C’è chi dice che la rovina delle civiltà basate su sapienza e conoscenza arrivi proprio con la scienza, il positivismo, l’ossessione di credere solo a quello che si vede rispetto a quello che non può essere dimostrato. Siamo infatti sicuri che ci abbia fatto bene l’esasperazione di portare sempre all’eccesso l’indagine e la ricerca di prove su fenomeni naturali, attitudini istintive e magia della vita?
Hanno detto bene i Curatori della mostra di Enzo Cucchi al MAXXI Roma, Luigia Lonardelli e Bartolomeo Pietromarchi, durante la conferenza di apertura: la mostra è il compendio senza criterio di anni e anni dedicati a cercare i flussi sanguigni della Terra, le alchimie, le geometrie e le misure dell’invisibile. Ha detto bene il Presidente Alessandro Giuli: questa non è una mostra ma la dimostrazione che magia e poesia sono la vera forza dell’uomo. E della donna.
Si può provare l’amore? E la fame? E l’odio? E la dignità, che forma avrebbe se non ci fossero gli artisti che l’hanno disegnata per secoli in modo astratto, per esprimere l’idea e fartela percepire, pur restando invisibile? È pur sempre vitale, la dignità, mica puoi vivere senza. Eppur non si dimostra. Però si mostra.
Cioè, possiamo provarli nel senso di sentirli, ma non possiamo più sentirli se cerchiamo di provarne l’esistenza e la consistenza, come se stessimo cercando la ragione della luce e rompessimo la resistenza.
Insomma, sappiamo tutti che la ragione non ha mai portato emozioni né gioie vere, mentre l’istinto non ha mai distinto tra un cuore che mente e una mente senza cuore. Se deve amare lo fa senza paura.
Già, la paura.
La paura toglie la dignità e genera quella che chiamiamo ragione, ma noi nasciamo senza ragione, cioè la sfera razionale, come la chiamiamo noi profani, in natura non esiste: viene creata dalle esperienze negative. Per cui siamo esseri sognanti, istintivi e distintivi e non abbiamo bisogno di distintivi per vivere un sogno, essendo biologicamente un bisogno. Siamo esseri simbolici, siamo astratti, e la poesia è il ritmo sonoro che risuona nei nostri organi, se è poesia di qualità, cioè se è composta di note che disegnano astrattamente le geometrie auree di cui è fatto il mondo concreto, quello che percepiamo ma non vediamo senza l’arte e la poesia, appunto. Cioè, non è che lo vediamo: lo sentiamo. Però non è che lo sentiamo nel senso di ascoltare: lo sentiamo nel senso di sentire. Ecco le prove scientifiche di quanto la scienza ci abbia impedito di essere noi stessi. Non la scienza in sé, ovviamente, ma la comfort zone creata apposta dai sistemi e dai “potenti” per cui ogni cosa deve essere dimostrata, forzatura che è diventata il miglior modo di controllare i nostri istinti, quindi la nostra libertà, il nostro vero IO, la nostra voglia di esplorare e mangiare la mela senza che nessuno ci dica cosa fare.
Usano la paura da sempre. Tutti. Almeno, tutti quelli che ti devono controllare, nessuno escluso, salvo fare delle eccezioni per amici e parenti. Escludono dai privilegi le masse, che si fanno escludere volentieri e vanno incontro alla distruzione perché seguono la distrazione, come il gregge che segue il cane, addestrato a sua volta da un padrone che vive una vita dura perché gli hanno insegnato, sin da piccolo, che non avrà altra possibilità che seguire un gregge, altrimenti morirà di fame.
Per avere un’opinione oggi basta seguire quella di chi urla di più. Un tempo si studiava la storia, oggi si studia Google, che non ti spiega come hanno fatto i barbari, i nazisti, i fascisti e i comunisti a illudere milioni di follower che ci avrebbero pensato loro a liberarli dalla schiavitù del potere della classicità. Peccato che la classicità avesse studiato, i barbari no, e una volta al potere, da sempre, fanno come e peggio della classicità opulenta e corrotta; ovviamente le prime vittime chi sono? Ma i follower, è normale. Tutti i beoni che hanno creduto alla favola della rivoluzione sono finiti nei gulag, nei campi di concentramento o nelle trincee, a morire per delle bestie assetate di sangue e rivalsa dalla propria, nota incapacità di produrre valore attraverso l’empatia, il rispetto di regole e persone, la comprensione dei fenomeni complessi, l’evoluzione continua attraverso il viaggio, lo studio, l’autonomia del senso critico.
Di solito chi crede alle esasperazioni della scienza, intesa sempre come eccesso di prudenza nell’analizzare i fenomeni, è un complessato, un timorato di Dio e sa di non sapere, ma non riesce ad ammetterlo, né a sé stesso, né agli altri. Perché viene da sottoculture machiste in cui l’ammissione di debolezza coincide con la stupidità, invece che con l’intelligenza e la forza di ammettere le proprie mancanze.
Un mondo al contrario, davvero.
