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The art of Remembering. Residenza per dieci artisti internazionali a Napoli

di Loredana Troise

Cos’è una residenza d’artista se non desiderio di confronto, opportunità preziosa di cambiamento,  coinvolgimento collettivo, strutturato con cognizione  vissuto con apertura, prestandosi a lasciare un’impronta, come parte di una costellazione di idee e sogni?

È da questa premessa che muove il progetto The art of remembering, un programma di residenza dove 10 candidati internazionali sono stati selezionati per trascorrere 14 giorni insieme e ragionare attorno alla domanda “e se smettessimo di ricordare?”.

Da un’idea di The rabbit hole, in collaborazione con la Fondazione Morra e l’associazione E-M Arts, The art of remembering, gli artisti intraprenderanno percorsi come  “il labirinto degli specchi” e “lo sguardo segreto” in cui Napoli si propone come paese delle meraviglie, trasformandosi  in uno specchio, uno spazio di profonda introspezione, per evocare e risvegliare l’arte di ricordare.

Spiega Raffaella Morra, presidente della E-MArts e deus ex machina della rassegna Independent film show:

“L’ars memoriae segue la perfezione della natura e ne emula l’ingegno; funge da schema per elencare una serie di luoghi, topoi, loci, e di immagini associative, imagines, per ricordare un argomento nell’ordine desiderato all’interno di una costruzione nota.

Una tematica che ben si attaglia a Napoli che nel XVI secolo è stata epicentro per due mnemonici del calibro di Giordano Bruno e Giovanni Battista Della Porta. Se quest’ ultimo, in capolavori come Ars reminiscendi, suggerisce di organizzare la memoria simile ad un  paesaggio mentale animato da un sorprendente corpo umano, o citando Ovidio e Apuleio, anche secondo phantasmata erotici, Giordano Bruno nel De umbris idearum cerca le idee divine attraverso le loro ombre e riflessi nella mente umana attraverso una ricerca infinita.

Lo scopo di quest’arte è permettere al suo praticante di usare delle cose inferiori per elevare l’anima verso il divino. Dobbiamo ardentemente puntare a quella [intenzione], scriveva Bruno, per le eccellenti operazioni dell’anima, avendo davanti agli occhi la scala della natura, sforzandoci sempre di tendere dal moto e dalla molteplicità alla stasi e all’unità per mezzo di operazioni interiori (illud obnixe nobis est intentandum, ut pro egregiis animi operationibus naturae schalam ante oculos habentes, semper a motu, et multitudine, ad statum et unitatem per intrinsecas operationes tendere contendamus)”.

Gli artisti avranno la possibilità di esplorare l’argomento in un ambiente contemplativo e stimolante, in un proprio studio all’interno del Museo Hermann Nitsch, generosamente concesso dalla Fondazione Morra, oltre a partecipare a 5 workshop esperienziali introduttivi del the rabbit hole method™ che si svolgeranno oltre che al Museo Hermann Nitsch, in altri spazi pubblici e durante  escursioni programmate e non nei dintorni di Napoli.

In questa residenza-processo, ogni artista dovrà sviluppare una risposta inerente a The art of remembering, a formare una reazione collettiva, un rituale sull’atto del ricordare.

Il concept e il programma della residenza sono stati scritti e diretti dalla fondatrice del The rabbit hole, Samina Virani. Il metodo è concepito come una drammaturgia, un labirinto, dove ogni artista scende nella tana del coniglio intraprendendo il suo viaggio mitologico alla scoperta di una tela bianca collettiva. Per la direzione artistica del programma, Samina Virani ci chiarisce:

“Gli elementi scritti della residenza sono progettati per consentire agli artisti di approfondire l’auto-introspezione, una tela bianca, un ‘senza forma’ dove lo sguardo segreto esiste. Alcuni lo chiamano ricordo”.

A corollario  di un fitto calendario di eventi e avvenimenti, sarà anche un importante ciclo di proiezioni video diviso in due serate: la prima riservata ai 10 candidati e la seconda accessibile a tutti, previa prenotazione, dal titolo Divergent Senses, appositamente progettato dalla Fondazione Morra e E-M Arts, che condurrà gli artisti alla scoperta di Napoli, del suo passato mistico e del presente che si profila, per dirla con la Morra:

“come un puzzle senza una matrice chiara, dalle qualità nascoste: la prima parte è occulta ed accessibile ai candidati; la seconda parte accoglie tutti i praticanti.

Questi video sono delle inferenze interpretative piuttosto che delle storie lineari, che tracciano delle connessioni fantasiose tra l’evento sullo schermo e il coinvolgimento emotivo.

Quando le informazioni sono mancanti e non in ordine, i percettori cercano le proprie relazioni causali; le informazioni salienti vengono omesse per suscitare curiosità e consentire ai partecipanti di comprendere le proprie motivazioni dei dettagli elaborati, e mentalmente costruire una descrizione coerente“.

 L’ultima notte del 5 ottobre, al Museo Hermann Nitsch, il processo The art of remembering si trasformerà in un rituale consistente l’atto di ricordare.

