Arte e pandemia. Tra collezionismo e click

Il 2020, l’anno della pandemia, è stato per il mercato dell’arte anche quello delle aste planetarie, trasversali e ibride. Una parte del pubblico aveva già familiarità con le aggiudicazioni a distanza ma diverso è strutturare una quota importante del mercato dell’arte intorno a queste pratiche.

Aste smaterializzate, delocalizzate o meglio glocal, più sostenibili anche per le majors, dopo la forte contrazione imposta agli scambi dal diffuso lockdown delle attività.

Esse hanno permesso un importante recupero dopo la chiusura, anche se i fatturati complessivi non possono essere in linea con l’ anno precedente ( Christie’s, Sotheby’s e Phillips hanno totalizzato -49% rispetto alla prima metà del 2019, Fonte: Art Tactic).

Eravamo già abituati alla contemporaneità di offerte in sala, online e al telefono.  Ma le auctions sono diventate anche “multi-camera, global livedstreamed evening sales” (con Sotheby’s): in breve, Evening Sales multisede in diretta web mondiale.

Supportate dalla piattaforma e da una rete di telecamere attive nelle piazze principali del mercato dell’arte. Una messa in onda in diretta globale senza o con pochissimo pubblico fisico, ad esempio i giornalisti alle prime riaperture, ma con un seguito “quasi” televisivo. Ed opere d’importanza prima impensabile in un’asta online. Ma nulla da spartire con l’ inquietante mix che scaccia il vero collezionismo dalle aste televisive.  Che vanno citate solo per marcare le differenze in tecnica, mimica e linguaggio degli auctioneers/banditori.

L’asta di Sotheby’s del 29 giugno ( 363,2 m$, di cui 84,6 per il Bacon ispirato dall’Orestea di Eschilo, acquirente un cinese), battuta fisicamente a Londra, è stata trasmessa in streaming live da Hong Kong, Londra e New York per quattro ore e mezzo, quintuplicando il pubblico medio precedente dell’ online. Il battitore a Londra e gli specialisti/addetti nelle tre sedi accettavano bid/offerte multilingue (via telefono o sulla piattaforma Sotheby’s) seguendone  l’andamento tramite video dal vivo e in tempo reale.

Per gli offerenti/bidders collegati on line l’asta non cambia: si usa il pulsante delle offerte e si segue sul monitor. Ma le sale d’asta sono collegate tra loro in video, e l’ auctioneer ha lavorato vedendo e sentendo le offerte, potendo tecnicamente dispiegarsi davanti a lui le teatrali gradinate dei colleghi, ai quattro angoli del mondo, il tutto certificato  dal contatore del sistema.

Il pubblico online per One (Christie’s, 10  luglio, 373 m € ) è stato di 80.000 persone ma si è svolta fisicamente tra Hong Kong, Parigi, Londra e New York (una staffetta di 4 sessioni consecutive con 4 diversi banditori, pubblico libero di offrire e seguire in presenza o comodamente da casa).

Ancora Sotheby’s, nell’ “Evening Sale”’ del 28 luglio intitolata  Da Rembrandt a Richter ha venduto il 90 % dei  lotti (65, di cui 3 invenduti) per un totale di 164,6 m$, ed è stata seguita online da 150.000 utenti in diretta  da 47 paesi dei 5 continenti (battuta a New York, in presenza fisica anche Londra e Asian Desk).

Sotheby’s, nei primi 7 mesi del 2020, ha effettuato 250 vendite,  in presenza ed online. Nuovo il  30% dei partecipanti e dei compratori (dall’Asia il 20%), 30% di essi ha meno di 40 anni,  100 i paesi coinvolti.

immagine per aste smaterializzate
Sotheby’s From Rembrant to Richter

 

Il Top Price online è stato 15,2 m$, pagato per  Untitled  di Jean-Michel Basquiat. Oltre alle aste orientate al  cross-collecting,  la major -nata USA- ora francese, sta diversificando/innovando  in modo impressionante le modalità di offerta, attraverso format di vendita anche buy-now:  Sotheby’s Gallery Network (24 gallerie anche del primo mercato), l’apertura della East Hampton Gallery, New York, anche attraverso una piattaforma online (Sotheby’s Home, 13 categorie, 12.000 items).

