Librimmaginari: Il tempo sospeso. Viterbo

Iniziato 10 anni fa il percorso di Librimmaginari, celebra il suo anniversario in un anno molto particolare come questo 2020. Tenendo conto del momento storico, in cui mostre e musei sono chiusi i due curatori, Marcella Brancaforte e Marco Trulli, hanno pensato ad un progetto speciale fruibile negli ambiti urbani della città.

Scegliendo così di  mettere in piazza le opere di quindici artisti, provenienti da tutta Italia, con dei poster illustrati affissi su pubblici spazi. Una mostra en plein air realizzata con l’intervento di illustratori e fumettisti come: Roberto Catani, Luogo Comune, Camilla Falsini, Virginia Mori, Simone Rea, Giovanna Ranaldi, Alex Raso, Giorgio Santucci, Antonello Silverini, Studio tuta, Studiovagante, Elisa Talentino, Gianluigi Toccafondo, Lida Ziruffo.

Ed un omaggio ad AkaB, fumettista milanese da poco scomparso che in precedenza aveva preso parte a molte manifestazioni dei Librimmaginari.

Il tempo sospeso, è un racconto per immagini della bolla temporale, surreale e quasi onirica del periodo appena vissuto e che stiamo ancora vivendo a causa della pandemia dovuta al Covid 19. Abbiamo incontrato e fatto alcune domande sulla loro attività ai curatori  di Librimmaginari, Marcella Brancaforte e Marco Trulli.

Librimmaginari è un progetto che state portando avanti con successo da dieci anni, che raccoglie non solo libri, ma anche idee, immagini ed arte, com’è nata questa idea?

Librimmaginari è nato dall’incontro tra una realtà di promozione culturale attiva sul territorio come Arci Viterbo e l’illustratrice Marcella Brancaforte. Nasce in sostanza ereditando un bagaglio di competenze diffuse nel territorio della Tuscia sulla promozione della lettura per l’infanzia e cercando di compiere riflessioni e approfondimenti sul libro illustrato.

In dieci anni di Librimmaginari abbiamo provato a guardare sempre in maniera poco ortodossa all’immagine e alla narrazione visiva attraverso mostre personali o collettive che spesso mettevano insieme artisti, designer e illustratori. Operazioni ardite che scoprivano fili ininterrotti di comunicazione tra i diversi linguaggi. Tutto questo è avvenuto nella Tuscia con grande fatica ma con molto entusiasmo.

La vostra attività si svolge durante tutto l’anno con varie proposte, dove spesso il fulcro sono i bambini, con input come la lettura e l’approccio al ‘bello’. Quest’anno è stato celebrato  Gianni Rodari per i suoi 100 anni, lo scrittore della Grammatica della fantasia e di tanti altri libri dedicati proprio ai più piccoli, anche voi lo avete omaggiato, in che modo?

Per il centenario di Rodari siamo partiti a Dicembre 2019 con Rodari dappertutto, facendo una sorta di call aperta a scuole e famiglie, scegliendo un giorno in cui dalle biblioteche, alle scuole di ogni ordine e grado fino alle case private si leggessero testi di Rodari o si attivassero giochi, esercizi e letture ad alta voce.

Con Libri in Scena, percorso di letture che curiamo nel foyer del Teatro dell’Unione in occasione della stagione teatrale per le famiglie, abbiamo letto ad alta voce testi di Rodari e giocato “a sbagliare le storie”. Per noi Rodari è chiaramente centrale e, anche se è stato un anno sfortunato, durante il lockdown ci siamo inventati una cosa molto rodariana: Spiragli, per un disegno necessario; esercizi disegnati da numerosi illustratori che hanno risposto alla nostra call, offrendo spunti creativi per bambini e famiglie.

Librimmaginari vive grazie alla grande attenzione e partecipazione di decine di illustratori e artisti sparsi per l’Italia che reagiscono sempre in maniera molto intelligente e vitale ai nostri inviti.

In ultimo diteci qualcosa su il Tempo sospeso, una mostra visibile in tutta la città di Viterbo, pensata e immaginata sui risvolti legati alla sospensione della vita pubblica determinata nei mesi scorsi dal lockdown. Inoltre a cos’altro state lavorando?

Proprio per i dieci anni del progetto abbiamo voluto celebrare nello spazio pubblico questo tempo sospeso, attraverso le immagini di quindici autori (tra cui Toccafondo, Rea; Talentino, Silverini e molti altri) che, in maniera diversa, hanno preso parte alle precedenti edizioni del festival. Per venti giorni gli spazi delle affissioni di Viterbo hanno ospitato immagini che raccontavano questa bolla spazio temporale, una sorta di distopia che abbiamo vissuto in maniera inedita nei mesi precedenti e che continua in forme diverse nella nostra quotidianità.

Una parte della mostra è stata prorogata fino al 27 dicembre,  siamo molto contenti dell’impatto che il progetto ha avuto e delle reazioni, pensiamo che si possa immaginare qualche evoluzione di carattere pubblico nel prossimo futuro. Il progetto era pensato con due anime, una unitaria (con una mostra di tutti i poster presso lo spazio Biancovolta) e una dispersa nello spazio urbano.

Purtroppo la prima non ci è stato consentito di organizzarla per la situazione attuale, ma siamo felici ugualmente di aver trovato il modo di esserci nonostante tutto. Per il resto a breve uscirà una pubblicazione coprodotta da Librimmaginari sul paesaggio rupestre, che presenteremo al pubblico non appena si potrà. I prossimi dieci anni invece non sappiamo come saranno, sono ancora da immaginare.

  • Il tempo sospeso
  • Un progetto di Arci Viterbo
  • A cura di Marcella Brancaforte e Marco Trulli.
  • Con il sostegno del Comune di Viterbo e in collaborazione con PantaCZ
Serena Achilli

Serena Achilli

Serena Achilli, studiosa appassionata d'arte contemporanea, è curatrice indipendente e direttore artistico di Algoritmo Festival. Scrive per raccontare la propria contemporaneità cercando con cura pensieri e parole. Ha un Blog in cui c'è tutto questo e altro ancora.

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