ultimi articoli dell'autore

Le fiere città, le città fiere. Non solo Bologna

di Francesco Cascino

Dove si tengono le fiere? C’è chi le tiene in gabbia, perché non è capace di proiettare l’amore e l’attrazione oltre l’asfittico perimetro del possesso, e non sa usare l’immaginario fisico e metafisico, e c’è chi le lascia libere di essere quello che sono, quello per cui ce ne siamo innamorati.

immagine per Le fiere città, le città fiere. Non solo Bologna
ArteFiera e Brave Art – Bologna – 6, 7 e 8 Gennaio 2025

Una metafora buona anche per la sempre più necessaria educazione emotiva allo sguardo maschile verso le donne, un problema che nasce anch’esso dal complesso di chi guarda ogni fenomeno, elemento, animale o persona con la sofferenza di non poter somigliare a loro, di non poterle avere per non saperle amare nella loro autonomia.

Le fiere, dicevamo, e vale anche per quelle commerciali, uno le può ingabbiare nelle regole impiegatizie dei business plan: se invece nasce leader, o impara ad esserlo, le lascia libere di trasmettere la loro identità territoriale per poi farle dirigere a chi ha il coraggio e la competenza per selezionare i partecipanti e, infine, costruisce una comunicazione naturale in cui la fiera si identifica con il genius loci. Avendo risolto il nucleo attrattore economico, cioè avendo chiamato solo gallerie di qualità massima, saprà come coniugare qualità dell’offerta culturale con qualità dell’offerta di accoglienza e di incontro.

Bologna, ad esempio, appena conclusa, ha sofferto per alcuni anni di scarsissima qualità delle gallerie, e noi abbiamo sofferto con lei perché molti, moltissimi, sono nati con ArteFiera. Bologna è l’appuntamento immancabile da 40 anni, non c’è niente da fare, e quando ti arriva la VIP Card tu senti odor di tortellini e tagliatelle, mica di arte. Un’attrazione fatale che negli anni diventa relazione stabile ed emozionante, rassicurante, avvolgente. Ci vediamo a Bologna, ci diciamo tutti in occasione degli auguri di Natale.

Certo che le altre fiere sono appuntamenti imperdibili, lo sono anche più di Bologna dal punto di vista qualitativo, io scrivo di Torino ogni anno e ne sono altrettanto innamorato, ma se anche questa edizione bolognese fosse stata sbagliata come le precedenti, sarebbe stato un dispiacere per tutti. Come se ci avessero tolto una gita che aspettiamo tutto l’anno. E diciamolo: solo chi è come i bambini entra nel regno dei cieli. E delle trattorie.

Insomma mi sono divertito, almeno fino a due terzi del Padiglione 25, che non è poco perché, pur mancando del tutto la ricerca vera, quella sperimentale e coraggiosa, l’offerta che le gallerie migliori hanno portato ad ArteFiera era altissima. Da altissima ad Artissima è un attimo.

Il problema però rimane: le fiere italiane devono affidarsi a strateghi della comunicazione culturale, c’è poco da fare. Tre fiere, le uniche degne di questo nome, per un Paese di 60 milioni di abitanti sono troppe, soprattutto se si fanno pochi investimenti per attrarre grandi investitori e direttori di museo dall’estero. A meno che non si impari una buona volta che le persone vengono guidate certo da interessi economici ma, prima di tutto, sono attratte da simboli autentici e sinceri, enigmi intelligenti e seduzione di sostanza.

Il cielo in una so-stanza, tanto per sintetizzare. Bologna è educata, gentile, simpatica ed empatica; i tassisti discettano di ArteFiera come niente, i ristoratori si ricordano di te dall’anno prima, le gallerie bolognesi, una in testa di cui non farò il nome, è fatta tutta e solo di persone di altissima umanità e profondissime competenze, con grandi capacità di accoglienza, sorrisi mai vacui e cultura reale.

Insomma ci vuole umanesimo per restare nel cuore e nell’immaginario, mica voce grossa e capelli finti; quelli sono sintomi di complessi enormi mai risolti, e sono segni di solitudine che non si risolverà mai. Una volta finito il potere, le armi, i soprusi, finiranno anche gli amici. Una vita indegna di essere vissuta, in sintesi.