Negli stessi 7 mesi del 2020 le Private Sales hanno raggiunto quota  575m$ (+10%).  Il volume delle aste online delle 3 majors Christie’s, Sotheby’s e Philipps, nei primi 7 mesi del 2020 (gen-ago) è cresciuto del 255 % rispetto all’intero 2019 (Art Tactic). E i numeri degli utenti/spettatori online è  in aumento ( 280.000 per l’asta di Christie’s d’ inizio stagione del 6 ottobre).

Mescolare epoche, generi e format si è rivelato importante per le Majors e non solo: la dimensione online del mercato facilita una  diffusione globale ed internazionale anche di maestri e opere cosiddette “minori” sul mercato di medio livello.

Vediamo alcuni effetti macro sul mercato interno alla penisola. Alcuni dati, forniti dal Rapporto Le Marche de l’art en 2019 della francese Artprice (https://it.artprice.com/artprice-reports/the-art-market-in-2019/old-masters-the-originality-of-the-french-market/), confermavano già la portata complessiva di questa realtà.

Malgrado il mercato dell’arte italiano  rappresenti solo lo 0,6% del mercato globale (aste + dealers*), con le nefaste conseguenze sulla prosperità di un settore troppo esiguo per un paese tanto importante per la cultura europea e mondiale, il fatturato ufficiale delle vendite all’asta italiane registrate nella banca dati Artprice si attesta al 6° posto, con  207m$ (USA e UK sono però a 4.613 e 2.175 milioni di $).

Il Top Lot in Italia nel 2019, un Vaso imperiale cinese della Famiglia Rosa ( periodo Qianlong,1736-1795) ha raggiunto i 3 milioni, commissioni incluse,  (https://www.pandolfini.it/it/asta-0325/cntccnrmmvxhbnnpxgfuc2ljcgcxmjuyxhvjmvxodg1hdx-1.asp),  mentre per USA e UK sono stati due  Monet, rispettivamente da 110 e 49m$. (https://it.artprice.com/artista/20093/claude-monet/pittura/18514698/meules).

L’opera italiana più pagata sul suolo nazionale è **.  All’estero un Modigliani da 36 m $. Per l’arte antica italiana il Cimabue citato sopra. L’opera italiana più pagata online è stata una Natura morta di Giorgio Morandi  del 1951, a 1.452.500 € (Sotheby’s, Milano 16.6.2020).

Pur totalizzando solo ¼ del fatturato francese, la raccolta dati 2019 evidenzia l’ interesse per quanto viene esitato sul suolo peninsulare, in cui esiste  una frammentazione in molte case d’ asta locali, sempre più allocate online. Succede in tutto il mondo, con tante diverse modulazioni, ed anche in Francia, dove si è avuto di recente un caso esemplare, nella sua eccezionalità, che non si potrebbe mai verificare in Italia.

Si tratta della tavoletta con il Cristo deriso (1280 ca.) di Cimabue (att. 1272-1302, cm 25,8 x 20,3) trovata nella cucina di un’anziana signora a Compiègne (Francia del Nord), nel giugno 2019, da una giovane addetta (il commisseur-priseur Philomène Wolf). Studiata a Parigi (da E. Turquin) e venduta per 24.1m€,  (27.10.2019) non da una delle majors ma da quella stessa piccola casa d’aste di provincia (Actéon) di Senlis, chiamata per esaminare un  compendio privato di assoluta normalità.

Lo stato francese non ha concesso subito l’esportazione  e ha 30 mesi di tempo per raccogliere i fondi per acquisirla per il Louvre.

Cenni di Pepo detto Cimabue, Cristo deriso, 25,8×20,3

Non si sa se volerà alla collezione Alana di arte rinascimentale, negli USA. Paese, che pur avendo comprato Old Masters (nati entro il 1760)  solo per un 4% del mercato (in Francia tale quota è del 14%), resta ai vertici mondiali per volumi e livello delle aggiudicazioni del settore.

