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Salone del Mobile 2024, Fuorisalone, Salone Satellite e del Bagno a Milano. Conferme, e qualche numero.

Il Salone del Mobile di Milano 2024 ha chiuso la sua 62° edizione con 361.417 presenze. Ha incluso Eurocucina che ha 50 anni (dal 1974) con KFT, l’area di tecnologia e domotica, oltre che le esposizioni del Fuorisalone.

È stato un momento d’oro per visitare stands e showrooms iconici ed assaporare o studiare il meglio della produzione industriale e i prototipi dedicati allo spazio più importante della casa.

È tornato anche il Salone Internazionale del Bagno, che forse risente di più del rallentamento congiunturale: bonus e detrazioni per ristrutturazioni ancora attive sono utili, malgrado tanti redditi inadeguati, inflazione e tassi dei mutui taglino i naturali investimenti degli italiani per abitazioni e dotazioni domestiche.

Il fatturato del sistema manifatturiero legno-arredo dell’Italia equivale da solo al mercato mondiale dell’arte.

In Italia, la detta prevista frenata dei consumi durevoli è arrivata. Molte aziende giocano d’anticipo investendo sulla rete estera.

Per il 2024, il settore legno-arredo interno (una filiera di circa 300.000 addetti e 66.000 imprese) mostra un fatturato in moderata contrazione con  52,7 miliardi di euro dai  a 57,2 del 2022, comunque in  forte crescita  sul 2019 (pre-Covid erano 43,2), con aumentata quota estera, al 20 % rispetto al  15,3 dell’ anno passato (Dati: Federlegno Arredo).

Nel sistema arredamento la quota estera arriva al 53% del fatturato complessivo.

Per il Fuorisalone sono stati aperti, con nuovi allestimenti, tanti incantevoli giardini, palazzi e cortili. Richiedono giorni di pellegrinaggio, ma sono stati sempre consultabili guide e piattaforme dedicate, tra cui  https://www.fuorisalone.it con tante segnalazioni, dopo  il migliaio di aperture e talks della settimana di aprile.

Sempre aperti gli showroom delle zone centrali (5 Vie, Brera, Sant’Ambrogio, Porta Romana, Porta Venezia) e semicentrali, in cui, tra i più ammirati design ed oggetti, ci sono quelli di Molteni e di Flexform come la bella sedia Lauren di Antonio Citterio, in legno e cuoio, o quelli di MGM come la lampada Clessidra,  nell’installazione vista a Palazzo Cusani.

Il Salone Satellite, rampa di lancio per under 35, ha 25 anni  festeggiati  con una simpatica Round Table di una dozzina di designer/testimoni e storie come quella del venezuelano Rodolfo Agrella e dei suoi pezzi mai arrivati a Milano, cosa che non impedì  di ottenere un contratto nella capitale del design.

E che la Design Week sia imperdibile sono in tantissimi a pensarlo: all’uscita dal metrò di Rho la folla fotografava la folla. Nel 2002 al Victoria & Albert Museum di Londra nell’esposizione Milan in a Van, fu portato un furgone pieno dei prodotti più interessanti colà scovati da pochissimi giorni.

Tornano alcune domande fondamentali per massimizzare i vantaggi di un evento divenuto sovrumano, ovvero cosa si può imparare dal Salone che valga tutto l’anno, ottimizzando l’esperienza di questo eccezionale appuntamento:

cosa merita un investimento e migliora qualità ed economicità della vita e dell’organizzazione domestica ovvero, fatta la tara dei prodotti di superlusso, cosa realmente sarebbe utile alla maggior parte di noi? 

Per rispondere a queste domande, tra i 1950 espositori  di Rho-Fiera (33% esteri, da 35 paesi, 185 nuovi) di cui 600 nel Satellite, nel percorso ben riprogettato, abbiamo privilegiato le aree cucina e bagno, centrali negli  interventi domestici.

In cucina, l’efficiente coabitazione energetica e funzionale di tutti gli elettrodomestici, dal frigocongelatore al ferro da stiro, deve essere calcolata, e il piano ad induzione che richiede 6kW/h all’ accensione, pur essendo mediamente diminuito di prezzo, non appare sempre consigliabile per chi vuole massimizzare il risparmio. In tal caso fate i vostri calcoli prima di scegliere tra iconici prodotti ad induzione o a gas.

