Olafur Eliasson nasce nel 1967. È un artista danese di origini islandesi, e si vede dall’uso geniale e innovativo che fa della luce. Perché ogni artista che scrive la storia non solo rispetta la sua identità come base di partenza per raccontare fenomeni universali, ma soprattutto ne innerva la propria ricerca, perché nel suo immaginario gli elementi caratterizzanti i luoghi sono i fertilizzanti delle opere, quelle che poi creano nuovo immaginario partendo dall’esistente.
L’unica arte che scrive la storia è quella che produce nuovo senso; la fantasia non basta e da sola non è arte. Per questo motivo si scelgono certi artisti e non altri.
Nel tuo tempo, la mostra a Palazzo Strozzi di Firenze (22 settembre 2022 – 22 gennaio 2023) curata da Arturo Galansino, il direttore del museo che ci ha ormai abituati ai grandi nomi dell’arte storica, moderna e contemporanea che hanno rivitalizzato l’intera città, è un’operAzione di sovvertimento della percezione degli spazi museali e, ovviamente, serve a farci comprendere che l’uso sapiente dell’arte, colto e fortemente nutrito di conoscenza, ricerca e innovazione, può riportare in luce le armonie, l’eros e la potente estetica del mondo che viviamo.
Quanto sarebbe più bella la città se ricominciassero a farla disegnare agli artisti?
A questo tipo di artisti, ben inteso, perché gli orpelli decorativi o i gabbiani dipinti sui palazzi non solo non producono nessun valore ma soprattutto indorano le gabbie, ingenerano illusione e aumentano il degrado.
Ci vogliono intelligenza, sapienza e visione; bisogna sapere come far partecipare chi poi in quegli spazi ci deve vivere e non servono i sondaggi ma il coinvolgimento emotivo fatto proprio con l’arte che porta in emersione sogni, bisogni e desideri delle persone. Prima che i progetti di rigenerazione partano.
Torniamo alla mostra ma non dimentichiamoci che a questo servono certe mostre magnifiche: a fare education, a produrre stimoli visivi che si trasformano in informazioni, a creare modelli immaginifici che ci riportino alla bellezza originaria. La memoria da sola è mero ricordo; bisogna ridarle vita e farla diventare utile e contemporanea.
La mostra di Eliasson è imperdibile, diciamolo subito. Gli spazi di Palazzo Strozzi sono stati completamente modificati senza toccare un chiodo, semplicemente con l’uso di dispositivi di senso legati alla luce e alle geometrie metafisiche.
L’architettura rinascimentale viene completamente rinnovata senza snaturarla, anzi restituendo a chi visita la mostra il vero senso di quelle architetture: il gioco di ombre, riflessi, luci e corridoi mentali assolutamente rivelatori di enigmi illuminanti, emozionanti e in_formanti.
Le possibilità di esperienza si moltiplicano all’infinito, come dovrebbe essere ogni giorno fuori dai recinti del pensiero prevalente e dell’educazione a senso unico.
Una nuova consapevolezza si fa breccia tra le interdizioni mentali e narrative dettate dai reticoli ordinanti dove l’armonia si perde tra regole e prassi scollegate dalla felicità, e lo spazio urbano torna a generare felicittà come nelle città d’arte che per secoli hanno accolto e partorito nuove convivenze e nuove conoscenze. Come quando un viandante trova riparo, ristoro, incontro.
Recita il comunicato stampa:
“Oltrepassando i confini dello spazio, le installazioni di Eliasson mettono in discussione la distinzione tra realtà, percezione e rappresentazione“.
Il palazzo diventa quindi un corpo dinamico che accoglie le opere dell’artista ma anche i nostri sguardi più liberi, i nostri corpi, i nostri passi e, diventato operAzione, cioè un’opera fatta dalle nostre azioni (camminare, fotografare, fermarsi, parlare), allena e aumenta la percezione a dismisura, ridandoci quel potere che la sfera cognitiva ci ha tolto: andare oltre il visibile dove la realtà è quella reale.
L’istinto vince sulla paura, l’enigma vince sulle domande, il mistero fa luce sul buio della ragione, il coraggio di osare lo spazio invece di usare le mura si fa strada man mano che avanziamo nelle opere, mentre comprendiamo che luce e ombra sono parte del tutto, non sono disgiunte, e che i Quanti di luce sono la metafora del nostro essere; anima e corpo mai distinti dal resto del corpo sociale. Insieme siamo unici, divisi siamo soli.
