Si chiama gallery weekend ma per noi del Brave Art Collectors Club è cominciato lunedì 11 maggio (ed è finito domenica 17), quando alcune gallerie ci hanno aperto porte e cuori per far vedere ad alcuni dei nostri Soci – in partenza per lavoro – le mostre che avrebbero aperto nei giorni seguenti. Sono venuti amici da tutto il mondo.
Il Roma Contemporanea Gallery Weekend va in scena da alcuni anni e finalmente vede la capitale risvegliarsi dal torpore soporifero della classicità per riappropriarsi del presente, l’unico tempo esistente.
Tutte le gallerie aprono con orari inconsueti e molto più lunghi del normale, fanno eventi, offrono aperitivi o colazioni, creano aggregazione, incontri, scambi e apprendimento, presentano artisti e artiste in persona, non solo opere.
Certo, il valore enorme di tutti questi enormi sforzi è chiaro a chi comprende che non ci si ferma mai a quello che piace o si conosce; la vita va avanti e, per legge biologica e per intelligenza innata, si indagano opportunità e strade inedite ogni attimo, altrimenti si muore ammuffiti nei salotti della conservazione isolata dal mondo evoluto.
E i risultati si vedono a prescindere dal colore; siamo governati da vecchi arretrati che i Futuristi avrebbero già portato al fronte.
Chiunque partecipi a questi eventi divertenti e stimolanti – Italics, ad esempio: come dimenticare Panorama Pozzuoli 2025? – costruisce valore collettivo e connettivo, che lo percepiate o meno.
Artisti e gallerie in questa città hanno bisogno di voi, fanno degli sforzi enormi per mantenere aggiornate le nostre sinapsi e, soprattutto, sostituiscono le Istituzioni con risorse limitate.
Chi opera o compra nel mercato del Contemporaneo, sa bene che c’è la cultura, poi c’è l’intelligenza, poi c’è la forma mentis, poi c’è la pratica, poi ci sono le passioni, le curiosità, le ossessioni e gli interessi.
Sono questi gli elementi che spingono il collezionismo a salvare gli artisti dall’oblìo, come ai tempi di Michelangelo e come sarà sempre, ognuno con le proprie differenze.
Il pubblico dell’arte si divide a seconda di tutti questi parametri ma solo quelli intelligenti che praticano l’apprendimento, il collezionismo militante, l’approfondimento, l’evoluzione, la frequentazione e la comprensione profonda, che passa solo attraverso l’ascolto, lo studio e la conseguente trasformazione, godono fino in fondo di quello che questa disciplina millenaria ci regala o ci vende.
L’emozione della scoperta, lo stupore dell’imprevisto che insegna nuovi modi e nuovi mondi, la forza dell’intuito che si sviluppa, della mente che si apre; tutto questo lo dobbiamo alle artiste e agli artisti, alle gallerie, alle curatrici e ai curatori, e agli Art Advisor indipendenti, quelli accreditati da risultati tangibili, quelli che hanno pre-visto giusto e quelli le cui pre-visioni si sono avverate.
I giorni del Gallery Weekend di Roma sono quelli più divertenti di tutto l’anno, i più nutrienti, i più stimolanti, fatti di incontri, idee, intuizioni, ricerca, esplorazioni, relazioni, divertimento e scoperte. D’altronde è l’arte: bella scoperta.
C’è ancora gente che crede che l’arte sia bellezza, decorazione, cosmetica.
L’arte invece è un dispositivo che attiva senso e sensi, è necessaria per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva: nutre la percezione e l’intuito, due dispositivi essenziali. Non c’è niente di più divertente al mondo, non c’è niente di più nutriente – a parte quelle due o tre cose che sappiamo tutti.
Dopo aver visto dell’arte di qualità impariamo cose che sanno in pochi. Dopo un inquietante weekend di coraggio, verranno dei tranquilli weekend di paura che non avranno niente di nuovo da offrirci. Per non parlare di Roma: la modalità flaneur contemporanei è tutta un’altra vista, è visione, e aumenta a ogni passo.
Quando finisce il Roma Gallery Weekend è come quando finivano le gite scolastiche.
