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Quando l’Arte è al servizio di nobili cause

di Claudia Quintieri

Gli artisti che si prodigano per delle quotidianità disagiate si prendono in carico tutto un mondo che forse a volte non gli appartiene, ma di cui perorano la causa. La loro sensibilità va a toccarne altre che necessitano di un aiuto materiale che si può combinare con quello immateriale. Si accorre a limitare, quanto possibile, problematiche fattive che riguardano le società in difficoltà.

Far convergere un supporto economico dove serva, è un fiore all’occhiello di certa arte contemporanea. In questo caso parliamo dell’Africa e delle aste di beneficenza di cui si devolve il ricavato a situazioni difficili di questo continente.

L’Africa è considerata la culla dell’umanità perché i più antichi reperti umani sono stati ritrovati nell’Africa subsahariana, ma oggi il continente è il più povero al mondo. A cominciare dal XV secolo, nella sua parte occidentale, gli europei hanno iniziato la tratta degli schiavi verso le Americhe dove gli africani erano sfruttati per coltivare le piantagioni in condizioni durissime di vita.

Dall’800 fino alla Seconda Guerra Mondiale la situazione è peggiorata: portoghesi, francesi, inglesi, belgi, tedeschi e italiani si spesero per una conquista selvaggia dove spesso si arrivava a scontri sanguinari.

In questo modo sono stati alterati gli equilibri naturali e dei costumi dell’Africa: lo sfruttamento delle risorse minerarie e forestali ha lasciato le popolazioni in una situazione di indigenza. E la suddivisione degli Stati dove sono state riunite popolazioni nemiche o separate popolazioni appartenenti alle stesse tribù ha creato genocidi, violenze, lotte per il potere e guerre civili, sia all’interno di ciascuno Stato, sia tra Stati confinanti.

Negli ultimi anni la crescita in Africa è stata trainata dai servizi e non dall’industria ed è per questo che si trova ancora in una situazione di povertà.

La Repubblica Popolare Cinese è così diventata il primo partner commerciale del continente. Per questa ragione, negli anni, sono state molte le iniziative per supportare le popolazioni di questa area del Globo.

Nel 2012, a Roma, dipinti, sculture, fotografie, sono andate all’asta per le mamme dell’Africa, asta organizzata da Amref Italia per la campagna Stand up for African mothers: la raccolta di fondi puntava a formare 15 mila ostetriche entro il 2015 per contribuire a ridurre del 25% la mortalità materna.

Sempre nel 2012, a Milano è tornata, per il terzo anno, Bags for Africa, l’asta benefica a sostegno delle donne della Sierra Leone, ospitata nel Salone d’Onore della Triennale di Milano e organizzata dall’associazione umanitaria Coopi con la collaborazione di Christie’s e IED Istituto Europeo per il Design e il patrocinio di Camera Nazionale della moda italiana.

L’evento vedeva impegnate 38 grandi maison di moda che presentavano una borsa-gioello realizzata per l’occasione, sono state coinvolte, tra le altre, Agatha Ruiz de la Prada, Balenciaga, Bottega Veneta, Brunello Cucinelli, Etro, Gucci, Jimmy Choo, Moschino, Salvatore Ferragamo, Tod’s, Viktor & Rolf, Vivienne Westwood e Yves Saint Laurent.

Durante l’emergenza COVID-19, varie sono state le iniziative per l’Africa, come quella per le donne della Namibia: l’asta Compra arte e dona cibo vedeva protagonisti quotati artisti africani ed è stata organizzata da AURUM Africa.

8.000 donne organizzate in gruppi di lavoro nel processo produttivo dell’Olio di Marula rischiavano di morire di fame, così il ricavato di quest’asta è andato a Ulla Shilumbo, la loro persona di riferimento in Namibia. Ulla ha comprato beni alimentari di prima necessità (riso, miglio, zucchero, fagioli, farina…) e li ha distribuiti alle famiglie più disagiate e bisognose.

