Nico Vascellari e Codalunga a Roma. Intervista a Arto Lindsay

Nel buio della notte romana compaiono come colossi le grandi sculture del Foro Italico dove brilla, illuminata dai video di Bjorn Copeland proiettati sulle sue pareti, l’Aula Bunker. Così è stata chiamata L’Accademia di Scherma, progettata dall’architetto Luigi Moretti negli anni ’30. La struttura venne utilizzata come aula giudiziaria; fu anche sede del processo Moro ma oggi il banco degli imputati serve cocktails e diffonde musica elettronica.

Qui si è inaugurato il primo appuntamento di Codalunga, la rassegna fondata dall’artista italiano Nico Vascellari che approda a Roma dopo essersi svolta a Vittorio Veneto, città natale dell’artista, per le passate edizioni. Un evento che mescola la cultura e il glamour con risultati efficaci, tra il pubblico spuntano perfino Ben Stiller, Isabella Ferrari e Victoria Cabello.

L’iniziativa, sostenuta da Sky Arte, durerà un mese e ogni “puntata” avrà un ospite speciale. Come Arto Lindsay, chitarrista americano-brasiliano iniziatore della corrente No Wave nella New York degli anni ’80.

Ad aprire la serata però è proprio Vascellari in carne ed ossa, salendo su un palco che riproduce gli ambienti del suo studio e mostrando due video di sue esibizioni. Il primo è una performance vocale dove emette dei versi accompagnato dai suoi familiari che suonano male degli strumenti musicali. Il secondo è realizzato con frammenti di una conversazione con Marina Abramovic che da sempre apprezza molto il lavoro di Vascellari. L’artista ha in parallelo anche una mostra alla galleria Monitor di Roma, con cui collabora da tempo. Poi è la volta di Arto Lindsay che sale sul palco solo con la sua fedele Danelectro, pochi effetti e un microfono. I suoi inizi sono stati a New York in posti come il Mudd Club o il CBGB con la sua band di allora, i DNA, assieme al tastierista Robin Crutchfield e la batterista Ikue Mori. Salivano sul palco con strumenti completamente scordati ed emettevano suoni/rumori. Che è quello che Arto ha fatto stasera ma in versione solista. Nella sua carriera ha collaborato con i grandi della musica sperimentale, Ryuichi Sakamoto, Brian Eno. Proprio Eno fu il curatore dell’album “No New York” nel 1978, che documentava la scena musicale underground newyorchese. Si è anche dedicato alla reinterpretazione della musica brasiliana assieme a figure come Caetano Veloso. La sua esperienza come musicista è stata da sempre vicina anche alle arti visive, era amico di Jean Michel Basquiat e Vito Acconci, ha collaborato con Matthew Barney. Da tempo organizza delle “parades”, grandi sfilate-performance organizzate nelle città. Dopo la sua esibizione gli propongo un’intervista lampo. Nico Vascellari dimostra di essere in grado di avere a disposizione tutti gli ingredienti per creare un “evento” che, piaccia o meno, è gran parte di ciò che chiamiamo arte contemporanea.

  • Codalunga – programma:
  • 14 novembre 2014
  • Nico Vascellari + Arto Lindsay
  • 15.11 Yuri Ancarani + Domenico Crisi + Dave Saved
  • 19:00 – 24:00
  • 16.11 Invernomuto
  • 11:00 – 23:00
  • 17.11 William Basinski + Dj Ben Saadi (*)
  • 21:00 – 24:00
  • 18.11 Filipa Ramos + Matteo Nasini
  • 19:00 – 23:00
  • 19.11 Laura Barreca + Riccardo Benassi
  • 19:00 – 23:00
  • 20.11 Marco Mathieu
  • 19:00 – 23:00
  • 22.11 Luca Lo Pinto
  • 19:00 – 23:00
  • 23.11 Diego Perrone
  • 19:00 – 23:00
  • 24.11 Von Archives
  • 19:00 – 23:00
  • 27.11 Prurient (*)
  • 19:00 – 24:00
  • 28.11 Emiliano Montanari + Enrico Ghezzi
  • 19:00 – 23:00
  • 29.11 Nero Magazine
  • 19:00 – 23:00
  • 30.11 Vatican Shadow + Dj Gatto Nero (*)
  • 19:00 – 24:00
  • 01.12 Antonio Grulli
  • 19:00 – 23:00
  • 02.12 Atelier Impopulaire (Pia Bolognesi – Giulio Bursi)
  • 19:00 – 23:00
  • 03.12 Luigi Ontani
  • 19:00 – 23:00
  • 04.12 Pier Paolo Pancotto + Nick Oberthaler
  • 19:00 – 23:00
  • 05.12
  • 06.12 Marselleria + Diorama Magazine
  • 19:00 – 24:00
  • 07.12 Fabio Quaranta
  • 19:00 – 23:00
  • 08.12 Carlos Casas + Ninos Du Brasil
  • 19:00 – 23:00
Donato Di Pelino

Donato Di Pelino

Donato Di Pelino è nato a Roma nel 1987. E’ laureato in Giurisprudenza con una tesi sul contratto nelle arti visive, in particolare quello stipulato tra artista e gallerista. E’ redattore di artapartofculture dal 2009 e per il webmagazine ha scritto di arte privilegiando, in particolare, l’intervista in forma di conversazione e scambio con gli artisti. Si occupa anche di poesia e di musica.

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