Gli artisti selezionati sono

  • Maayan Boni: performer – Tel Aviv
  • Amaury Cambuzat: compositore, autore, musicista – Francia, Italia
  • Laith Demashqieh: artista audio visuale – Giordania
  • Matilde di Pietropaolo: artista visuale- Italia
  • Ainara Lopez: danzatrice, coreografa – Svizzera, Spagna
  • Olec Mun: pianista, compositore, medicina del sonoro – Argentina, Spagna
  • Keri Rosebraugh: pittura, scultura, video – USA, Francia
  • Mayke Verhoeven: scultura, installazione – Paesi Bassi
  • theatrum phonosophicum (alias Leopoldo Siano & Shushan Hyusnunts): filosofia della musica e della sound art – Armenia, Germania, Italia
  • Alejandro Zertuche: artista visuale, performer -Messico

Residenza: 21 settembre – 5 ottobre 2021

La domanda:

  • Cos’è che ci collega?
  • Un ricordo?
  • E se smettessimo di ricordare?

Tra i video Divergent Senses, si ricordano i seguenti capolavori:

  • Anouk De Clercq, We’ll find you when the sun goes black 2021, Belgio/Norvegia, video 16:9, b/n, sonoro, 5 min.,spirato da Terella, un piccolo magnete sferico che rappresenta la Terra utilizzato dagli scienziati per studiare l’aurora fino alla fine del XX secolo, e da una poesia di Bertolt Brecht, scritta in esilio nel 1939 “Nei tempi bui / Canteremo ancora? / Si, ancora si canterà / Dei tempi bui”
  • Alvise Renzini, Ci sono gli spiriti 2009, Italia, video, colore, sonoro, 6 min. 20 sec., ci sono gli spiriti è una libera interpretazione visiva di un sogno di Carl Gustav Jung. Il sogno parte da un archetipo piuttosto comune: la propria casa, il luogo in assoluto più familiare per ognuno di noi, come luogo inesplorato…
  • Johanna Vaude, Samouraï 2002, Francia, Super 8mm, colore e b/n, sonoro, 7 min. 23 sec; tre modelli animano e danno il ritmo al film: il Samouraï (la mente attraverso il corpo, l’energia), il loto (la ricerca), e lo sguardo del bambino su tutto (l’etica). Il Samurai rappresenta lo spirito cavalleresco, l’impegno solitario e combattivo guidato da un codice etico. Il pensiero, l’anima o la mente alla ricerca della perfezione si esprimono fisicamente attraverso un movimento, un’azione
  • Jeanne Liotta, Dark Enough 2011, USA, 16mm, b/w, sound, 6 min. 53 sec, basato su un testo della poetessa Lisa Gill, qui un retroscena virtuale è il palcoscenico su cui far scorrere la poesia. Il testo come parole, e il testo come immagini, evitando la spiegazione dei versi attraverso l’illustrazione poetica. Il suono è composto dal ronzio di un altoparlante a 60 cicli e dalla campana tibetana
  • Peter-Conrad Beyer Le Rêve 2020, Francia, Super16mm & Video, colore e b/n, sonoro, 8 min. 21 sec., il corvo imperiale sogna la natura, sogna un mondo di piante e insetti. Viaggia, vola nella natura. Egli è la natura stessa. La natura stessa sogna in trance
  • Colectivo Los Ingrávidos, Guerras Floridas 2021, Messico, 16mm, colore, sonoro, 4 min, in questo momento anche le guerre fiorite sono pronte a cominciare, e l’atavismo fiorito comincia a lampeggiare. I fiori, i teschi, la luna e il sole sono pronti per la trance sacrificale
  • Deborah Stratman, For the Time Being 2021, USA, HD video, 6 min. 40 sec., una lettera video all’artista Nancy Holt, come omaggio al nostro comune interesse per i laghi terminali, i panorami incorniciati, i monumenti e il tempo. Filmato su e intorno al Great Salt Lake, al Mono Lake e al Meteor Crater
  • Scott Sinclair, ベルガ / BERGA 2017, Australia/Germania, HD video, colore, sonoro, 6 min. 4 sec., attraverso le montagne / Oltre la valle / Attraverso la nebbia / Verso la campagna / Fantastico, stai dormendo / Lontano sul mare / Quanti ruscelli / Sei venuto qui per migliaia di anni.

La prossima residenza The Art of remembering si svolgerà a Cefalonia, in Grecia, nel 2022. In questo contesto, verrà celebrato il Sud Europa come spazio pubblico e narrazione condivisi.

Info  http://em-arts.org/en/events/the-art-of-remembering

immagine per Loredana Troise
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Storica e critica d’arte, curatrice, giornalista pubblicista, Loredana Troise è laureata  con lode in Lettere Moderne, in Scienze dell’Educazione e in Conservazione dei Beni Culturali. Ha collaborato con Istituzioni quali la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Napoli; l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. A lei è riferito il Dipartimento Arti Visive e la sezione didattica della Fondazione Morra di Napoli (Museo Nitsch/Casa Morra/Associazione Shimamoto) della quale è membro del Consiglio direttivo. Docente di italiano e latino, conduce lab-workshop di scrittura creativa e digital storytelling; è docente di Linguaggi dell'Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e figura nel Dipartimento di Ricerca del Museo MADRE. È autrice di cataloghi e numerosi contributi pubblicati su riviste e libri per case editrici come Skira, Electa, Motta, Edizioni Morra, arte’m, Silvana ed.

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