La Galleria Tiziana Di Caro annuncia che Carta da parato serie di lavori concepiti nel 1976 da Tomaso Binga (Bianca Pucciarelli Menna, Salerno, 20 febbraio 1931) è entrata a far parte delle opere del Centre Pompidou di Parigi.
Pur se la notissima struttura di Rogers, Piano e Franchini sarà inaccessibile fino al 2030 per ristrutturazione, il Beaubourg prosegue il suo lavoro, anche quello connesso alle sue Collezioni, fino al 2006 per poi fermare le attività fino al completamento del restyling.

Tra le iniziative v’è la recentissima acquisizione di Carta da parato; l’artista realizzò questa installazione ambientale all’interno di una residenza privata a Roma. L’opera fu successivamente ricostruita in altre sedi tra le quali quella di Riolo Terme, la Calcografia-Palazzo Poli a Roma, la Galleria d’Arte Moderna di Bologna.
Nell’installazione del ’76, l’artista rivestì meticolosamente le pareti degli spazi con carta da parati sulla quale aveva tracciato manualmente dei segni grafici che si estendevano e occupavano l’intera superficie.
Indossando un abito confezionato con il medesimo materiale, Binga si mimetizzava nell’ambiente, declamando in modo iterativo la poesia “Io sono una carta”. Tale azione performativa incarna l’espressione idiomatica “fare carta da parato”, che storicamente in Italia faceva riferimento alle donne considerate meno avvenenti e perciò non invitate a ballare e quindi figuralmente immobili, accomunate alla carta delle pareti.
Una concezione sessista e discriminante, questa, che l’opera mette in luce, costituendo una denuncia delle disparità di genere e in particolare della subordinazione culturale e della violenza psicologica inflitte alle donne nella società di ieri ma ancora oggi.
In aderenza ai principi del femminismo, negli anni Settanta, Tomaso Binga intraprese una rigorosa ricerca sul linguaggio, focalizzata sulla sua destrutturazione e sulla reinvenzione della scrittura. Tale processo si avvaleva anche dell’uso del corpo e della voce come strumenti per demistificare e superare gli aspetti sessisti insiti nella comunicazione.
Luca Barberini Boffi, ex imprenditore nel mondo della carta stampata.
Esperto di comunicazione e di arti visive, vive tra Milano, Roma e Strasburgo, dove risiede. Organizza convegni internazionali su Beni Culturali e collezionismo, scrive su testate di settore. Viaggia molto all’estero per lavoro e per passione. Collabora saltuariamente come consulente artistico nel Maine, U.S.A.










