La memoria del dolore del carcere di Santo Stefano – Ventotene nella mostra fotografica alle Terme di Diocleziano

La storia articolata e a suo modo simbolica dell’ex carcere  borbonico di Santo Stefano – Ventotene (NA), diventa narrazione condivisa attraverso lo sguardo di fotografico di autori di fama internazionale come Marco Delogu (che ne è anche il curatore), Raffaela Mariniello, Mohamed Keita che, con questa mostra, organizzata insieme al Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano  – dove si tiene la mostra -, hanno l’occasione per fare il punto sul recupero dello straordinario sito e illustrarne il futuro.

Infatti, è documentata, proprio attraverso un’interpretazione artistica, la drammaticità di un luogo di dolore abbandonato da cinquant’anni al degrado, ma che è anche riserva naturale e area marina protetta (e dove ci sarà “Next Generation EU”, polo per l’alta formazione, la ricerca, la produzione artistica, lo sport, con servizi di ristoro e residenzialità).

Le immagini restituiscono il fascino dell’architettura del Panopticon e del suo attuale stato ammalorato, alla vigilia dell’avvio dei lavori di restauro e riuso, iniziati a novembre.

Marco Delogu spiega:

“Questa mostra elimina la retorica visiva della prigionia e restituisce un’isola dove terribili esperienze vissute potranno trasformarsi in pensieri, idee e fatti.”

La narrazione fotografica è affiancata da 8 brevi testimonianze scritte dai detenuti comuni e politici che per 170 anni hanno vissuto tra quelle mura (tra questi: Luigi Settembrini  e Sandro Pertini) selezionate dallo scrittore Pier Vittorio Buffa.

A completamento della narrazione, un video del regista Salvatore Braca che illustra, attraverso diverse testimonianze, la storia e il futuro del progetto di recupero dell’ex carcere, dal coinvolgimento della cittadinanza alla prospettiva europea.

Saranno esposte anche le immagini donate da fotografi appassionati di Ventotene come gesto di solidarietà in favore del Laboratorio fotografico a Bamako (Mali) realizzato dalla associazione Kiné di Mohamed Keita.

Al MAXXI a fine giugno il Concorso internazionale di progettazione dell’intero complesso.

Info

Luca Barberini Boffi

Luca Barberini Boffi

Luca Barberini Boffi, ex imprenditore nel mondo della carta stampata.
Esperto di comunicazione e di arti visive, vive tra Milano, Roma e Strasburgo, dove risiede. Organizza convegni internazionali su Beni Culturali e collezionismo, scrive su testate di settore. Viaggia molto all’estero per lavoro e per passione. Collabora saltuariamente come consulente artistico nel Maine, U.S.A.

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