SCHEDA TECNICA
Olafur Eliasson: Nel tuo tempo
- Firenze, Palazzo Strozzi
- dal 22 settembre 2022 al 22 gennaio 2023
- Mostra ideata da Studio Olafur Eliasson
- A cura di Arturo Galansino
- Promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi
- Main Supporter Fondazione CR Firenze
- Sostenitori istituzionali: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di
Firenze, Intesa Sanpaolo, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi - Con il sostegno di Fondazione Hillary Merkus Recordati, Maria Manetti Shrem, Città
Metropolitana di Firenze
Sponsor tecnici Trenitalia, laFeltrinelli, Ufficio Turismo Città Metropolitana di Firenze, Unicoop Firenze, Rinascente, Mercato Centrale Firenze, Destination Florence Convention & Visitors Bureau, Publiacqua - Ufficio stampa
Fondazione Palazzo Strozzi:
Lavinia Rinaldi l.rinaldi@palazzostrozzi.org
Sutton: Fiona Russell fiona@suttoncomms.com - Comunicazione e Promozione Susanna Holm – Sigma CSC susannaholm@cscsigma.it
- Informazioni e prenotazioni T. +39 055 2645155
prenotazioni@palazzostrozzi.org - Catalogo Marsilio Arte
Nato Matera, laureato in Scienze politiche nel 1989, dal 1990 al 2000 è Direttore delle Risorse Umane in tre diverse multinazionali (Montedison, SNIA e Ace Int.l). Oggi è un Contemporary Art Consultant e Cultural Projects Curator,e si occupa di arte da parete e arte da processi: arte da collezione a beneficio di privati, appassionati e collezionisti, arte come pratica e approccio progettuale art thinking oriented per imprese di ogni genere, istituzioni e rigenerazione culturale, urbana e territoriale.
Come Art Consultant in_forma e supporta le scelte di collezionisti, acquirenti e appassionati di arte contemporanea nella selezione di opere d’arte di ricerca e di alta qualità, nell’analisi del miglior rapporto qualità prezzo e nella progettazione di intere collezioni, in Italia e nel mondo.
Come Co-Founder e Art Director di Art Thinking Project ETS si occupa di progettazione culturale a tutto tondo, ideazione e realizzazione di strategie, contenuti, interventi temporanei, installazioni permanenti, inserimento di arte e artisti a monte dei processi di ogni tipo di azienda e attività; di rigenerazione culturale e urbana di città, borghi, territori e paesaggio; di soluzioni inedite a ogni tipo di impresa, dall’ospitalità all’acciaio, dalla finanza all’agricoltura e oltre. Insieme al Network e ai Componenti del Comitato Tecnico Scientifico di ATP, si occupa anche di heritage management, architettura, design, economia della cultura, diritto societario e dell'arte.
È stato ideatore, promotore e co-autore del Manifesto Art Thinking siglato al MAXXI a Giugno 2019 insieme a scienziati, artisti, imprenditori, architetti, ingegneri e professionisti di ogni genere. Tra le altre cose ha ideato e curato la prima e la seconda edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea (2008-2009). È stato membro della Commissione dei quattro esperti della Regione Puglia per il Piano strategico per la cultura (2016-2017: riallocazione di 480 MLN di Euro), ideatore e curatore del progetto Matera Alberga per Matera Capitale Europea della Cultura 2019, curatore di diversi progetti culturali per ENEL, Deutsche Bank, Helsinn, SAS Business Intelligence, UBI Banca, Bosch Security System, Fiera Milano, Macro Roma, MAXXI, Comune di Roma, Comune di Matera e altri.
Ha insegnato Organizzazione del Mercato dell’Arte e Progettazione culturale per i Master del Sole24Ore e della RUFA (Roma University of Art), e visiting professor di alcune università italiane e americane. Infine si occupa anche di education & edutainment; progetta e realizza workshop e webinBar sull’arte e la sua relazione con la psiche, sui benefici per l’intelligenza degli individui e la crescita e lo sviluppo di sistemi, territori e imprese. Scrive per art a part of cult(ure), magazine on line inserito nel Codex dell’ADI (Associazione Design Industriale) per le valenze culturali del format, dove cura una sua rubrica su arte, evoluzioni ibride e mostre nel mondo, chiamata I racconti del Cascino.




