Malgrado complessivamente gli Stati Uniti si orientino molto di più sul Post War e sul Contemporary, con un’ identificazione culturale centrata sugli artisti della loro storia bicentenaria.  Ma restano proprio i magnati americani, dopo le storiche acquisizioni degli antichi maestri di monarchi e nobiluomini del vecchio continente, a sostenere sul mercato l’eredità culturale europea ed italiana, in particolare.

In questo contesto  il protrarsi della pandemia, malgrado l’attivismo di un significativo zoccolo duro di compratori,  sta già avendo ripercussioni importanti anche sul mercato europeo, tanto dell’antico che del moderno.

Tanto più nelle pochissime fiere in presenza che hanno avuto luogo, come il celebre Mercante in Fiera di Parma ( con una media di 100.000-110.000 visitatori annui) che ha visto decurtata l’ormai consueta presenza di americani, inglesi, francesi, russi ma tiene sul minimo vitale in un contesto taglieggiato dall’emergenza.

Grazie allo zoccolo duro dei più competenti e tenaci tra gli appassionati, i collezionisti e i mercanti. Ruoli che talvolta si mescolano, dietro i quali c’è gente che studia e quindi ha gli strumenti per non arretrare di fronte alle opportunità del mercato.

Come per i pezzi forti esitati nelle mega-aste globali ed ibride di giugno e luglio, in tempi di incertezza, anche il mercato medio premia i prezzi equi e ragionevoli, dove la qualità è evidente.

Mercante in Fiera di Parma 2020

Tutte le maggiori fiere mondiali hanno creato piattaforme dedicate per aiutare i loro espositori a veicolare le loro più   recenti proposte (https://www.fiac.com/https://www.frieze.com/fairs/frieze-london; ). Il prestigioso Tefaf (https://www.tefaf.com/) aprirà tra poco le porte della sua piattaforma online ( dopo il rinvio dell’ edizione autunnale di New York).  Alcune associazioni di galleristi hanno rafforzato o creato reti più organizzate collocandosi online per far arrivare più lontano le loro proposte d’arte e cultura (in Italia 63 su https://italics.art/).

Note

*1. Sotheby’s – $1.49 billion (-31%)2. Christie’s – $1.03 billion (-54%)3 . China Guardian – $171 million (-31%)4. Phillips – $164 million (-49%)5. Xiling Yinshe – $76.3 million (+ 18%)6. Bonhams – $54.5 million (- 32%)7. Artcurial – $36.5 million (-30%)8. Ketterer Kunst – $31.8 million (+ 5%)9. Dorotheum – $27.1 million (-24%)10. Mainichi – $22 million (-35%).( Dati 31.8.2020© artprice.com).

Laura Traversi

Laura Traversi

Laureata e specializzata in storia dell’arte all’Università “La Sapienza” di Roma, ha svolto, tra 1989 e 2010, attività di studio, ricerca e didattica universitaria, come borsista, ricercatore e docente con il sostegno o presso i seguenti istituti, enti di ricerca e università: Accademia di San Luca, Comunità Francese del Belgio, CNR, ENEA, MIUR-Ministero della Ricerca, E.U-Unione Europea, Università Libera di Bruxelles, Università di Napoli-S.O Benincasa, Università degli Studi di Chieti-Università Telematica Leonardo da Vinci. Dal 2010 è CTU-Consulente Tecnico ed Esperto del Tribunale Civile e Penale di Roma. È autrice di articoli divulgativi e/o di approfondimento per vari giornali/ rubriche di settore e docente della 24Ore Business School.

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  • A tutto ciò detto, possiamo aggiungere anche i singoli artisti illuminati che hanno approfittato dell’opportunità dello smART working, già ancor prima della pandemia, per diffondere e vendere la propria arte in rete: piattaforme specializzate e social network (con particolare uso di Instagram)