I piani aspiranti hanno sostituito la cappa, a partire dalla marchigiana Elica, dal 2016, integrando l’aspiratore anche al piano cottura a gas anche in 60 cm.

Ora Elica fa il 3 in 1 con Lhov che integra piano cottura+aspiratore+ forno. Trascinante evoluzione, se si pensa che tutti i piani ad induzione hanno aspiratore incorporato nei prodotti Asko, Barazza, BSH, Gaggenau (es.Flex) ma anche Elettrolux, AEG, Beko, Grundig, Schock etc. Per chi apprezzi il buon prodotto italiano: Elica e Smeg sono le sole aziende familiari italiane superstiti nel mondo degli elettrodomestici.

Nel comparto arredo cucina, artigianato, qualità dei materiali e design senza tempo sono il punto di forza di molte esemplari aziende italiane.

A Milano, incantano sempre gli showrooms di Riva1920, Boffi (90 anni, Lentate sul Seveso) fusa in Boffi-De Padova (dal 2015) e Molteni (90 anni, ancora di famiglia, la più grande d’Italia); non sono prodotti per tutte le tasche ma l’ispirazione alla durata nei materiali e nello stile è valida per adattamenti in proprio, senza legarsi alle tendenze o al mercato.

Non a caso Philippe Starck ha detto che “in un mondo troppo casual abbiamo bisogno di senso…”

Tra i classici più convincenti: la neonata Novanta in acciaio e legno di Piero Lissoni (da 48 anni art director di Boffi) ma anche Xila (Luigi Massoni), la cucina Alea Pro di Poliform (progetto R&D), Sign di Ernestomeda (2022), ora anche  con anta in acciaio, e la tedesca  Bulthaup b3. Ed ancora: Ratio di Vincent Van Duysen (Molteni, dal 2019 anche con Prime Kitchen dal 2018).

Assolutamente da citare L’Ottocento con Floral in noce nazionale biondo schiarito (Padova, Cittadella nata 31 anni fa) con strutture interne in listellare di abete rivestito in frassino: niente multistrato né truciolare ma una cucina fatta per cucinare.

Orientamento alla durata dalla capofila Arclinea, produttrice dell’iconica cucina Italia di Antonio Citterio (dal 1988), che fornisce ricambi ai suoi clienti dopo 30 anni, a Molteni, Signature,  Gloster.

E da Dada, col progettista Vincent van Duysen con integrazioni a giorno per una cucina che “non venga mai sostituita per non creare sprechi.” Con questi principi troneggia la Cucina di Matteo Thun, in massello e multistrato (dal 2011) per Riva 1920, azienda  nota per le sue pregiate lavorazioni del legno massello rifinite ad olio naturale.

Per chi si voglia cimentare in proprio o con l’artigiano di fiducia: il multistrato è sempre un materiale stabile e soddisfacente. Tra gli intramontabili eredi delle cucine a legna antiche primeggiano Bertazzoni e De Manincor, Officine Gullo (+  La Cornue)  evolute in  modelli professionali e semi-professionali anche combinati, a gas e a legna.

Ottimo rapporto qualità/prezzo da Veneta Cucine (10-30K) con molte decine di colori e modelli, tra cui si nota Iconica. Interessante per qualità e convenienza Creo Kitchens di LUBE, leader italiana per numero di cucine prodotte. Seducente Very Simple Kitchen.

Nei piani di lavoro prevalgono materiali sinterizzati o quarzi ingegnerizzati (ottenuti da un processo chimico-meccanico, anche per i bagni) senza necessità di manutenzione rispetto ai pur amati marmi e pietre naturali.

E allora ecco farsi strada il Dekton (Riva 1920), che accorpa, senza leganti, particelle di ceramica e quarzo, dando luogo ad un composto minerale molto resistente a calore e graffi. O il Laminam e il Lapitec più simile al ceramico (brevetto Breton) pur somigliando al Corian. C’è anche il Neolith di STOSA Cucine (Radicofani, Siena), composto di granito, silicio e ossidi naturali.

