IndipendenteMente #14. La bella Fanny di Pedro Lenz

immagine per Pedro Lenz
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Un racconto introspettivo. Una narrazione intima. Un libro che sa di spensieratezza, ma allo stesso tempo intenso. È il nuovo romanzo di Pedro Lenz [https://www.pedrolenz.ch/], scrittore svizzero detentore di molteplici premi, intitolato La bella Fanny (Gabriele Capelli Editore).

Ed è proprio la bella Fanny uno dei cardini intorno ai quali ruota la vicenda descritta in queste pagine: una giovane ragazza, irraggiungibile e misteriosa, che reca intorno a sé un’aura di maledizione e irresistibilità.

Jackpot, il protagonista, prende un’infatuazione pesante per questa ragazza, scaturita da un semplice “Sorry!” sussurrato sull’uscio dell’atelier di Louis, un pittore amico del giovane. È proprio da qui che parte il racconto, un flusso di coscienza interminabile, intervallato a dialoghi sull’arte con gli amici di una vita, Louis e Grunz, e a viaggi alla scoperta di luoghi nuovi, di se stessi e delle persone più prossime.

Il lettore accompagna Jackpot per mano nel percorso alla ricerca del suo posto nel mondo, dell’ispirazione per la stesura del suo romanzo d’esordio, grazie al quale desidera diventare un artista a tutti gli effetti e uno scrittore conclamato, così come della realizzazione della sua storia d’amore con Fanny.

In questo viaggio quasi utopistico, in cui si riconoscono i tratti tipici della spensieratezza e dell’irrequietezza giovanile, della necessità del ragazzo di uscire dagli schemi e della volontà di realizzare il suo sogno, il protagonista viene riportato con i piedi per terra dalla presenza saggia e cosciente di Louis e Grunz: essi sono due pittori navigati, con una grande esperienza alle spalle, non soltanto riguardo l’arte, ma anche concernente la vita stessa e l’amore, effimero e caduco come lo è la stessa arte, quasi fossero due gemelli eterozigoti, estremamente diversi, ma intimamente legati.

È solamente grazie a loro che, finalmente, Jackpot riesce a razionalizzare la sua storia d’amore con Fanny, capendo che, in realtà, non è altro che una distrazione passeggera nel suo tortuoso cammino verso la realizzazione; e pian piano, pagina dopo pagina, la figura di Fanny diventa sempre più evanescente, quasi scomparendo tra le nubi che incorniciano la cittadina svizzera dov’è ambientato il romanzo: Olten.

La razionalizzazione dell’innamoramento fugace permette al protagonista di proseguire nella stesura del suo libro, riuscendo infine anche a trovare quel tanto agognato incipit che non era in grado di scovare.

L’incipit del suo racconto, quindi, sembra quasi coincidere con l’inizio della sua nuova esistenza, la prima pagina del libro della vita fatto di fogli bianchi, tutti da riempire con esperienze nuove e significative. Jackpot riesce a spiccare il volo, a districarsi da una rete che lo trattiene nel suo paese, assopito nella nostalgia di un passato glorioso, incapace di star dietro all’incedere del tempo a un ritmo straordinario, e statico nella sua quotidianità.

Una cittadina che, come si può ben capire, frena i giovani nei loro desideri, non permette loro di realizzarsi umanamente e lavorativamente, quasi obbligandoli a cercare fortuna altrove. E invece Jackpot ce la fa a ottenere il suo riscatto, senza lasciarsi sopraffare dalla monotonia e dalla malinconia che circonda la sua cittadina.

La scrittura di Pedro Lenz, dal ritmo incalzante, tiene incollato il lettore alle pagine del suo romanzo, lo invoglia a proseguire nella lettura facendosi trasportare dalle onde del flusso di coscienza del protagonista, sprofondando nei suoi pensieri e facendolo, in parte o in toto, riconoscere nel suo animo.

È una scrittura scorrevole, all’apparenza semplice e frivola, ma allo stesso tempo intensa e profonda; permette al lettore di immergersi nella complessità della mente e dell’esistenza umana, facendogli comprendere la sua natura intricata con un linguaggio accessibile a chiunque.

Sulla scia del successo avuto con il precedente romanzo, In porta c’ero io!, che ha permesso all’autore di vincere svariati premi, anche La bella Fanny ha tutte le carte in regola per diventare un romanzo conosciuto e apprezzato da molti lettori: tratta temi impegnativi, certo, quali l’amore e l’arte, ma ne parla in una maniera così leggera e scanzonata da togliere loro tutto il peso che portano con sé, permettendo a qualsiasi lettore di immergersi completamente nella narrazione.

Isabella Molonia

Isabella Molonia

Isabella Molonia, è una giornalista pubblicista siciliana, ha una laurea triennale in Scienze della Comunicazione e un biennio specialistico in Metodi e linguaggi del giornalismo. In questi anni ha inoltre collaborato con diverse realtà editoriali locali. Attualmente collabora con il gruppo editoriale Citynews e con il Taccuino Ufficio stampa. Alla formazione universitaria ha associato quella musicale conseguendo una laurea triennale in Canto Jazz presso il Conservatorio A. Corelli e una laurea specialistica in Discipline musicali indirizzo Interpretativo-Compositivo Jazz.

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