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Mulier, Ecce Filius Tuus. Alla Chiesa degli Artisti a Roma l’installazione dell’artista iraniano Howtan Re

L’installazione Mulier, Ecce Filius Tuus di Howtan Re, artista di origini iraniane, sarà allestita dal 3 marzo nella Sagrestia della nota Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo a Roma (con ingresso da via del Babuino 198).

L’opera è articolata e si compone di sculture che ritraggono coppie di volti, raffiguranti un Gesù dai tratti decisi e delineati e la madre, Maria, caratterizzata invece da lineamenti impercettibili e celati da veli. Tutto esposto all’interno dello spazio della Chiesa, creando una sorta di percorso mistico ma anche etico.

immagine Mulier, Ecce Filius Tuus. Alla Chiesa degli Artisti a Roma l'installazione dell'artista iraniano Howtan Re

Howtan Re è nato a Teheran nel 1974; è scultore, fotografo e autore di lavori dal linguaggio diretto e dal carattere provocatorio; la sua ricerca, fortemente influenzata dalle sue origini, pone al centro una figura femminile ispirata a quella della madre, donna iraniana che ha trovato la propria indipendenza in Italia senza mai perdere il legame con le tradizioni della sua terra. Di conseguenza, l’opera di Howtan Re si sviluppa attraverso una miscellanea di culture e una sensibilità etica, critica, politica, il cui risultato sono raffigurazioni con carattere “movimentista” (Barbara Martusciello), che obbligano a pensare e ripensare molti giudizi e pregiudizi.

Così commenta Howtan Re:

“Non bisogna smettere di ribadire le proprie idee, cercare e difendere la libertà in tutte le sue espressioni perché il combattimento attraverso l’Arte è il nutrimento per la nostra anima.

Se avessi rinunciato per qualche ragione al bisogno di esprimermi attraverso le mie opere per il pregiudizio non sarei la persona che sono.

La mia emozione durante la creazione delle mie opere deve contaminare le persone per obbligarle a sorridere con il cuore verso le prospettive future dove tutti siamo liberi di esprimerci secondo la nostra cultura”.

L’esposizione si inserisce nel tradizionale ciclo Arte e Liturgia del progetto Una porta verso l’infinito: L’Uomo e l’Assoluto nell’arte, promosso da Monsignor Walter Insero, Rettore della Basilica, che così afferma:

“anche quest’anno per la Quaresima, tempo di preparazione alla Pasqua ho chiesto a un artista di aiutarci, attraverso il messaggio e il linguaggio delle sue opere, a meditare su un aspetto del mistero cristiano che celebriamo nella fede.

L’artista, molto affascinato dalle figure di Gesù e Maria, riesce a restituire l’esperienza del dolore che nella sua drammaticità traspare nello sguardo di Cristo sofferente che incrocia quello sfigurato di sua madre, mentre risuonano le parole pronunciate sulla croce: “Donna, ecco tuo figlio” (Gv 19, 26), con cui affida ogni uomo al suo amore materno”.  

In occasione della conferenza stampa – il 3 alle ore 11:00 –  interverranno Gianluigi Recuperati, scrittore, saggista e curatore, e Pegah Moshir Pour, Consulente e attivista per i diritti umani e digitali, l’artista Howtan Re e Mons. Walter Insero, Rettore della Basilica Santa Maria in Monte Santo.

Il fine delle creazioni di Howtan Re è di dare origine a un movimento armonioso e di riflessione verso la vita, in quello che per l’Iran è uno dei momenti storici tra i più difficili e dolorosi che il mondo contemporaneo ricordi.

Un messaggio di pace che aiuti a elaborare il senso di lutto che l’autore prova per le donne iraniane. Si tratta di un percorso doloroso ma costruttivo, attraverso il quale Howtan Re si accosta con umiltà alla rappresentazione del volto della madre di Gesù: la Madonna.

La volontà dello scultore è proprio quella di esprimere, per mezzo dell’arte, il suo rispetto e la sua devozione per colei che considera “mia signora” (dal latino mea domina – Madonna).

L’artista considera la possibilità di superare l’ingiustizia e la sofferenza, una lotta essenziale all’interno della sua opera, e non cede alla tentazione della rinuncia, del disimpegno: crede ostinatamente nell’uomo che si apre all’incontro con Dio.

Secondo Howtan non c’è ombra senza luce o, quanto meno, senza una speranza di luce: “sono felice ed emozionato di condividere la mia ispirazione e il frutto del mio lavoro in una basilica cristiana ricca di storia, arte e fede, dove mi sono sentito accolto e posso testimoniare il valore della spiritualità nella mia vita personale e artistica”.

È così che le opere di questo artista, musulmano di origine iraniana, ma di identità italiana, diventano un ponte tra due religioni e culture.

In virtù della sua sensibilità e prossimità all’esperienza cristiana, l’installazione Mulier, Ecce Filius Tuus viene realizzata nella Chiesa degli Artisti, una delle chiese barocche più celebri e note della capitale, che, a partire dal 1953, divenne sede della cosiddetta Messa degli Artisti: da circa 70 anni, tutte le domeniche ha luogo una solenne celebrazione eucaristica, animata dagli artisti, a cui prendono parte esponenti del mondo dell’arte e della cultura. In questo contesto l’arte ha creato un ponte, rispettoso e allo stesso tempo solido, tra visioni, sentimenti, religioni, culture…

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Luca Barberini Boffi, ex imprenditore nel mondo della carta stampata.
Esperto di comunicazione e di arti visive, vive tra Milano, Roma e Strasburgo, dove risiede. Organizza convegni internazionali su Beni Culturali e collezionismo, scrive su testate di settore. Viaggia molto all’estero per lavoro e per passione. Collabora saltuariamente come consulente artistico nel Maine, U.S.A.

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