Come potete leggere sul sito di Art Thinking Project a proposito di Distretti culturali – la mia passione ormai da 20 anni – i nostri luoghi di elezione sono proprio i Distretti culturali basati sull’arte contemporanea e sull’animazione creativa costante, h24, quindi che accolgono e promuovono tutte le discipline espressive, le aggregazioni inedite, la riconnessione di arte, arti, impresa, commercio, education e lavoro e diventano coworking e coliving a cielo aperto, senza più asfittici confini.

Per esempio lo Spinnerei di Lipsia o la mitologica Ruhr, ma anche Wynwood a Miami, Chelsea a New York e tutti gli altri che trovate qui e che hanno sottratto alla povertà, al degrado, agli omicidi ogni 20 minuti e alle mafie luoghi distrutti o abbandonati per farli diventare veri e propri centri di eccellenza produttiva, artigianale e commerciale ma con l’anima culturale e intelligente che solo gli artisti sanno immettere nella linfa dei luoghi in cui vivono le persone.
Una vera salvezza per i bambini e i ragazzi, prima di tutto. Una vera salvezza, lo ripeto; se andate a visitarli ve ne renderete conto, io ci faccio le vacanze da 20 anni persino quando ci sono 40 gradi, con una preferenza per i Distretti americani e tedeschi che studio da 30 anni, ma ce ne sono anche a Marsiglia, Praga, Parigi, Tirana, ovunque. Tranne in Italia. Almeno non di quelle dimensioni e non con quelle ambizioni né con quelle strategie culturali ed etiche.
Ci sono le OGR a Torino che sono molto simili a un Centro culturale integrato e ibrido, figlie di una rigenerazione fatta in grande nella città dove le A.Titolo, collettivo curatoriale di sole donne, ha portato a termine dei progetti di rigenerazione umana, come si deve chiamare la vera rigenerazione, a Mirafiori e in altre zone complesse; c’è la Manifattura tabacchi di Firenze dove si integrano architettura industriale, arte, cinema, cultura e manifattura artigianale, stanno nascendo Centri e Distretti che si chiamano così ma non hanno la dimensione e l’offerta della Ruhr o dello Spinnerei.
A Roma?
Ci stiamo provando a Trastevere con Enzo Abbate e il suo Studio33, alcova musicale unica al mondo con la matrice Sound Thinking Oriented fondato da Enzo nel 2020, partendo dalla quale vorremmo insieme creare Art In Trast, un Distretto diffuso, non un vero centro culturale in un comprensorio unico ma trasmettendo al mondo l’idea che esiste una Trastevere per i turisti e una per gli abitanti di Roma e del mondo stesso dove la cultura evolve ogni giorno, e con essa le nostre visioni.
Studio33 è una Listening Room di design progettata da Ana Gugic e alimentata da Abbate con migliaia di dischi, musica di ricerca, identitaria, etnica e accogliente con musica del passato e del presente, a sottolineare la forma sonora della contemporaneità del luogo e del quartiere.
Come anche a San Lorenzo, lo storico quartiere di Roma in zona Termini, dove un artista e un manager culturale hanno dato vita a SALAD, San Lorenzo Art District, connettendo studi d’artista, gallerie di arte contemporanea, locali dove l’arte è di casa, e qualche bottega artigianale della zona, creando anche lì un Distretto diffuso molto interessante che riporta in emersione vecchie e nuove identità, artigianato compreso, vecchia gloria di una Roma sconosciuta e sommersa dal turismo di massa che tutto confonde e ferma al passato.
Oggi San Lorenzo si arricchisce di un luogo circoscritto vero e proprio, The Social Hub, un hotel ibrido ed evolutivo dove viaggiatori intelligenti – e persino studenti con tariffe dedicate – trovano 392 stanze d’albergo che li mettono in connessione con i romani, e non con le mura dell’antichità, in una struttura con 10mila MQ di piazza, interamente aperta e regalata al quartiere dalla proprietà, piscina, ristoranti, bar e co-working dove il design thinking diventa ridisegno delle relazioni e della forma di vita in comunità.

TSH è uno dei più ambiziosi progetti di rigenerazione e trasformazione urbana d’Europa ed è un eccellente esempio di come un’area dismessa, quella dell’Ex Dogana, metafora di incontro tra diversità, possa trasformarsi e interagire con la città, le industrie e l’intero tessuto economico dell’area, influenzando positivamente i modelli di crescita territoriale, economica, culturale e sociale soprattutto se, come sembra, a innestare dispositivi di aumento dell’engagement chiameranno artisti e curatori esperti di questi fenomeni e capaci di costruire simboli interattivi fisici ed emotivi.

