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Flying Photo Book Carpet. La memoria: Amy Friend, Riccardo Zipoli, Andrea Tinterri e Francesco Zanot.

di Manuela De Leonardis

Quante volte ci confrontiamo con la memoria? Una memoria presente e passata, presumibilmente futuribile. Personale, collettiva. Irreversibile, interpretabile. La memoria non è mai assoluta, inappellabile, unica. Questo suo sconfinare costantemente tra visibile e invisibile è centrale nel lavoro di molte artiste e artisti contemporanei.

La fotografa canadese Amy Friend, professore associato e presidente del Dipartimento di Arti Visuali della Brock University di Niagara (Canada), nel bellissimo libro Stardust (L’Artiere, 2017) curato da Laura Serani (autrice del testo che lo accompagna), esplora questo tema in una chiave di “rinascita”.

In Dare alla luce – titolo del progetto originale confluito nelle pagine del libro – le foto sono in parte anonime, trovate nei mercatini delle pulci o scovate nelle pagine dell’album della sua famiglia. Immagini che trovano una nuova identità attraverso un processo di manipolazione in cui la fotografia originale è stata forata dall’artista, retro illuminata e rifotografata. I punti di luce creano, così, una mappatura di segni in cui l’identità ritrovata è avvolta nel mistero e nell’ambiguità, libera di vagare in una dimensione immaginifica.

Molto diverso è l’approccio alla memoria e alla storia del volume Niccioleta. Fotografie e memorie di una comunità mineraria (2022), curato da Riccardo Zipoli in cui la “documentazione visiva della memoria” del borgo di Niccioleta, frazione del comune italiano di Massa Marittima, nella provincia di Grosseto, in Toscana – attraverso gli album di famiglia degli abitanti – viene analizzata, selezionata e messa a confronto con la meticolosa interpretazione di Zipoli.

Il risultato è un memorabile racconto collettivo che attraversa novant’anni di storia che riemerge “grazie alle immagini e ai racconti messi a confronto, luoghi e fatti di cui si era persa la memoria, e ritrovando anche quel senso di comunità che, nell’immaginario, sembrava essere del tutto inesistente”, come scrive Roberta Pieraccioli, direttrice dei Musei Archivi Biblioteca del Comune di Massa Marittima.

Un segmento di storia è anche quello su cui si focalizzano Andrea Tinterri e Francesco Zanot in occasione del Centenario delle Barricate a Parma, nel libro Armando Amoretti fotografo. Barricate a Parma 1922-2022 (Silvana Editoriale, 2022).

“Un momento che intrappola e costringe, che esclude tutto il resto, una vita che sembra aver urlato una sola volta per ritornare a essere afona.” – scrive Tinterri – “La fotografia, anzi il mestiere del fotografo, inciampa spesso in questa estrema semplificazione, soprattutto per la capacità dell’immagine di elevarsi a icona e spazzare via qualunque cosa la circondi, sottraendo il singolo scatto dal contesto d’appartenenza.”

In quei ventiquattro scatti in bianco e nero del fotografo Armando Amoretti, però, vediamo inquadrati sia la situazione e il momento (presente/passato) che il suo assurgere a simbolo di eterna ribellione, resistenza, condivisione e partecipazione.

Libri

  • Amy Friend, Stardust
    A cura di Laura Serani
    Design di Gianni Giulianelli
    L’Artiere, 2017
    Inglese
    80
    ISBN 9788409257355
    € 65,00
immagine per Manuela de Leonardis
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Manuela De Leonardis (Roma 1966), storica dell’arte, giornalista e curatrice indipendente. Scrive di fotografia e arti visive sulle pagine culturali de il manifesto (e sui supplementi Alias, Alias Domenica e L’ExtraTerrestre), art a part of cult(ure), Il Fotografo, Exibart. È autrice dei libri A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (Postcart 2011); A tu per tu con grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (Postcart 2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (Postcart 2013); A tu per tu. Fotografi a confronto - Vol. IV (Postcart 2017); Isernia. L’altra memoria (Volturnia Edizioni 2017); Il sangue delle donne. Tracce di rosso sul panno bianco (Postmedia Books 2019); Jack Sal. Chrom/A (Danilo Montanari Editore 2019).
Ha esplorato il rapporto arte/cibo pubblicando Kakushiaji, il gusto nascosto (Gangemi 2008), CAKE. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (Postcart 2013), Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (Ali&No 2015), Jack Sal. Half Empty/Half Full - Food Culture Ritual (2019) e Ginger House (2019). Dal 2016 è nel comitato scientifico del festival Castelnuovo Fotografia, Castelnuovo di Porto, Roma.

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