Invece, Hamref Health Africa ArtBall è stata una delle principali aste d’arte contemporanea africana a sostegno del lavoro di mitigazione COVID-19, in questo caso Hamref Health Africa ha supportato Kenya, Uganda, Etiopia, Tanzania, Sud Sudan, Senegal, Zambia, Malawi e Sud Africa, con oltre 30 artisti africani e della diaspora. Si promuoveva arte, musica e sanità dell’Africa per l’Africa in questi otto Paesi. L’asta è stata a cura di Atim Annette Oton, Natalie Kates, Alexandra Giniger e Cierra Britton.

Nel 2023 il progetto umanitario a favore di Missioni Estere Cappuccini Onlus dei Frati Cappuccini Missionari Milano prevedeva il completamento di un pozzo d’acqua nel villaggio di Tuguliti, nell’Eparchia di Barentu, in Eritrea, dove il Vescovo è il Cappuccino Mons. Thomas Osman Ofmcap, e a questo proposito erano state messe all’asta opere di grandi maestri come Enrico Castellani, Piero Dorazio, Renato Guttuso, Salvator Dalì. L’asta si è svolta all’Auditorium di Opera di San Francesco di Milano.

Sempre nel 2023 al Vittoriale degli Italiani a Gardone Rivera (BS), si è svolta la quarta edizione dell’asta di beneficenza Arte Contemporanea per gli Emarginati di Alliance for African Assistance Italy, in collaborazione con Christie’s Italia, la casa editrice Il Cigno GG Edizioni, Cris Contini Contemporary, il Villaggio Globale International e la fondazione Il Vittoriale degli Italiani.

Come per le edizioni precedenti, i proventi hanno finanziato il Progetto Socialis che è andato a sostenere donne sopravvissute a violenza per offrire loro un percorso formativo professionale qualificante di OSS (Operatore Socio-Sanitario) per renderle indipendenti – tra gli artisti: Mimmo Paladino, Piero Pizzi Cannella, Oliviero Rainaldi, Emilio Vedova.

Tra pochi giorni si svolgerà l’asta di beneficenza per finanziare la scuola di musica africana As’a Telong Music Academy (ATMA), fondata, diretta e gestita (senza fondi pubblici) dal chitarrista As’a Telong in Camerun.

Il regista, scrittore e artista Andrea Barzini  (Roma,  1952) presenterà la sua nuova mostra dal titolo CAMERUN, allestita presso la Galleria MO.C.A. di Roma, dove le sue 35 opere(olio su cartoncino), ispirate dal suo recente viaggio in Africa, verranno battute per tale causa il 19 giugno alle 18.30.

immagine per Andrea barzini, La donna dell'albero
Andrea Barzini, La donna dell’albero

Il Maestro As’a Telong ha avuto collaborazioni con importanti artisti africani e si cimenta con la produzione indipendente di musica.

Ha legami con l’università di Tzchang e si esprime con un sound africano caratterizzato da influenze rock, blues, swing e jazz.

Nelle opere di Barzini si sente la fascinazione per il paesaggio e per la vita quotidiana in Africa dove il territorio è ancora attraversato da elementi misteriosi per un occidentale.

Accompagnerà la mostra un libro dei suoi dipinti dal titolo Camerun edito dalle edizioni de Il Cervo volante, Tommaso Cascella editore.

Sulla mostra l’artista spiega:

“L’Africa con i suoi enigmi è un deposito del nostro immaginario più profondo, un grande sogno contaminato fatto dagli orrori del colonialismo, la potenza della natura, le bidonville, la violenza che esplode senza preavviso, la magia.

Raccontarla è stata una sfida seducente e infernale.”

immagine per Claudia Quintieri
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Claudia Quintieri, classe ’75, è nata a Roma, dove vive e lavora. Si è laureata in Lettere indirizzo Storia dell’arte. È giornalista, scrittrice e videoartista. Collabora ed ha collaborato con riviste e giornali in qualità di giornalista specializzata in arte contemporanea. Nel 2012 è stato pubblicato il suo libro "La voglia di urlare". Ha partecipato a numerose mostre con i suoi video, in varie città. Ha collaborato con l’Associazione culturale Futuro di Ludovico Pratesi. Ha partecipato allo spettacolo teatrale Crimini del cuore.

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