Un generale che scrive libri senza mai aver aperto un libro di biologia, straparlando di sesso e gender senza sapere di contraddire in pieno proprio quelle prove scientifiche, stavolta semplici, obiettive e non manipolanti, che dimostrano quanto in natura siamo distanti sia dai due sessi canonici, sia dalla famiglia unica. E lo fa per manipolare le masse di complessati che, insieme a lui, condividono la frustrazione di aver abboccato all’educazione unica per anni, e poi essersi visti distanti anni luce dal mondo evoluto. Invece di reagire con amore e comprensione, la loro debolezza li porta a usare la forza. Complessati al potere ne abbiamo avuti a bizzeffe, ma mai come negli ultimi 30 anni in Italia, da ogni parte politica, e in Occidente in generale, dove però l’istinto, la visione, l’arte e la cultura hanno un ruolo centrale molto più che in Italia, quindi fanno da parziale antidoto alla rinascita del virus dell’ignoranza che porta complessati e incapaci al potere. Tipo governanti europei che lasciano che la nostra regione, con 400 milioni di abitanti, venga dilaniata da guerre che sono solo interesse di Stati Uniti e Russia, mentre le imprese perdono fatturati vitali e le persone si impoveriscono sempre di più a favore delle oligarchie da salotto, quelle che non hanno studiato.
Sono 30 anni che parlano di meritocrazia contro lo spoilsystem, e sono 30 anni che scelgono solo amici degli amici, raccomandati, incapaci, conservatori, gente con scheletri nell’armadio tanto da poter essere manovrati, personaggi oscuri senza visione né alcuna cultura per poyter comprendere fenomeni complessi. Pieni di complessi, possibilmente, così almeno si sentono meno soli e più sòla.
Pensavate che le urla dei potenti di turno fossero autentiche? E quelle dei sempliciotti da favole del Grillo parlante? Quando avete visto la Premier abbracciare Biden e andare a prendere il permesso di governare da Kissinger, cosa avete pensato? Perché il pensiero unico, quello che striscia nelle coscienze, non quello politico, che non esiste se non nella testa di chi non capisce le cose e le definisce come “imposte”, da sempre dice che essere amici degli americani è vantaggioso, anzi doveroso, ed è figlio proprio di quella paura di vivere senza la scienza, cioè senza la conferma che tutto sia a posto. Se sapeste come ci considerano gli americani, se leggeste i documenti di WeakiLeaks, vi fareste un’idea reale di quanto i loro governi considerino noi europei meno di un consumatore da far crescere obeso a suon di Coca Cola e McDonald’s, per poi poterlo curare nelle loro cliniche. Per non parlare di quel cane rabbioso di Putin e le sue oligarchie maleodoranti, chiariamolo; gente che impicca gli omosessuali e che della sottocultura machista ne fa un vanto, non è più sana di mente delle caste religiose dell’Islam che sfruttano l’ignoranza della loro gente e li mandano a morire sin da bambini, di fame o di bombe, in nome di un Dio con cui non hanno mai parlato.
L’arte si occupa di tutto ciò? Certo, ma non nel senso cognitivo né in quello giornalistico. L’arte, da sempre, alimenta senso critico e aumenta intelligenza emotiva e visioni. La mostra di Cucchi questo è, un dispositivo di risveglio dei sensi, in ogni senso.
Il senso critico serva anche a questo: nessuno può aver parlato con Dio, e nessuno può osare garantirlo, visto che parlano di Onnipotente. Certe contraddizioni dovrebbero farle rilevare nelle scuole invece di farli crescere con la paura di un Dio che non è mai esistito sotto forma di punitore. Piuttosto, e basta guardarsi intorno, andrebbe raccontato ai bambini che Dio è colui o colei, o entrambi, come la Gioconda, gigantesco esempio di sintesi perfetta tra donna e uomo, che ha creato il mondo bellissimo che abitiamo e, imparando a trarre conclusioni dall’osservazione poetica, quindi biologica, della natura e delle persone, cresceremmo tutti più sani, intelligenti e liberi. La realtà reale è quella che non vedi. Solo per fare un esempio di come manipolano ogni cosa pur di conservare il potere con la paura, che però ha effetto solo su sempliciotti e timorati, è da anni dimostrato che le scritture sono tutte false, dato che se scrivo cosa è successo ieri sera già i dettagli sono confusi, figuriamoci se lo scrivo dopo 70 anni. E ci sono milioni di altri manoscritti tenuti secretati. A quel tempo la carta non era così diffusa come ci raccontano.
Basta non avere complessi per capire che è vero solo quello che ti torna, e che nessuno può importi la sua verità, come dicono i Sufi.
Tutto questo, e molto altro, è nella mia testa ma viene fuori da ogni dipinto che ho visto (5 volte) nella mostra di Enzo Cucchi al MAXXI, che però chiude l’8 di ottobre (ve l’avevo detto, è il secondo articolo che scrivo sulla mostra di Enzo, il primo era di maggio 2023) ma la colpa dell’ignoranza diffusa e velenosa che sta distruggendo secoli di civiltà è solo vostra, di chi si piega alle ragioni delle TV narcotizzanti o a quelle asfittiche e grigie del pragmatismo, degli impegni, dei social e della sostituzione dell’esperienza reale ed emozionante con i pixel di Metaverso senza versi.
