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Flying Photo Book Carpet. Dedicato al Marocco

di Manuela De Leonardis

“Poi viene l’ora del caffè e della sigaretta d’Oriente; la si passa all’ombra di una veranda a colonne, davanti al vecchissimo chiostro del giardino sepolto sotto la calce bianca. Da qui si gode la vista del tranquillo piccolo bosco d’aranci, circondato da alti muri, e ingombro, fra i cespugli e le rose, di tende beduine”, scrive Pierre Loti nel romanzo Al Marocco (versione italiana pubblicata dalla Casa Editrice Bietti nel febbraio 1924).

Un diario di viaggio che il prolifico viaggiatore-scrittore francese fece nella primavera 1886 come membro della missione diplomatica della Francia presso il sultano del Marocco. Da Tangeri a Fez e ritorno.

immagine per Pierre Loti, Al Marocco (ph Manuela De Leonardis)
Pierre Loti, Al Marocco (ph Manuela De Leonardis)

Nelle prime pagine del libro, firmate da Fabietti e dedicate alla figura dell’autore, Loti è definito “impressionista”: “La sua arte è luce, colore: ma tutta sbalzi e divagazioni.” Certamente c’è una componente visionaria nel suo modo di fermare le impressioni, “le sue figure sono abbozzate, più che fermate in precisi contorni”.

Un’atmosfera attraversata da un tempo sospeso, quindi, che non manca però di portare il lettore a condividere l’immediatezza di certe sensazioni, soprattutto quando indugia – e lo fa più volte – nella descrizione dei paesaggi naturali: rocce e rovi, tappeti di anemoni rossi, “sfolgorio di verzura” e “limpidità di cielo azzurro”, erba medica “fiorita con quell’esuberanza che è particolare alle piante marocchine”, terra nera e grassa, “infinite solitudini tutte bianche di asfodeli in fiore”.

Giardini rigogliosi, angoli di oasi con le palme svettanti ma anche orizzonti marini, scorci delle architetture della medina e dettagli di oggetti della quotidianità – i piedi nudi di una donna con il lungo caftano che sfiora il pavimento antico – sono anche il soggetto delle immagini realizzate dalla fotografa franco-spagnola FLORE e pubblicate nel libro Marocco, un tempo sospeso (Postcart, 2019).

I colori stemperati, distanti come certe memorie, caratterizzano le sue polaroid quasi una proiezione visuale delle parole di Pierre Loti. Un autore che però non compare tra quelli scelti dalla fotografa come compagni di viaggio in questa sua pubblicazione raffinata: Colette, Nedjma, Anaïs Nin, Nicole de Pontcharra e Edith Wharton.

Proprio Wharton visitando il Marocco nel 1917 afferma: “La luce aveva quella purezza soprannaturale che dà un’anticipazione del miraggio: era la luce in cui la magia diventa vera, e che aiuta a capire come, per le persone che vivono in una simile atmosfera, il confine tra realtà e sogno fluttua costantemente”.

Un’impronta analoga attraversa le polaroid di Marco Barbon che con FLORE ha in comune pure l’editore romano Claudio Corrivetti e la gallerista Nathalie Locatelli (Galerie 127, Marrakech).

Nei suoi diversi libri, partendo da Asmara Dream (2009), egli guarda alle discipline architettoniche per intercettare la storia e la società, tra cambiamenti e contraddizioni.

Nel volume dedicato a Casablanca (Postcart, 2011) le sue immagini, in particolare, si riflettono in con una perfetta specularità nelle parole della scrittrice contemporanea Souad Bahéchar che scrive nell’introduzione: “Una città portuaria è per essenza uno spazio cosmopolita, una fabbrica di grandi sogni e di métissage armoniosi. Per i giovani d’oggi, spinti dalla forza innovatrice ed emancipatrice di Casablanca, la città europea concepita da Lyautey fa già parte della storia. Per noi che li abbiamo preceduti, la ville nouvelle (come la chiamavano per distinguerla dalla medina) ha fatto da cornice alle nostre vite e fa parte delle nostre storie personali.”

Il ritmo del tempo diventa, infine, un fluido sovrapporsi di grafie luminose nelle foto scattate da Roberto Polillo durante sette viaggi in Marocco, tra la fine del 2005 e il 2018, realizzate con l’utilizzo di filtri neutri che abbassano la luminosità dell’immagine senza alternarne i colori.

Il libro Marocco. Roberto Polillo. Fotografie 2005-2018 (Culture Books, 2020) è il catalogo della mostra curata da Imogen Heitmann e Moira Luraschi, organizzata lo scorso anno al MUSEC – Museo delle Culture di Lugano.

“Il mosso nella fotografia di Polillo è un’importante fonte estetica le cui ragioni storiche sono da ricondurre all’estetica del pittorialismo.” – scrive Imogen Heitmann – “È infatti verso l’inizio del ‘900 che alcuni fotografi hanno cominciato a costruire un’estetica basata sullo sguardo invece che sulla visione ottica”.


immagine per Flying Photo Book Carpet #9: dedicato al Marocco fotografie

Pierre Loti, Al Marocco

  • Editrice Bietti, Milano 1924
  • Italiano
  • PP. 347
  • € 10/14,00 circa

Flore, Marocco, un tempo sospeso
Prefazione Frédéric Mitterrand

  • Postcart, 2019
  • Italiano
  • PP. 96 (fotografie a colori)
  • ISBN 9788898391943
  • € 35,00

Marco Barbon, Casablanca
Testo di Souad Bahéchar

  • Postcart, 2011
  • Italiano/Arabo
  • PP. 96 (fotografie a colori)
  • ISBN 9788886795777
  • € 27,00

Imogen Heitmann, Moira Luraschi (a cura di)
Marocco. Roberto Polillo. Fotografie 2005-2018

  • Culture Books, 2020
  • Italiano
  • PP. 208 (fotografie a colori)
  • ISBN 9788836646296
  • € 36,00
immagine per Manuela de Leonardis
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Manuela De Leonardis (Roma 1966), storica dell’arte, giornalista e curatrice indipendente. Scrive di fotografia e arti visive sulle pagine culturali de il manifesto (e sui supplementi Alias, Alias Domenica e L’ExtraTerrestre), art a part of cult(ure), Il Fotografo, Exibart. È autrice dei libri A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (Postcart 2011); A tu per tu con grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (Postcart 2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (Postcart 2013); A tu per tu. Fotografi a confronto - Vol. IV (Postcart 2017); Isernia. L’altra memoria (Volturnia Edizioni 2017); Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco (Postmedia Books 2019); Jack Sal. Chrom/A (Danilo Montanari Editore 2019).
Ha esplorato il rapporto arte/cibo pubblicando Kakushiaji, il gusto nascosto (Gangemi 2008), CAKE. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (Postcart 2013), Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (Ali&No 2015), Jack Sal. Half Empty/Half Full - Food Culture Ritual (2019) e Ginger House (2019). Dal 2016 è nel comitato scientifico del festival Castelnuovo Fotografia, Castelnuovo di Porto, Roma.

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