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L’Arte chiama l’Arte. Maurizio Elettrico presenta Lily Moore e Sarah Powers alla DAFNA Gallery di Napoli

di Loredana Troise

Punto di partenza di The New Empire – Lily Moore e Sarah Powers, ultimo progetto espositivo di Maurizio Elettrico, è l’inquietante stranezza di trovarci dinanzi a qualcosa di destabilizzante, aderente a un passato-futuro che in qualche modo, però, stranamente ci appartiene: un tipico gioco dell’artista, contiguo al suo modo di approcciare la materia artistica in stretta connessione con la sua ampia produzione letteraria.

Secondo una sorta di schizofrenia gestita, in questo caso l’autore-curatore è l’ incarnazione dei personaggi che presenta, in un climax  crescente, su scenari cosmici e panorami sublimati, scanditi da un melting-pot di stili, inclini alla tautologia della logica formale che trova i suoi presupposti teorici nella filosofia del linguaggio.

La mostra The New Empire alla DAFNA Gallery di Napoli, in collaborazione con la Fondazione Morra, mette in scena gli artisti Sarah Power e Lily Moore: due creature distillate dall’universo letterario estetico-transumanistico delineato da Elettrico in volumi quali The New Empire (2004, Edizioni Morra), esposto su di un monumentale leggio di resina, e Lo scoiattolo e il graal (redatto a partire dal 2006) saga epico-erotica, composta da 7 tomi, in cui il mondo appare dominato da una super specie umana ha sviluppato poteri illimitati tali da egemonizzare il pianeta.

Ed è qui – mi sembra – uno dei punti nodali  di questa mostra: quello che riconosce l’ autonomia del pensiero visivo, di quel Visual thinking che ammette la conoscibilità anche nell’ immagine e che, al di là del fattore gnoseologico, esiste un quid che può superare il dato discorsivo e verbale  che non può essere ricondotto solo alla parola o alla scrittura.

Per afferrare l’intrigato corso del suo racconto letterario,  Elettrico infatti, qui ci viene in aiuto con opere le cui forme non sono sempre perfettamente translitterabili nel nostro consueto sistema alfabetico.

Ciò che si evince è dunque l’avanzare coerente di un unico grande disegno ininterrotto, sagomato secondo un processo logico che dal pensiero si fa corpo con la volumetria dei personaggi.

Scenograficamente, lo spettacolo allestito accoglie lo spettatore e lo rende coprotagonista della finzione per simulare ciò che non c’è; ci spiega Elettrico:

“Lily ha l’aspetto di un adolescente pur essendo avanti con gli anni, perché attraverso manipolazioni genetiche è fisicamente regredito; Sara è un vampiro e può sviluppare un patagio con cui volare, è uno delle icone più estreme fra i bio-aristocratici; sono entrambi artisti demiurghi e sciamani (l’uno dei Glostrock, l’altro dei Splepix) con predisposizione all’estetica e alla possibilità di applicare l’immaginario a qualsiasi tipo di matrice inorganica biologica vivente”.

La tendenza all’esuberanza formale di Lily Moore parallela a quella simbolico-ipnotica di Sarah Power, fondendo piani temporali asincroni si concede mostrandosi in una totalità classicamente sinestetica.

Continua a raccontarci Maurizio Elettrico:

“Per questa occasione ho pensato alle tele quale supporto tradizionale dove però poter mettere in luce differenze sensoriali e stilistiche, le opere in mostra sono come composte da mani diverse: quelle di Lily che usa il chiaroscuro rinascimentale, come una risoluzione decorativa molto attraente; e quelle di Sara che stilisticamente appartiene ad una sfera espressionista per cui le forme sono abbozzate e legate ad un immaginario infinito dal punto di vista sessuale. Al tratto di Lily Moore sono riferibili tre grandi tele e tre dischi dipinti su carta realizzata artigianalmente, a quello di Sarah Powers sono invece rimandabili due grandi tele e tre  giardini μυθολογικός tridimensionali”.

Ancora una volta Maurizio Elettrico centra il bersaglio. Partendo da stimoli eterotopici forgiati sul concetto di utopia e del suo asimmetrico inverso, ha convertito lo spazio in un tempio paraliturgico vertiginoso, riempito da spirali, bagliori e scintillii strettamente connessi alla sua opera letteraria in modo tale da sospendere, neutralizzare o ribaltare l’insieme dei rapporti che essi stessi riflettono o rispecchiano nel loro correlarsi su più piani interpretativi.