A Bologna invece incontri persone dall’eleganza innata, autentica, naturale, che ti sorridono anche se ti siedi a riposare accanto a loro pur non avendoti mai visto. Oppure, come è successo a me, incontri ad una delle più belle cene di ArteFiera, organizzata per i 15 anni della galleria di cui sopra, collezionisti raffinati ma sensibili che ti fanno i complimenti per i tuoi articoli e le newsletter che leggono da 14 anni. A tua insaputa.

Capite come cambia la vita quando uno passa dalle mozioni alle emozioni?

È lo scopo dell’arte, ci siamo evoluti sconfinando, mica alzando muri da scemi del villaggio globale, e l’arte lo racconta da almeno 60mila anni, basta guardare con il Terzo occhio, allenandolo prima a vedere quello che non stai guardando. Per non parlare delle città ideali che i nostri artisti, anche quelli ante litteram, hanno costruito, immaginando alveari accoglienti e fertili come le nostre città d’arte.

Insomma Bologna grazie, ci sei mancata e forse oggi ti amiamo di più anche per questo.

Complimenti a Simone Menegoi che ha curato un ferito grave, e in bocca al lupo a Davide Ferri, che speriamo metta la città a ferro e cuoco con le strategie culturali che sa mettere in campo, realizzando una fiera sempre più libera da costrizioni di chi si occupa di costruzioni e che sappia ruggire e fuggire mostrando la vera materia di cui è fatto il mondo, quella dell’arte che abbatte pregiudizi, paure e pianificazioni soffocanti, preferendo panificazioni profumanti e nutrienti.

immagine per francesco cascino
Website |  + ARTICOLI

Nato Matera, laureato in Scienze politiche nel 1989, dal 1990 al 2000 è Direttore delle Risorse Umane in tre diverse multinazionali (Montedison, SNIA e Ace Int.l). Oggi è un Contemporary Art Consultant e Cultural Projects Curator,e si occupa di arte da parete e arte da processi: arte da collezione a beneficio di privati, appassionati e collezionisti, arte come pratica e approccio progettuale art thinking oriented per imprese di ogni genere, istituzioni e rigenerazione culturale, urbana e territoriale.

Come Art Consultant in_forma e supporta le scelte di collezionisti, acquirenti e appassionati di arte contemporanea nella selezione di opere d’arte di ricerca e di alta qualità, nell’analisi del miglior rapporto qualità prezzo e nella progettazione di intere collezioni, in Italia e nel mondo.

Come Co-Founder e Art Director di Art Thinking Project ETS si occupa di progettazione culturale a tutto tondo, ideazione e realizzazione di strategie, contenuti, interventi temporanei, installazioni permanenti, inserimento di arte e artisti a monte dei processi di ogni tipo di azienda e attività; di rigenerazione culturale e urbana di città, borghi, territori e paesaggio; di soluzioni inedite a ogni tipo di impresa, dall’ospitalità all’acciaio, dalla finanza all’agricoltura e oltre. Insieme al Network e ai Componenti del Comitato Tecnico Scientifico di ATP, si occupa anche di heritage management, architettura, design, economia della cultura, diritto societario e dell'arte.

È stato ideatore, promotore e co-autore del Manifesto Art Thinking siglato al MAXXI a Giugno 2019 insieme a scienziati, artisti, imprenditori, architetti, ingegneri e professionisti di ogni genere. Tra le altre cose ha ideato e curato la prima e la seconda edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea (2008-2009). È stato membro della Commissione dei quattro esperti della Regione Puglia per il Piano strategico per la cultura (2016-2017: riallocazione di 480 MLN di Euro), ideatore e curatore del progetto Matera Alberga per Matera Capitale Europea della Cultura 2019, curatore di diversi progetti culturali per ENELDeutsche BankHelsinnSAS Business Intelligence, UBI Banca, Bosch Security System, Fiera Milano, Macro Roma, MAXXI, Comune di Roma, Comune di Matera e altri.

Ha insegnato Organizzazione del Mercato dell’Arte e Progettazione culturale per i Master del Sole24Ore e della RUFA (Roma University of Art), e visiting professor di alcune università italiane e americane. Infine si occupa anche di education & edutainment; progetta e realizza workshop e webinBar sull’arte e la sua relazione con la psiche, sui benefici per l’intelligenza degli individui e la crescita e lo sviluppo di sistemi, territori e imprese. Scrive per art a part of cult(ure), magazine on line inserito nel Codex dell’ADI (Associazione Design Industriale) per le valenze culturali del format, dove cura una sua rubrica su arte, evoluzioni ibride e mostre nel mondo, chiamata I racconti del Cascino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *