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Dal restauro alla Restaurazione è un attimo

di Francesco Cascino

Chi ci ha portati a questo disastro culturale diffuso, dove miliardi di persone nel mondo non hanno nessun senso critico, si bevono ogni forma di propaganda spicciola e di retorica improduttiva, tipo Dio Patria Famiglia e altre banalità non supportate dalla scienza e dalla conoscenza, e votano per i loro aguzzini?

Chi ha favorito la restaurazione che ciclicamente, da millenni, rimette barbari e delinquenti nei posti di potere contro il bene comune e l’empatia, gli unici elementi che possono salvare il mondo?

Creano il nemico unico, inventano pericoli domestici e bombe atomiche all’estero dove non esistono e non puoi verificare, usano le immagini dei TG per ridurre tutto a un videogioco, come dice Francesco Catullo, geniale inventore della Poesia dell’Imprevisto, mentre la tua vera zona di vita è quella dove sei, non quella che vedi da uno schermo.

Tutto costruito ad arte ma non dall’arte, che invece trasmette informazioni vitali molto più dei telegiornali, alzando le antenne del senso critico e dello sguardo laterale e libero.

immagine per Torre Glories - Mirador - Barcelona - Installazione interna di Tomas Saraceno (foto successiva)
Torre Glories – Mirador – Barcelona – Installazione interna di Tomas Saraceno (foto successiva)

Succede da sempre, la gente non studia, e questo va detto senza ipocrisie. Ma non è solo colpa del popolino, tenuto schiavo da Destra e da Sinistra altrimenti restiamo senza servitù; quando l’ignoranza viene sdoganata come virtù, da sempre, non c’è una classe dirigente aggiornata a contrastarne l’effetto mortale.

Mentre nasceva la sharing economy, ad esempio, agli inizi degli anni Duemila, contestualmente l’Anciene Régime ha ridato vita a delinquenti, bifolchi e nazifascisti che hanno rimesso mano alle armi e distrutto le velleità di autonomia intellettuale e produttiva dei giovani.

Dovevano fermarli a tutti i costi, questi stavano scoperchiando mafie e sistemi di coercizione travestiti da imbonitori. Ma per fortuna le nuove generazioni sono indistruttibili e se ne fregano della retorica da Baci Perugina con cui governano ladri e fuorilegge, come Trump e i suoi accoliti sparsi sul pianeta.

Le generazioni precedenti però, spaventate dalle incertezze in cui non sono abituati a vivere, hanno ceduto alle lusinghe del potere come sostantivo, quello impotente degli show e del successo finto, e hanno creduto alla favola del milione di posti di lavoro. Come se il lavoro debba arrivare dalla politica; sarebbe la forma più bieca e degradante di sottosviluppo.

Houston abbiamo un problema ma ce l’abbiamo qui sulla Terra: la gente ha paura di volare.

Perciò di chi è la colpa dell’avanzare pericoloso e mortale di ignoranti e delinquenti al potere in tutto il mondo, fatta eccezione per la Spagna, per Cuba, per il Nord Europa e pochi altri: i cattivi sacerdoti, certo, le mafie, ovviamente, le destre illiberali in rivalsa contro le loro stesse incapacità di stare al mondo in armonia, i produttori di armi senz’anima, i petrolieri, i faccendieri, i frustrati, i cinici e i falliti, ma sono stati anche i salottieri, gli indifferenti, gli snob che scambiano accademia per cultura, i raccomandati della Gauche Caviar, quelli che per sentirsi meglio parlano di altruismo e periferie mentre non sanno assolutamente niente di quali siano i reali meccanismi evolutivi che cambiano le cose, che invece possono passare solo dalle arti perché, dal punto di vista neurobiologico, il cervello assume informazioni solo dalle immagini, dai gesti e dai suoni, non dalle parole.

Quindi l’arte visiva, il teatro, la musica, la danza possono cambiare il mondo se innestati in modo capillare nella società e nelle imprese, altrimenti sono solo vacue parole al vento. E solo se sono interventi di qualità; dispositivi fisici o relazionali  progettati o selezionati da Curators titolati ed empatici, non gente scelta dal sistema, non gli YesMan e nemmeno i moderni boiardi di Stato ai quali nessuno controlla i risultati.

Guardate che l’alternativa è la distruzione del mondo, mica conigli volanti.

Ma la politica, tutta la politica, sceglie l’arretratezza culturale, l’accademia senza linfa, le riunioni senza fertilizzanti. Questa gente ammuffita usa gli slogan delle avanguardie ma non sa di cosa parla, scambia la suggestione per cultura, mette nei posti di potere solo i loro amichetti; guardate come funziona il sistema delle capitali europee e delle capitali italiane della cultura: sempre i soliti noti, sempre i soliti falliti manovrabili e disponibili a piegarsi. Gente senza dignità né risultati.

Appena ci metti dei veri Curators e ci metti l’Art Thinking le cose cambiano, come abbiamo visto a Mirabella Eclano (AV); un’esperienza formidabile sia di rapporto con la politica, sia di slancio e generosità da parte di Partner e di artiste e artisti coinvolti, che ho ringraziato uno per uno così come ha fatto lo stesso Sindaco di Mirabella, con serietà e coscienza culturale e civile.