Certe gioie intelligenti ti fanno essere quello che dovresti essere ogni giorno: un bambino felice, circondato di amiche, amici e armonie, con immagini geniali ed enigmi da risolvere che stimolano la fantasia e l’immaginazione, mentre corri per strada o cammini con il naso all’insù, e incontri nuove amiche, nuovi amici e nuove emozioni non banali. Senza perimetri né stupide regole, solo poesia, imprevisti e tegole.
Grazie alle splendide gallerie romane per gli sforzi che fanno, per tenere accesa la fiamma dell’arte a dispetto delle macerie e della burocrazia di cui muore la politica, e con cui narcotizzano le città.
Unico appunto: riportate armonia ed empatia al vostro interno, le strategie di crescita non possono prescindere dalla rinuncia al proprio ego e alle proprie piccolezze senza futuro. E riportate Flavia Lo Chiatto a occuparsi dell’organizzazione; la differenza senza di lei si vede a occhio nudo.
Non vedo l’ora che arrivi l’anno prossimo, lo aspettiamo come il presente del futuro, un presente che è anche un regalo.
Nato Matera, laureato in Scienze politiche nel 1989, dal 1990 al 2000 è Direttore delle Risorse Umane in tre diverse multinazionali (Montedison, SNIA e Ace Int.l). Oggi è un Contemporary Art Consultant e Cultural Projects Curator,e si occupa di arte da parete e arte da processi: arte da collezione a beneficio di privati, appassionati e collezionisti, arte come pratica e approccio progettuale art thinking oriented per imprese di ogni genere, istituzioni e rigenerazione culturale, urbana e territoriale.
Come Art Consultant in_forma e supporta le scelte di collezionisti, acquirenti e appassionati di arte contemporanea nella selezione di opere d’arte di ricerca e di alta qualità, nell’analisi del miglior rapporto qualità prezzo e nella progettazione di intere collezioni, in Italia e nel mondo.
Come Co-Founder e Art Director di Art Thinking Project ETS si occupa di progettazione culturale a tutto tondo, ideazione e realizzazione di strategie, contenuti, interventi temporanei, installazioni permanenti, inserimento di arte e artisti a monte dei processi di ogni tipo di azienda e attività; di rigenerazione culturale e urbana di città, borghi, territori e paesaggio; di soluzioni inedite a ogni tipo di impresa, dall’ospitalità all’acciaio, dalla finanza all’agricoltura e oltre. Insieme al Network e ai Componenti del Comitato Tecnico Scientifico di ATP, si occupa anche di heritage management, architettura, design, economia della cultura, diritto societario e dell'arte.
È stato ideatore, promotore e co-autore del Manifesto Art Thinking siglato al MAXXI a Giugno 2019 insieme a scienziati, artisti, imprenditori, architetti, ingegneri e professionisti di ogni genere. Tra le altre cose ha ideato e curato la prima e la seconda edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea (2008-2009). È stato membro della Commissione dei quattro esperti della Regione Puglia per il Piano strategico per la cultura (2016-2017: riallocazione di 480 MLN di Euro), ideatore e curatore del progetto Matera Alberga per Matera Capitale Europea della Cultura 2019, curatore di diversi progetti culturali per ENEL, Deutsche Bank, Helsinn, SAS Business Intelligence, UBI Banca, Bosch Security System, Fiera Milano, Macro Roma, MAXXI, Comune di Roma, Comune di Matera e altri.
Ha insegnato Organizzazione del Mercato dell’Arte e Progettazione culturale per i Master del Sole24Ore e della RUFA (Roma University of Art), e visiting professor di alcune università italiane e americane. Infine si occupa anche di education & edutainment; progetta e realizza workshop e webinBar sull’arte e la sua relazione con la psiche, sui benefici per l’intelligenza degli individui e la crescita e lo sviluppo di sistemi, territori e imprese. Scrive per art a part of cult(ure), magazine on line inserito nel Codex dell’ADI (Associazione Design Industriale) per le valenze culturali del format, dove cura una sua rubrica su arte, evoluzioni ibride e mostre nel mondo, chiamata I racconti del Cascino.









