Una normale attrezzatura domestica può includere ancora un bel piano cottura a gas (es. Barazza, con Lab Evolution, o SMEG), un forno integrato (tradizionale +vapore +microonde) e un frigo combinato di nuova generazione.

Le dotazioni consigliabili potrebbero prevedere, avendo spazio e maggiore disponibilità, una colonna con forno combinato con sottostante cassetto per il sottovuoto e abbattitore (per ridurre i tempi di preparazione e migliorare la conservazione del cibo); senza arrivare ai costi del SuperOven della Unox Casa (Padova € 12-18.000).

Tra le novità poco note in Italia, il sistema dell’olandese Quooker, con un serbatoio d’acqua bollente sempre disponibile che consente di cucinare, risparmiando tempo ed energia, “col rubinetto”, dalla tisana al buon couscous assaggiato al Salone.

Funzioni simili anche nei miscelatori di Francke. Proposte avvincenti da Gaggenau, Liebherr e Miele in testa (nuovi colori: black matt e pearl beige).

Nella fascia media si trovano anche ottime soluzioni da AEG, Electrolux e SMEG per piani cottura, forni combinati, sottovuoto, abbattitori e frigoriferi in grado di ridurre sprechi e migliorare conservazione dei cibi. Ammirato anche il frigo doppio da SIGNATURE Kitchen (gruppo LG).

I frigo-congelatori (anche ad incasso) sono tutti dotati di cassetti differenziati per temperatura e umidità. Carne e pesce hanno uno spazio dedicato, in quanto richiedono maggiore raffreddamento e dispendio di energia. Frutta e verdura impattano meno sui costi energetici e conservano la loro freschezza (95% delle vitamine) in un equilibrio termo-igrometrico meno energivoro.

Il capitolo vasche da bagno include ormai tanti pezzi bellissimi di aziende diverse. Da Scavolini allo stile Old-England di Sbordoni  o della toscana Devon & Devon (rubinetteria da bagno e sanitari Blues) come Holiday, in White Tec Plus, una resina ecologica da materiali di recupero.

La doccia diventa più elegante e centrale che mai, con piatti-doccia setosi e minimali, adattabili a quasi tutti i solai, come HI•MACS o quelli di Geberit o Duravit (dal 1817, nella Foresta Nera, facevano boccali x birra) in acrilico, durocast, con cui Starck celebra i 30 anni di collaborazione.

Tra i soffioni oltre a Siphon di Lep and Down, vedere anche i classici di Ritmonio e Zucchetti.  Per la rubinetteria: Cross Road di Cristina e OT 58 di Effepi Studio. Per la rubinetteriaGlobo e Roca hanno conquistato velocemente posizioni rispettabili (almeno esteticamente parlando) accanto ad aziende consolidate come Frattini, Hansgrohe, Stella.

Per i sistemi/cabine armadio Euromobil (es. Kabinspace)/Poliform e, da Arclinea, Italia e Vintage) di Antonio Citterio.

Tra le librerie Piroscafo di Molteni (Aldo Rossi) resta ai vertici, come, per i divani-letto, Duetto di Flou.

Salone del mobile 2024

immagine per Laura Traversi
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Laureata e specializzata in storia dell’arte all’Università “La Sapienza” di Roma, ha svolto, tra 1989 e 2010, attività di studio, ricerca e didattica universitaria, come borsista, ricercatore e docente con il sostegno o presso i seguenti istituti, enti di ricerca e università: Accademia di San Luca, Comunità Francese del Belgio, CNR, ENEA, MIUR-Ministero della Ricerca, E.U-Unione Europea, Università Libera di Bruxelles, Università di Napoli-S.O Benincasa, Università degli Studi di Chieti-Università Telematica Leonardo da Vinci. Dal 2010 è CTU-Consulente Tecnico ed Esperto del Tribunale Civile e Penale di Roma. È autrice di articoli divulgativi e/o di approfondimento per vari giornali/ rubriche di settore e docente della 24Ore Business School.

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