Ma non vi illudete

Dopo la batosta del Referendum assistiamo a grida di vittoria come fossimo allo stadio: non vi illudete che dall’altro lato abbiano capito, perché per capire c’è bisogno di un popolo critico, non di tifosi. La legge sulla separazione delle carriere andava fatta in Parlamento, non per strada né affidata a noi che non ne sappiamo niente. Ma gli impotenti devono sempre mostrare i muscoli che non hanno: neuroni, visione, intuito e sinapsi.

Bisogna assolutamente cambiare registro, studiare e imparare quali sono i modelli vincenti nel mondo e pretendere dai propri rappresentanti che si aggiornino, li comprendano, li mettano in pratica e chiamino ad assisterli dei tecnici preparati, progettisti territoriali, curatori, urbanisti e artisti che sappiano lavorare tutti insieme, come hanno fatto per esempio le amministrazioni di Mirabella, di Sarzana o di Catania in occasione della Candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028.

O come hanno fatto in quei territori dove è stato fatto sviluppo territoriale e imprenditoriale – fuori dai bandi ministeriali – che hanno dato risultati eccezionali in tutto il mondo con l’Art Thinking, solo perché c’erano progettisti e curatori qualificati al fianco della politica, che non ha mai invaso il loro campo con raccomandati incapaci come fanno i barbari distruttori di civiltà.

La Spagna invece sceglie di risolvere i problemi seri, quelli della solitudine, delle malattie psichiatriche a carico dei ragazzi per colpa dei Social, quelli della diffusione della cultura a livello capillare (cosa che abbiamo inserito nel Dossier di Mirabella anche noi, su richiesta dell’Amministrazione): neanche loro sanno come fare, da quello che si legge sulla stampa spagnola al momento; scelgono le parole invece dell’arte e della performance, unico modo di entrare nell’inconscio e restarci, ma almeno è un inizio.

Questa è la visione che funziona da tanti anni: tutti devono guadagnare, tutti devono evolvere, tutti devono avere pari opportunità e le competenze devono avere il comando. A voi sembra che i governi degli ultimi trent’anni abbiano ragionato in questo modo? Se al potere ci vanno degli incapaci, la colpa è solo nostra: impariamo ad analizzare e pretendere quali sono le soluzioni che funzionano davvero, altrimenti regaleremo solo poltrone a dei parassiti.

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Nato Matera, laureato in Scienze politiche nel 1989, dal 1990 al 2000 è Direttore delle Risorse Umane in tre diverse multinazionali (Montedison, SNIA e Ace Int.l). Oggi è un Contemporary Art Consultant e Cultural Projects Curator,e si occupa di arte da parete e arte da processi: arte da collezione a beneficio di privati, appassionati e collezionisti, arte come pratica e approccio progettuale art thinking oriented per imprese di ogni genere, istituzioni e rigenerazione culturale, urbana e territoriale.

Come Art Consultant in_forma e supporta le scelte di collezionisti, acquirenti e appassionati di arte contemporanea nella selezione di opere d’arte di ricerca e di alta qualità, nell’analisi del miglior rapporto qualità prezzo e nella progettazione di intere collezioni, in Italia e nel mondo.

Come Co-Founder e Art Director di Art Thinking Project ETS si occupa di progettazione culturale a tutto tondo, ideazione e realizzazione di strategie, contenuti, interventi temporanei, installazioni permanenti, inserimento di arte e artisti a monte dei processi di ogni tipo di azienda e attività; di rigenerazione culturale e urbana di città, borghi, territori e paesaggio; di soluzioni inedite a ogni tipo di impresa, dall’ospitalità all’acciaio, dalla finanza all’agricoltura e oltre. Insieme al Network e ai Componenti del Comitato Tecnico Scientifico di ATP, si occupa anche di heritage management, architettura, design, economia della cultura, diritto societario e dell'arte.

È stato ideatore, promotore e co-autore del Manifesto Art Thinking siglato al MAXXI a Giugno 2019 insieme a scienziati, artisti, imprenditori, architetti, ingegneri e professionisti di ogni genere. Tra le altre cose ha ideato e curato la prima e la seconda edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea (2008-2009). È stato membro della Commissione dei quattro esperti della Regione Puglia per il Piano strategico per la cultura (2016-2017: riallocazione di 480 MLN di Euro), ideatore e curatore del progetto Matera Alberga per Matera Capitale Europea della Cultura 2019, curatore di diversi progetti culturali per ENELDeutsche BankHelsinnSAS Business Intelligence, UBI Banca, Bosch Security System, Fiera Milano, Macro Roma, MAXXI, Comune di Roma, Comune di Matera e altri.

Ha insegnato Organizzazione del Mercato dell’Arte e Progettazione culturale per i Master del Sole24Ore e della RUFA (Roma University of Art), e visiting professor di alcune università italiane e americane. Infine si occupa anche di education & edutainment; progetta e realizza workshop e webinBar sull’arte e la sua relazione con la psiche, sui benefici per l’intelligenza degli individui e la crescita e lo sviluppo di sistemi, territori e imprese. Scrive per art a part of cult(ure), magazine on line inserito nel Codex dell’ADI (Associazione Design Industriale) per le valenze culturali del format, dove cura una sua rubrica su arte, evoluzioni ibride e mostre nel mondo, chiamata I racconti del Cascino.

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