Sia sotto il profilo della compensazione, che quella dell’inganno, l’illusione ammaliatrice di The new Empire chiarisce esaustivamente un processo di costruzione pendant a quel serbatoio immaginario postmoderno affine ai non luoghi di Marc Augé e al Bande à part di Jean-Luc Godard, in cui nulla è in declino ma volto alla costruzione di una nuova e im-possibile ermeneutica del mondo.

 

Maurizio Elettrico

Dopo gli studi in scienze naturali, Maurizio Elettrico orienta la sua ricerca artistica prevalentemente ai rapporti interdisciplinari tra la filosofia, la storia e l’iconografia. La sua pratica artistica si contraddistingue per la varietà dei materiali che utilizza e per il lessico che applica, spaziando tra disegno su carta pregiata, scultura e installazioni polimateriche che vedono materiali organici mescolarsi a materiali artificiali, video, performance, e un’intensa attività di scrittura. Elettrico investe il mondo quotidiano con una vitalità neomitologica in cui laicizzazione radicale del sacro e fantascienza si mescolano per dar vita a un cortocircuito dove il senso e il nonsenso della sua poetica creano un equilibrio continuo tra realtà e sogno. Il recupero di forme e materie dissonanti aprono a un mondo magico di ascendenza medioevale atto a produrre un pantheon visivo che fonde creazione artistica e conoscenza scientifica. Ha lavorato con curatori  del calibro di Jan Hoet ed Achille Bonito Oliva. Al 1994 risale la sua prima esperienza all’estero, quando è invitato dall’ organizzazione dell’Art New York International a presentare un’installazione di trenta metri quadri. Con la cura Jan Hoet ha esposto nell’ambito di importanti collettive al Museo di Arte Contemporanea di Gand, a Watou in Olanda e a Hann Munden in Sassonia. Nel 2004 partecipa a Le Opere e i Giorni presso la certosa di Padula e nel 2007 a Intramoenia Extra Art presso il castello di Acaya (Lecce). Tra il 2005 e il 2011 partecipato alla XIV Quadriennale di Roma, è coinvolto in diverse biennali (Biennal Knokke; Biennale di Venezia, Eventi Collaterali. Al 2013 afferisce la mostra multimediale Biorema dislocata in più siti della città di Salerno, con la partecipazione della Fondazione Morra, la fondazione Ghirelli e la fondazione Menna. Nel 2015 Maurizio Elettrico presenta Cibumdeorum, un’imponente scultura ispirata all’albero della cuccagna e ai suoi arcaici riferimenti ai riti di fertilità, nell’ambito dell’evento espositivo L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’Arte, a cura di Achille Bonito Oliva. Nel 2016 espone al Museo Pan di Napoli Supernaturalis Historia. Recentemente ha realizzato lìevento An ephemeral banquet for the visible guest: waiting for the bio-aristocrat, mostra alla Kunstverein am Rosa-Luxemburg Platz di Berlino. Alcune sue opere sono custodite presso collezioni pubbliche belghe della SMAK e della Flanders; alla collezione permanente della Certosa di Padula; al museo Madre di Napoli, alla collezione di arte contemporanea del Banco di Napoli e nei siti museali della Fondazione Morra.

Info mostra

  • THE NEW EMPIRE – Lily Moore e Sarah Powers
  • a cura di Maurizio Elettrico
  • fino al  7 luglio 2021
  • DAFNA Gallery, Napoli Via Santa Teresa Degli Scalzi 76 Napoli
  • +39 0815447699
immagine epr Installation view-The new Empire a cura di Maurizio Elettrico-Dafna Gallery-ph Igor Cortese
Installation view-The new Empire a cura di Maurizio Elettrico-Dafna Gallery-ph Igor Cortese
immagine per Loredana Troise
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Storica e critica d’arte, curatrice, giornalista pubblicista, Loredana Troise è laureata  con lode in Lettere Moderne, in Scienze dell’Educazione e in Conservazione dei Beni Culturali. Ha collaborato con Istituzioni quali la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Napoli; l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. A lei è riferito il Dipartimento Arti Visive e la sezione didattica della Fondazione Morra di Napoli (Museo Nitsch/Casa Morra/Associazione Shimamoto) della quale è membro del Consiglio direttivo. Docente di italiano e latino, conduce lab-workshop di scrittura creativa e digital storytelling; è docente di Linguaggi dell'Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e figura nel Dipartimento di Ricerca del Museo MADRE. È autrice di cataloghi e numerosi contributi pubblicati su riviste e libri per case editrici come Skira, Electa, Motta, Edizioni Morra, arte’m, Silvana ed.

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