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Festival dantesco. Un film e un corto da segnalare

di Luca Barberini Boffi

Dopo le celebrazioni del 2021 è difficile pensare a rappresentazioni dell’opera di Dante Alighieri che non ripercorrano quanto già visto, letto o sentito. Nei giorni scorsi si è concluso il 13° Festival Dantesco, che tradizionalmente unisce arti performative all’opera dantesca, studenti e grandi nomi dello spettacolo.

Due lavori tra quelli visti desideriamo segnalare per le nuove finestre che aprono: il film Giovanni Alighieri, del fu Dante con Massimo Popolizio e Tanto per gioco di Francesca Bruni Ercole, cortometraggio finalista del Concorso Universitario connesso al Festival.

Entrambi collegano lo spettatore a una dimensione corporea, desacralizzano Alighieri senza sminuirne la portata, ma anzi lasciano emergere – in termini diversi –  l’attualità del suo messaggio.

Giovanni Alighieri, del fu Dante, per la regia di Enzo Aronica e Paolo Pasquini, affida a Popolizio il ruolo di un ricercatore sulle tracce del misconosciuto primogenito del Sommo Poeta. Ne emerge la figura di un investigatore intellettuale che, col corpo possente e gli accenni di ironia, assomiglia al protagonista di un noir novecentesco, le cui riflessioni speculative in versi si consumano tra documenti d’archivio e libri.

La voce data ai suoi pensieri incontra proiezioni e ombre dal passato, Giotto e due danzatori che incarnano a momenti Paolo e Francesca, per lo più Giovanni e l’ipotetica quarta figlia di Dante.

Il film è visibile sul portale Italiana del Ministero degli Affari e della Cooperazione Internazionale: https://vimeo.com/510161353

Tanto per gioco ha il pregio di offrire una lettura della Divina Commedia non letterale, eppure aderente all’originale nella pietas verso la figura su cui si concentra. La giovane regista proietta nella società contemporanea Brunetto Latini (terzo girone del VII cerchio, dove sono puniti i violenti contro Dio, la natura e l’arte, If XV 22-124) e lo trasla nella vita di un ragazzo ucciso perché omosessuale. L’uso del linguaggio diretto eppur poetico, che cambia registro velocemente, sottolinea la centralità dell’amore come sentimento universale, il pregiudizio e l’accusa come condanna, la denuncia come dovere civico.

Il corto è visibile sul canale Youtube del Festival Dantesco: https://www.youtube.com/watch?v=iYWfwkkZxoQ

 

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Luca Barberini Boffi, ex imprenditore nel mondo della carta stampata.
Esperto di comunicazione e di arti visive, vive tra Milano, Roma e Strasburgo, dove risiede. Organizza convegni internazionali su Beni Culturali e collezionismo, scrive su testate di settore. Viaggia molto all’estero per lavoro e per passione. Collabora saltuariamente come consulente artistico nel Maine, U.S.A.

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