Fuga dal Museo, al MANN di Napoli Mostra fotografica di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla

Come titola un libro di Marvin Heiferman, la fotografia cambia tutto.
Il visuale come mezzo, come strumento di narrazione, di documentazione, di informazione e comunicazione, necessita della capacità di saper sempre rileggere i linguaggi.
Perché la realtà di un evento, composta da più dimensioni tra cui quella simbolica, prende forma proprio dal tipo di codifica dei messaggi.

Ciò che vuole trasmetterci chi utilizza questo viatico è proprio il fatto che con tali mezzi si può essere in grado di sfidare l’egemonia culturale, che a sua volta ha costruito, attraverso le immagini, una rappresentazione di sé stessa funzionale ai suoi scopi.

In questa prospettiva, e più in particolare secondo quella che è la base teorica della sociologia visuale, anche il montaggio di immagini fotografiche corrisponde alla scrittura di un testo sociologico: è interessante leggere anche da queste angolazioni la mostra fotografica di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla, Fuga dal museo, di scena al MANN, visitabile fino al 24 febbraio.

Di fronte alla polarizzazione dell’ opinione pubblica su quella che è considerata a tutti gli effetti una società dell’immagine, la forza dell’esposizione all’Archeologico è nel suo “linguaggio”, in quanto strumento di comunicazione di particolare semiotica.  Fissa, infatti, nella sua cornice, una serie di segni  che fanno sì i conti con la sapienza della tecnica e con la ricerca del bello sorprendente ma, soprattutto, con l’universalità propria della loro sintassi, trattata secondo destabilizzanti paranomasie visive.

Ci troviamo, dunque, dinanzi ad una carrellata di quaranta arditi fotomontaggi, le cui tappe sono cadenzate dalla presenza di straordinarie opere del Museo Nazionale, ognuna delle quali,  scappate dalle sale, si fa fotografare sui setting più noti ed emblematici della nostra città.

Ecco, ad esempio, che Atlante si aggira su di uno scooter fra i vicoli di Napoli; la Danzatrice canoviana, invece, è in vico san Domenico; Amore e Pische si abbracciano teneramente nel Real Orto Botanico; Afrodite è a vico Lungo Gelso, che osserva la forza dinamica del Toro Farnese, in dialogo con un cielo plumbeo, scontrarsi con il Doriforo nella stazione della Metro linea 1 al Museo; c’è poi chi stende i panni da un tipico balconcino napoletano.

Animate da una irrefrenabile e vulcanica curiositas, le statue, ha spiegato Dario Assisi: “vanno nelle pizzerie e nella metropolitana e hanno tutta l’energia dei loro 2000 anni di storia e la loro bellezza si unisce a quella della nostra città”.

Al di là di una certa intenzione pedagogica dichiarata dai due fotografi (“Il nostro obiettivo è di rendere l’arte fruibile a tutti, anche ai non esperti”) o di probabili aspetti ludici (“facendoli anche divertire”), l’utilità di questo approccio è legato, a mio parere,  al momento che la fotografia si trova a vivere. Essa è di fronte a cambiamenti radicali che la spingono oltre il territorio che fin qui ha occupato: oggi ha allargato ancor dippiù i propri confini,  presenta nuovi tipi di prodotti, invade altri campi espressivi, si combina con altri media.

Analizzare da questo punto di vista la mostra  Fuga dal museo,  ci aiuta a riflettere sulla straordinaria anima individuale e collettiva della fotografia, e dunque a cogliere in che misura essa ci possa dimostrare, da tanti punti di vista, che pur conservando i suoi tratti tradizionali, essa rifiuta di farsi condizionare da regole o standard tecnici e che, come scriveva Heiferman, è per sua natura “indisciplinata”.Info mostra

Info mostra

  • Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla | Fuga dal museo
  • fino al 24 febbraio 2020
  • orari 09:00 –19:30 – Chiuso martedì
  • MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli
  • Piazza Museo 19, Napoli
  • Telefono: 081 442 2149
Loredana Troise

Loredana Troise

Storica e critica d’arte, curatrice, giornalista pubblicista, Loredana Troise è laureata  con lode in Lettere Moderne, in Scienze dell’Educazione e in Conservazione dei Beni Culturali. Ha collaborato con Istituzioni quali la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Napoli; l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. A lei è riferito il Dipartimento Arti Visive e la sezione didattica della Fondazione Morra di Napoli (Museo Nitsch/Casa Morra/Associazione Shimamoto) della quale è membro del Consiglio direttivo. Docente di italiano e latino, conduce lab-workshop di scrittura creativa e digital storytelling; é cultrice della materia (st. arte contemporanea) presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli  e figura nel Dipartimento di Ricerca del Museo MADRE. È autrice di cataloghi e numerosi contributi pubblicati su riviste e libri per case editrici come Skira, Electa, Motta, Edizioni Morra, arte’m, Silvana ed.

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