teatrale Crimini del cuore.

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