Non vi impermalosite, niente paura, quelli che vi trattano con onestà sono gli unici a volere il vostro bene. Gli altri vi raggirano con la retorica e la ruffianeria, per questo l’arte di qualità non ha niente a che vedere con la bellezza. Fatevi perdonare l’assenza dai luoghi della coscienza e della conoscenza e andate al MAXXI il 7 ottobre, Giornata del Contemporaneo in tutta Italia. Qui a Roma c’è proprio Enzo Cucchi che incontra le persone, il programma è a questo link.
Avete mille modi di riprendere in mano le vostre vite e fermare gli ulteriori giri di vite che la restaurazione continua a imporci, o sarà sempre peggio: leggere il mondo con gli occhi degli artisti, i migliori artisti, quelli selezionati dai sistemi di accreditamento della qualità e dai professionisti titolati che, a loro volta, sono accreditati dal saper leggere i linguaggi della ricerca e trovarvi benefici per tutti voi, non per se stessi o solo per gli artisti.
L’arte è utile alla comprensione del proprio IO e del mondo, altrimenti non è arte, è decorazione, è Amazon, è acquisto impersonale da mettere a parete senza fare però l’esperienza vitale dell’esplorazione dell’opera e della ricerca dei punti di contatto con la nostra anima e la nostra intelligenza.
Oggi l’artista che vive di celebrazione del proprio ego è intellettualmente disonesto, complessato, impreciso e bisognoso di affetto, incapace di ammetterlo: voi non credete alle lusinghe della retorica, vogliono solo il vostro portafoglio, il vostro intelletto, il vostro sguardo, e non vedono l’ora di annetterlo.
Nato Matera, laureato in Scienze politiche nel 1989, dal 1990 al 2000 è Direttore delle Risorse Umane in tre diverse multinazionali (Montedison, SNIA e Ace Int.l). Oggi è un Contemporary Art Consultant e Cultural Projects Curator,e si occupa di arte da parete e arte da processi: arte da collezione a beneficio di privati, appassionati e collezionisti, arte come pratica e approccio progettuale art thinking oriented per imprese di ogni genere, istituzioni e rigenerazione culturale, urbana e territoriale.
Come Art Consultant in_forma e supporta le scelte di collezionisti, acquirenti e appassionati di arte contemporanea nella selezione di opere d’arte di ricerca e di alta qualità, nell’analisi del miglior rapporto qualità prezzo e nella progettazione di intere collezioni, in Italia e nel mondo.
Come Co-Founder e Art Director di Art Thinking Project ETS si occupa di progettazione culturale a tutto tondo, ideazione e realizzazione di strategie, contenuti, interventi temporanei, installazioni permanenti, inserimento di arte e artisti a monte dei processi di ogni tipo di azienda e attività; di rigenerazione culturale e urbana di città, borghi, territori e paesaggio; di soluzioni inedite a ogni tipo di impresa, dall’ospitalità all’acciaio, dalla finanza all’agricoltura e oltre. Insieme al Network e ai Componenti del Comitato Tecnico Scientifico di ATP, si occupa anche di heritage management, architettura, design, economia della cultura, diritto societario e dell'arte.
È stato ideatore, promotore e co-autore del Manifesto Art Thinking siglato al MAXXI a Giugno 2019 insieme a scienziati, artisti, imprenditori, architetti, ingegneri e professionisti di ogni genere. Tra le altre cose ha ideato e curato la prima e la seconda edizione del Premio Terna per l’arte contemporanea (2008-2009). È stato membro della Commissione dei quattro esperti della Regione Puglia per il Piano strategico per la cultura (2016-2017: riallocazione di 480 MLN di Euro), ideatore e curatore del progetto Matera Alberga per Matera Capitale Europea della Cultura 2019, curatore di diversi progetti culturali per ENEL, Deutsche Bank, Helsinn, SAS Business Intelligence, UBI Banca, Bosch Security System, Fiera Milano, Macro Roma, MAXXI, Comune di Roma, Comune di Matera e altri.
Ha insegnato Organizzazione del Mercato dell’Arte e Progettazione culturale per i Master del Sole24Ore e della RUFA (Roma University of Art), e visiting professor di alcune università italiane e americane. Infine si occupa anche di education & edutainment; progetta e realizza workshop e webinBar sull’arte e la sua relazione con la psiche, sui benefici per l’intelligenza degli individui e la crescita e lo sviluppo di sistemi, territori e imprese. Scrive per art a part of cult(ure), magazine on line inserito nel Codex dell’ADI (Associazione Design Industriale) per le valenze culturali del format, dove cura una sua rubrica su arte, evoluzioni ibride e mostre nel mondo, chiamata I racconti del Cascino.













2 risposte
Lucido, Visionario, Pungente.
Giacinto grazie, detto da te vale moltissimo. Grazie maestro mio.