Michelangelo Arizzi mette in Fotografia i miti, l’antico l’arte e il mistero con le sue evocaAzioni

La mostra di fotografie di Michelangelo Arizzi titolata evocaAzioni è un ulteriore approfondimento di una tematica che l’autore sta portando avanti da molto tempo. Egli evoca e richiama l’azione del rievocare, prendendo in prestito un certo passato, ancora saldamente presente nel nostro immaginario così come nei Musei e nel nostro atrimonio condiviso.

Le sue fotografie sono particolari, usano il digitale quel tanto che serve per raccontare quel che gli interessa, che sarebbe, poi, in fondo, quel mistero che si cela dentro o sotto le forme visibili, di cui percepiamo solo quel che appare…

immagine per Michelangelo Arizzi

Come scrive Barbara Martusciello:

“Questa sua ricerca è resa attraverso immagini elaborate digitalmente in cui la Fotografia è linguaggio e mezzo che contribuisce a esplicitare una narrazione evocativa che cita e rifà scenari legati all’arte e alla Storia, con specifica attenzione alla statuaria antica.

Partendo dal reale, il dato è poi rielaborato dal nostro autore che lo carica di altri elementi, che affondano le radici nel mondo esoterico, surreale e visionario.

Più precisamente, lo scatto immortala e tutto è poi lavorato, equilibrando contrasti e luminosità, oppure è meticciato con più insistiti interventi digitali. Da questo passaggio deriva sempre una trasformazione estetica e poetica: nascono così, su carta fotografica, i mondi onirici di Arizzi che partono dall’Antico e dai suoi emblemi monumentali e celebrativi.

In questo suo modo, egli certamente officia la grandezza della produzione preclassica, greca e romana, e anche neoclassica (altrove lo ha fatto con quella rinascimentale oppure più contemporanea: surrealista o metafisica), ma vi aggiunge alternative ipotesi di lettura: la mitologia, già impregnata di significati articolati, si arricchisce di un portato che mette in scena un cosmo fantasmagorico talvolta inquietante, sempre misterico, ove il corpo – seppure marmoreo, almeno all’inizio – predomina.

L’atleta a riposo, il poderoso arciere, la Nike di Samotracia, la Paolina Borghese, la dea dell’abbondanza e fertilità, Dafni e Cloe con il loro amore pastorale, la Venere riambientata in contesti purtroppo attuali (scarti di plastica tossica per i nostri mari e non solo): Arizzi gioca con loro per suggerire altre possibilità interpretative. L’antico, le narrazioni dell’Olimpo, le leggende e le trasposizioni nell’Arte hanno sempre contenuto più vicende sovrapposte, talvolta persino in antitesi tra loro, e diverse accezioni: per raccontare in modo paradigmatico la vita, sia quella concreta, quotidiana, sia delle passioni umane – seppure traslate attraverso quelle divine –, sia quella incorporea, più spirituale, connessa alla sfera del possibile ma non verificabile.

Ebbene: Michelangelo Arizzi in questo è maestro: nell’evocare e rievocare – da qui il titolo della mostra – realtà (accadimenti?) tangibili o solo fantasiose a cui dare un senso, non solo consueto ma soprattutto ipotetico, meno omologato, cercando di decriptare i segni che i nostri antenati ci hanno lasciato.

Con le sue opere, l’autore, quindi, vagheggia, preleva, usa, rielabora, mescola soggetti, elementi, impressioni e illuminazioni avute – e trattando di fotografia, i due termini, impressioni e illuminazioni sono quanto mai appropriati – e ricostruisce spazi siderali arcani abitati da presenze che si allontanano dalla loro ieratica, statuaria evidenza per farsi nuove eroine ed eroi del nostro tempo; di questi protagonisti Arizzi cerca, attraverso le sue figurazioni, di esplorare i legami con quell’immaginario artistico – come già detto – spendibili nell’attualità: sia essa più quotidiana, sia in prospettiva di ciò che ci aspetta o di quello che non conosciamo e attende un possibile svelamento”.

Info mostra

  • Michelangelo Arizzi | evocaAzioni 2
  • Testo di Barbara Martusciello
  • Con il Patrocinio del Comune di Calcata
  • Inaugurazione: sabato 10 ottobre 2020  dalle ore 16:00
  • Il Granarone, Via di Porta segreta 3, Calcata (VT)
  • Fino al 25 ottobre 2020 con orari: 10:00 – 12:00 e 15:00 – 18:00 e su appuntamento
Luca Barberini Boffi

Luca Barberini Boffi

Luca Barberini Boffi, ex imprenditore nel mondo della carta stampata.
Esperto di comunicazione e di arti visive, vive tra Milano, Roma e Strasburgo, dove risiede. Organizza convegni internazionali su Beni Culturali e collezionismo, scrive su testate di settore. Viaggia molto all’estero per lavoro e per passione. Collabora saltuariamente come consulente artistico nel Maine, U.S.A.

commenta

clicca qui per inviare un commento