Si abbassa il sipario su Lighting Flowers, una straordinaria installazione di graffiti digitali inaugurata lo scorso settembre negli spazi dell’ex Italsider di Bagnoli (NA), progettata da Franz Cerami, artista riconosciuto a livello internazionale, insignito dal Ministero degli Affari Esteri come Ambasciatore del Design Italiano nel mondo, per il suo lavoro capace di coniugare pittura classica, video mapping e digital painting:
“Sono soddisfatto dell’affluenza suscitata da Lighting Flowers qui a Bagnoli, della carica di emozione che ho registrato fra i visitatori – ha dichiarato Cerami – Dopo trent’anni la Fabbrica a Bagnoli si è aperta alla città e la risposta dei cittadini è stata molto positiva”.
Nato nella periferia nord Scampia e Ponticelli (NA), come intervento di arte pubblica, transitato poi a Roma, Yerevan, Palermo, Lisbona, San Pietroburgo, San Paolo, per poi approdare a Shanghai, Tokyo, New York, Toronto, Sidney e Londra, Lighting Flowers, è un programma di investigazione estetica rivolto alle periferie.
L’indagine, cadenzata da un serrato ritmo cinetico-cromatico, si svolge fra una serie di lavori armonici e giustapposti tra loro in cui la rappresentazione effimera dà luogo a effetti visuali che diventano scavi nella muta archeologia dell’essere:
“Ricordo – mi spiega Cerami – che da piccolo, con mio nonno andavo spesso in azienda a Gianturco, e fra le crepe dei tanti edifici fatiscenti lì intorno, immaginavo linee di luce colorata, morbida che congiungevano il centro con la periferia.
L’obiettivo del mio lavoro è appunto valorizzare le periferie in giro per il mondo, raccontare, vivere la strada, guardare le architetture e la città, pensare che esiste altro e di più oltre il visibile”.
Promosso dal Commissario Straordinario Gaetano Manfredi, in collaborazione con Invitalia, la performance Lighting Flowers per ex polo siderurgico di Bagnoli, ha richiesto sei mesi di lavoro, di criteri, di scelte, di prove e restituzioni tecniche per un viaggio allegorico notturno, in cui il reale e l’alchemico si sono raggrumati dinanzi a un potente spettacolo che l’artista ha invitato ad attraversare lentamente (accompagnati da City Sightseeing Napoli), lungo un metafisico percorso scandito da otto installazioni luminose su otto manufatti industriali.
Dall’Officina meccanica, alla Torre di spegnimento; dall’Acciaieria, alla Palazzina degli uffici; dall’Impianto di trattamento dell’acqua 1 e 2, all’Altoforno e alla Sezione triangolare, Cerami ha assegnato identità ad un “buco nero” di 246 ettari invalicabile dagli anni Novanta:
“Ho scelto proprio quegli otto edifici perché mi garantivano tre criteri assieme: maggior grado estetico, di sicurezza, di restituzione tecnica”.
Alla scoperta di un mondo interiore, nel silenzio modulato da tracce musicali scelte dall’artista, stupefacenti “pitture” di luci hanno inchiodato gli sguardi del grandissimo numero di visitatori che ha avuto il privilegio di esserci, decretandone l’enorme successo:
“Se vuoi che qualcuno ti segua, afferma, devi investire sul tuo lqvoro in modo che ti capiscano e ci credano. Ho scelto di dipingere con la luce con pitture cromatiche, motivi floreali, geometrie armoniche che varcano la soglia di una nuova frontiera artistica e linguistica”.
A corredo dell’affollatissimo e richiestissimo evento è stato un ampio e accogliente spazio-mostra, (questo ancora oggi visitabile) con la proiezione della storia dell’installazione con lightbox, pannelli esplicativi e foto di backstage; 30 opere fotografiche dell’artista con preziosi interventi ad olio e grafite e un imperdibile documentario su Lighting Flowers con le varie tappe nel mondo, fino alle opere nell’area di Bagnoli.
Franz Cerami, artista napoletano, dal 2011 insegna Retorica e Digital Storytelling del Patrimonio Culturale presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Dal 1997 al 2000 è stato direttore artistico del Monumedia Festival – Multimedia e Patrimonio Culturale a Napoli.
Nel 1994 è stato nominato direttore di Corto Circuito, un festival di comunicazione audiovisiva breve. Ha realizzato grandi pitture murali digitali in musei come il Madre a Napoli, il Teatro dell’Opera di Yerevan, il Castel dell’Ovo a Napoli e negli spazi urbani e periferici di città come Napoli, Yerevan, San Paolo, dove nel 2020 è stato autore dell’installazione Remix Portraits per Idalia Brasil.
L’unione tra percorso artistico e tecnologia è il punto focale delle sue opere; utilizza una tecnica mista che intreccia pittura classica, pittura digitale e videomapping.
Nel 2020 e nel 2021 è stato insignito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del prestigioso incarico di Ambasciatore del Design Italiano nel mondo. In occasione della Giornata Internazionale del Design Italiano è invitato a un seminario promosso dall’Ambasciata d’Italia a Lisbona.
Negli anni, fra i tanti impegni, ha realizzato per Voiello/Barilla, Magica, un’installazione sui riti, segni e simboli di Napoli. Ha creato l’opera Red Venus, per conto della società Scabec e realizzato l’installazione urbana Pink City, a Capri.
Ha prodotto Remix Portraits, installazione di videomapping proiettata sulla facciata di Palazzo Partanna a Napoli e poi Sirene Migranti.
Limen Portraits, nel cortile del Lanificio Borbonico. Lipstick Portraits, alla Reggia di Caserta; Eggs & Skulls, commissionata dal Madre (Napoli); Sirene Migranti, per conto del Comune di Pietrelcina;
Disegna graffiti animati per il videoclip Dear Breeze, di Carola Pisaturo; ha prodotto Cam Portraits e Ovo Mapping Faces per la società di illuminazione CiteLume, proiettati sulla facciata esterna del Castel dell’Ovo a Napoli.
Storica e critica d’arte, curatrice, giornalista pubblicista, Loredana Troise è laureata con lode in Lettere Moderne, in Scienze dell’Educazione e in Conservazione dei Beni Culturali. Ha collaborato con Istituzioni quali la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Napoli; l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. A lei è riferito il Dipartimento Arti Visive e la sezione didattica della Fondazione Morra di Napoli (Museo Nitsch/Casa Morra/Associazione Shimamoto) della quale è membro del Consiglio direttivo. Docente di italiano e latino, conduce lab-workshop di scrittura creativa e digital storytelling; è docente di Linguaggi dell'Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e figura nel Dipartimento di Ricerca del Museo MADRE. È autrice di cataloghi e numerosi contributi pubblicati su riviste e libri per case editrici come Skira, Electa, Motta, Edizioni Morra, arte’m, Silvana ed.
