I Social Club non possono prescindere dall’invito a socializzare fatto con le forme intelligenti, cosa che solo gli artisti migliori sanno fare, avendo costruito le città d’arte per millenni che ancora accolgono, seducono e parlano all’immaginario collettivo e individuale.
Emanuele Pilloni, Membership Manager di TSH, l’ha fatta visitare a Enzo Abbate e a me prima che aprisse, a maggio 2025, poi siamo stati all’Opening della Piazza domenica 7 giugno e ci siamo sentiti a casa e nel mondo allo stesso tempo.
Altalene, street food, alberi e prati disegnati da un paesaggista esperto, gente da ogni dove, musica e cultura pervadente ogni attività hanno trasformato e trasformeranno il tempo libero e quello professionale in un unicum e in un’unica cosa, come al tempo di Caracalla e dei romani, a proposito di storia che diventa utile.
Nelle terme si parlava di affari perché il lavoro non è sofferenza e non dovrebbe esserlo in nessun caso, come diceva Olivetti, e noi lo sappiamo bene.
Davvero ci auguriamo che TSH diventi presto un luogo di eccellenza accreditato a livello internazionale, produca investimenti e nuovi posti di lavoro ogni anno e, contemporaneaMente, sia un incubatore e uno spazio di vita, di lavoro e di cultura aperto a ogni tipo di opportunità inedita, quelle che gli artisti sanno portare alla vista generando una vera visione.
La Roma vera è sempre stata contemporanea, basta andare nelle sue splendide periferie per accorgersi che la genialità dei romani invisibili è molto più fertile e intelligente della narrazione del potere; i romani veri insegnano la differenza tra potere come sostantivo e potere come verbo.
Nato Matera, laureato in Scienze politiche nel 1989, dal 1990 al 2000 è Direttore delle Risorse Umane in tre diverse multinazionali (Montedison, SNIA e Ace Int.l). Oggi è un Contemporary Art Consultant e Cultural Projects Curator,e si occupa di arte da parete e arte da processi: arte da collezione a beneficio di privati, appassionati e collezionisti, arte come pratica e approccio progettuale art thinking oriented per imprese di ogni genere, istituzioni e rigenerazione culturale, urbana e territoriale.
Come Art Consultant in_forma e supporta le scelte di collezionisti, acquirenti e appassionati di arte contemporanea nella selezione di opere d’arte di ricerca e di alta qualità, nell’analisi del miglior rapporto qualità prezzo e nella progettazione di intere collezioni, in Italia e nel mondo.
Come Co-Founder e Art Director di Art Thinking Project ETS si occupa di progettazione culturale a tutto tondo, ideazione e realizzazione di strategie, contenuti, interventi temporanei, installazioni permanenti, inserimento di arte e artisti a monte dei processi di ogni tipo di azienda e attività; di rigenerazione culturale e urbana di città, borghi, territori e paesaggio; di soluzioni inedite a ogni tipo di impresa, dall’ospitalità all’acciaio, dalla finanza all’agricoltura e oltre. Insieme al Network e ai Componenti del Comitato Tecnico Scientifico di ATP, si occupa anche di heritage management, architettura, design, economia della cultura, diritto societario e dell'arte.
È stato ideatore, promotore e co-autore del Manifesto Art Thinking siglato al MAXXI a Giugno 2019 insieme a scienziati, artisti, imprenditori, architetti, ingegneri e professionisti di ogni genere. Tra le altre cose ha ideato e curato la prima e la seconda edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea (2008-2009). È stato membro della Commissione dei quattro esperti della Regione Puglia per il Piano strategico per la cultura (2016-2017: riallocazione di 480 MLN di Euro), ideatore e curatore del progetto Matera Alberga per Matera Capitale Europea della Cultura 2019, curatore di diversi progetti culturali per ENEL, Deutsche Bank, Helsinn, SAS Business Intelligence, UBI Banca, Bosch Security System, Fiera Milano, Macro Roma, MAXXI, Comune di Roma, Comune di Matera e altri.
Ha insegnato Organizzazione del Mercato dell’Arte e Progettazione culturale per i Master del Sole24Ore e della RUFA (Roma University of Art), e visiting professor di alcune università italiane e americane. Infine si occupa anche di education & edutainment; progetta e realizza workshop e webinBar sull’arte e la sua relazione con la psiche, sui benefici per l’intelligenza degli individui e la crescita e lo sviluppo di sistemi, territori e imprese. Scrive per art a part of cult(ure), magazine on line inserito nel Codex dell’ADI (Associazione Design Industriale) per le valenze culturali del format, dove cura una sua rubrica su arte, evoluzioni ibride e mostre nel mondo, chiamata I racconti del Cascino.
















