Amori interdetti, felicità impedite, crescite deformate e persino suicidi, devianze, psicopatologie: tutto perché qualche retrogrado e privo di empatia parla a nome di Cristo senza averlo mai incontrato né, soprattutto, ascoltato; e parla di biologia, natura, normalità senza averle mai studiate e capite. Ma principalmente, perché non c’è un’educazione sentimentale, vittima di ignoranza becera e assassina, opportunismi ideologici ed economici, ipocrisia, cinismo, indifferenza.
Nello scrivere il film, Dhont si è ispirato al libro della psicologa Niobe Way, Deep Secrets: Boys’ Friendships and the Crisis of Connection, che analizza l’intimità tra gli adolescenti; il regista ha quindi spiegato di essere stato profondamente colpito da questi studi e dalla trattazione del tema:
«Quando ho letto le testimonianze di questi 150 ragazzi che non sono necessariamente queer, mi sono reso conto che farne solo un’esperienza queer l’avrebbe limitata a questo. […]
Non si tratta solo di un’esperienza queer, ma dell’esperienza dei giovani uomini, perché ai giovani uomini non viene dato lo spazio per esprimersi in quel modo. Il film offre al pubblico uno spazio per interpretare quell’esperienza come si vuole.
Ma non si tratta della loro sessualità, bensì del modo in cui la loro intimità e la loro sensualità vengono considerate e di come siamo condizionati a guardarle. Di come vogliamo compartimentare tutti in scatole ed etichette e di come vogliamo mettere un timbro sull’amore, senza lasciare che questo esista nella sua vera forma libera.».
Non perdete questo film, per nessun motivo, soprattutto i genitori. È veramente ora di finirla con questa inciviltà: la pagano sempre e solo gli innocenti mentre la retorica spicciola della libertà serve a dei parvenu per produrre solo divieti, la sola cosa che sappiano fare. Gente senza arte né parte contro la meraviglia dell’amore.
Nato Matera, laureato in Scienze politiche nel 1989, dal 1990 al 2000 è Direttore delle Risorse Umane in tre diverse multinazionali (Montedison, SNIA e Ace Int.l). Oggi è un Contemporary Art Consultant e Cultural Projects Curator,e si occupa di arte da parete e arte da processi: arte da collezione a beneficio di privati, appassionati e collezionisti, arte come pratica e approccio progettuale art thinking oriented per imprese di ogni genere, istituzioni e rigenerazione culturale, urbana e territoriale.
Come Art Consultant in_forma e supporta le scelte di collezionisti, acquirenti e appassionati di arte contemporanea nella selezione di opere d’arte di ricerca e di alta qualità, nell’analisi del miglior rapporto qualità prezzo e nella progettazione di intere collezioni, in Italia e nel mondo.
Come Co-Founder e Art Director di Art Thinking Project ETS si occupa di progettazione culturale a tutto tondo, ideazione e realizzazione di strategie, contenuti, interventi temporanei, installazioni permanenti, inserimento di arte e artisti a monte dei processi di ogni tipo di azienda e attività; di rigenerazione culturale e urbana di città, borghi, territori e paesaggio; di soluzioni inedite a ogni tipo di impresa, dall’ospitalità all’acciaio, dalla finanza all’agricoltura e oltre. Insieme al Network e ai Componenti del Comitato Tecnico Scientifico di ATP, si occupa anche di heritage management, architettura, design, economia della cultura, diritto societario e dell'arte.
È stato ideatore, promotore e co-autore del Manifesto Art Thinking siglato al MAXXI a Giugno 2019 insieme a scienziati, artisti, imprenditori, architetti, ingegneri e professionisti di ogni genere. Tra le altre cose ha ideato e curato la prima e la seconda edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea (2008-2009). È stato membro della Commissione dei quattro esperti della Regione Puglia per il Piano strategico per la cultura (2016-2017: riallocazione di 480 MLN di Euro), ideatore e curatore del progetto Matera Alberga per Matera Capitale Europea della Cultura 2019, curatore di diversi progetti culturali per ENEL, Deutsche Bank, Helsinn, SAS Business Intelligence, UBI Banca, Bosch Security System, Fiera Milano, Macro Roma, MAXXI, Comune di Roma, Comune di Matera e altri.
Ha insegnato Organizzazione del Mercato dell’Arte e Progettazione culturale per i Master del Sole24Ore e della RUFA (Roma University of Art), e visiting professor di alcune università italiane e americane. Infine si occupa anche di education & edutainment; progetta e realizza workshop e webinBar sull’arte e la sua relazione con la psiche, sui benefici per l’intelligenza degli individui e la crescita e lo sviluppo di sistemi, territori e imprese. Scrive per art a part of cult(ure), magazine on line inserito nel Codex dell’ADI (Associazione Design Industriale) per le valenze culturali del format, dove cura una sua rubrica su arte, evoluzioni ibride e mostre nel mondo, chiamata I racconti del Cascino.













3 risposte
Il “colto” giornalista che ha scritto questo “capolavoro” sa che Gigi D’Alessio è diplomato al Conservatorio e che è un polistrumentista? Sarebbe interessante conoscere i titoli di questo letterato.
Come volevasi dimostrare c’è ancora qualcuno che crede ai titoli conseguiti a scuola invece che ai risultati concreti di quello che si produce in termini di valore. Colpa certo della propria comfort zone, della poca curiosità, della scarsa autonomia intellettuale, del livello basico di lettura di un tema che non parla di banalità ma di problemi seri. Colpa anche della scuola stessa che si vende come la soluzione a tutti mali quando il male è l’assenza di senso critico e intelligenza emotiva. I miei titoli sono sotto, a fine articolo, quindi direi che la minuteria è risolta, e basterebbe leggere invece di dire banalità da asilo infantile, ma soprattutto a chi interessa oggi che scuole abbia fatto Gigi D’Alessio, citato a mero scopo di esempio delle banalità scambiate per arte, quando il problema è che la sua musica è retorica, superficiale e non cambia la vita di nessuno, semmai illude, mentre la cultura vera si occupa di neuroni e sinapsi? E cambia la vita di tutti, anche di quelli che blaterano di scuole e titoli accademici buoni solo se poi producono valore.
Grazie! Andrò a vederlo! Mi ha incuriosito!!