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The marks our time, Los Angeles – Italia, 14 artisti alla Casina dei Mosaici in Villa Favorita a Ercolano

di Loredana Troise

Nato sotto una stella che invita lo spettatore lungo un sentiero traslucido di stampo antropologico-etrerotropico, The Marks of Our Time è un giardino creativo di opere che si appropriano dello spazio, che dialogano con il territorio, che si pongono come piattaforme poetiche, orizzonti di un processo caratterizzato da input visivi eterogenei.

Un progetto intrigante, che dopo una prima tappa a Los Angeles, inaugura in Italia sabato 10 maggio, dalle  11:00 alle 15:00, presso l’affascinante Casina dei Mosaici nel Parco a Mare di Villa Favorita, a Ercolano.

Visitabile fino al 31 maggio, curata da Cinthya Penna per Art1307 e LAAA di Los Angeles, con il patrocinio dell’Ente Ville Vesuviane e del MIC, The Marks of Our Time è un programma internazionale di scambio culturale in cui sette artisti italiani e sette californiani si confrontano attraverso pittura, scultura e fotografia, indagando sul senso del tempo, del passaggio dell’essere umano sul pianeta Terra, dei cambiamenti climatico-tecnologici, promuovendo una meditazione critica su quanto l’arte e la cultura contemporanea possano essere uno strumento potentissimo per favorire transazioni e buone pratiche:

“Tutto si determina nel Tempo storico come siamo abituati a concepirlo – spiega la curatrice – è pur vero che la percezione del Tempo nel presente millennio si è modificata con l’irruzione del virtuale nel ciclo del Tempo storico a cui facciamo riferimento sul Pianeta Terra.

Una sovrapposizione che induce una modificazione della nostra percezione della realtà. Forse non è il tempo in sé ad essersi modificato, ma la nostra percezione di esso. Il virtuale ha indotto una percezione della realtà altamente modificata in termini di relazioni tra gli esseri e di questi esseri con le cose”.

L’arte come un motore di cambiamento, capace di ispirare azioni concrete, di stimolare nuove forme di consapevolezza, “di desiderio di connessione – continua Cinthya Penna – di solidarietà, di empatia. Da un lato un ciclo della storia che riscopre odi, rancori atavici, rifiuto dell’altro e nel contempo rifugio in una collettività inclusiva che protegge. The marks our time, i Segni del nostro tempo,  è un monito per noi a lasciare alle future generazioni una consapevolezza dell’essere rispetto al vivere per una armonia globale che non sia solo di facciata ma di sentimento profondo”.

Secondo le proprie sensibilità e linguaggi eterogenei i 14 artisti invitati, Adinolfi & Cicala, Danilo Ambrosino, Pamela Beck, Andrée Carter, Richard S. Chow, Max Coppeta, S. P. Harper, Peter Hiers, Edward Lightner, Antonella Masetti Lucarella, Viviana Rasulo, Frederika Roeder, Alfonso Sacco, Carla Viparelli, tracciano una linea comune che ridisegna una trama fitta di rimandi  personali e collettivi, trasformando le loro opere in testimonianza di un  impegno teso a arginare la desertificazione della mente e della cultura.

Un coro di lavori a più tonalità di dettagli, interstizi, indizi che si incastrano per dar voce – “a esperienze e ricordi trasmettendo messaggi che vadano oltre la semplice visione (Alfonso Sacco); “a sigilli dell’apocalisse che marchia il nostro tempo” (Carla Viparelli); “a immagini uniche perché diversa è la sensibilità di chi guarda oltre l’apparenza del visibile” (Cicala e Adinolfi); ”all’uomo fragile superstite  che compare a ricordarci che siamo parte della stessa battaglia, quella per la vita” (Danilo Ambrosino) – solo per citare alcuni, fra gli artisti italiani.

Originario e originale si incontrano con lo scopo di affrontare i brani impervi della sostanza delle cose, della ruvidità legate  al passato, al presente, al futuro.

Denuncia e interiorità si ritrovano nell’alveo dell’immagine, racchiuse dentro un impaginato  che sperimenta diversi materiali, ponendo lo spettatore, per dirla con Marco Adinolfi, davanti a una scelta:  “accontentarsi di ciò che vedono, dunque di una visione estetica, lontana e distaccata o avvicinarsi, approfondire, scoprire attraverso la curiosità, la natura più vera e spesso cruda del mondo che ci circonda”.

Durante il periodo espositivo si alterneranno talk e incontri con la partecipazione degli artisti che offriranno al pubblico un’occasione preziosa per riflettere insieme sui temi della memoria, dell’identità e dell’eredità culturale, dove Natura fa rima con un consapevole e condiviso piano etico: prendersi cura.

Per il materiale fotografico fornito si ringrazia l’Avv. Renato Penna (Presidente Istit. Culturale Art1307)

Informazioni: The Marks of Our Time | Adinolfi & Cicala, Danilo Ambrosino, Pamela Beck, Andrée Carter, Richard S. Chow, Max Coppeta, S. P. Harper, Peter Hiers, Edward Lightner, Antonella Masetti Lucarella, Viviana Rasulo, Frederika Roeder, Alfonso Sacco, Carla Viparelli

  • Casina dei Mosaici nel Parco a mare di Villa Favorita – Ercolano Via. G. D’Annunzio 36
  • 10 – 25 maggio 2025
  • Ufficio Stampa: ART 1307 – Tel. 081 18336574
  • info@art1307.com
immagine per Loredana Troise
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Storica e critica d’arte, curatrice, giornalista pubblicista, Loredana Troise è laureata  con lode in Lettere Moderne, in Scienze dell’Educazione e in Conservazione dei Beni Culturali. Ha collaborato con Istituzioni quali la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Napoli; l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. A lei è riferito il Dipartimento Arti Visive e la sezione didattica della Fondazione Morra di Napoli (Museo Nitsch/Casa Morra/Associazione Shimamoto) della quale è membro del Consiglio direttivo. Docente di italiano e latino, conduce lab-workshop di scrittura creativa e digital storytelling; è docente di Linguaggi dell'Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e figura nel Dipartimento di Ricerca del Museo MADRE. È autrice di cataloghi e numerosi contributi pubblicati su riviste e libri per case editrici come Skira, Electa, Motta, Edizioni Morra, arte’m, Silvana ed.

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