Venerdì 28 giugno, a Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea alle ore 19,00 la Fondazione Morra, l’etichetta Viande Records e la E-M Arts sono liete di ospitare la sound performance di Kamilya Jubran cantante, poetessa, cantautrice, suonatrice di oud e attivista palestinese, formatasi a partire dallo studio della musica tradizionale, tra figure più venerate della scena musicale araba sperimentale e alternativa tesa fra il noise elettroacustico e la free music.
Insieme a Kamilya saranno Nina Boukhari, bassista e sound designer di origine franco-marocchina, fondatrice e organizzatrice del festival PhOEMina (un progetto italofrancese), che mira a dare visibilità alle donne e alle minoranze artistiche nel campo della musica d’avanguardia e contemporanea e Mario Gabola, sassofonista campano studioso e inventore di tecniche e estensioni sullo strumento, impegnato in un percorso di rielaborazione e ibridazione della tradizione popolare del sud Italia iniziata con Tonino Taiuti e portata avanti insieme al gruppo The Turcos Meet the Little Devils collaborando con musicisti dell’area folk.
“La collaborazione con Kamilya Jubran – mi spiega uno dei protagonisti dell’evento, Mario Gabola – fa parte di un percorso di studio che ho iniziato già collaborando con musicisti come Loup Uberto, Tonino Taiuti, L’Ocelle Mare, Laura Cuomo, Giovanna Turco e molti altri.
Il tentativo di dare alla musica il significato d’ ”Informe” come lo intendeva G. Bataille per la sua scrittura o il “Barocco Degradato” che E. Moscato intendeva per il suo teatro, far vincere il pensiero multiforme, distruggere le differenze tra alto e basso, trasgredire le forme ideali e dare di nuovo linfa vitale alla pratica musicale, la voce e il grido, le estensioni sugli strumenti con materiali poveri, comportamenti anomali delle macchine, utilizzo di pratiche di scarto del processo sonoro come il feedback, tutto questo al fine di ripensare la categorie del bello e dell’ascoltabile, dell’oggetto sonoro, concentrandosi sulle relazioni, sull’azione di attrazione e repulsione verso l’altro.
Kamilya Jubran rappresenta un po’ questo, il popolare e tradizionale della cultura araba incontra le forme più sperimentali della musica contemporanea e di ricerca come il noise, la musica elettroacustica, l’improvvisazione radicale”.
Come note di ricerca che vogliono proporre, nella naturale differenza di discorsi, forme di complicità e di communitas, intervallate da rintocchi temporali a cadenza irregolare e a lungo termine, il sound in programma evoca un movimento, una scoperta, una costante ricerca, un’escursione estetica, un tragitto per ridisegnare costantemente gli spazi delle nostre indagini nel campo delle arti contemporanee.
“Con lo spirito di voler intensificare le relazioni internazionali e movimentare gli ambiti più attivi della cultura di Napoli, molto convincenti in questo momento – conclude Raffaella Morra, presidente della E-M Arts – e cercando di andare oltre il discorso del classico della musica o del piacere a tutti i costi, l’interesse di queste esperienze sonore è soprattutto nella rete di preziose connessioni e rapporti accordata in forme diverse e non solo per la musica.
Come accade per la rassegna Independent Film Show, che curo da tempo, quest’anno da poco conclusa, sul Belvedere del Museo Nitsch e al Planetario di Città della Scienza, per un’edizione particolarmente seguita da un pubblico come sempre vasto ed eterogeneo che ha seguito le performance di film analogici e strumenti acustici fai-da-te.
La suggestiva location della scala monumentale disegnata dal Sanfelice a Casa Morra Archivi d’Arte Contemporanea, l’organizzazione impeccabile per un evento di questo calibro e tutta la nostra passione, gratificano l’impegno che stiamo dedicando all’evento Kamilya Jubran, Nina Boukhari e Mario Gabola, per la sua riuscita”.
Precederà la serata, alle ore 19:00, un incontro con Mario Ascione su Omologia strutturale tra il processo di frammentazione dell’unità della Palestina e le categorie etiche ed estetiche di spaziotempo discreto.
BIO

KAMILYA JUBRAN (testo, oud e voce)
Kamilya Jubran, musicista e compositrice, è una delle figure più venerate della scena musicale araba sperimentale e alternativa di oggi.
Cresciuta ad Al Rameh, un villaggio palestinese situato in Galilée, nel nord di Israele, è stata introdotta e iniziata alla musica classica araba dai suoi genitori.
All’età di 18 anni Kamilya si trasferisce a Gerusalemme, dove studia all’Università Ebraica ed entra a far parte del gruppo Sabreen, con sede a Gerusalemme Est. Con il gruppo ha registrato quattro album ed è stata in tournée in molte città locali e internazionali.
Dal 2002 Kamilya vive in Europa e nel 2014 fonda l’associazione Zamkana, un’organizzazione non profit che sostiene progetti artistici innovativi, nel rispetto dei valori della libertà di espressione e della laicità.
Attualmente collabora con il partner musicale di lunga data, compositore, trombettista e musicista elettronico Werner Hasler, in trio con la clarinettista Elodie Pasquier e la contrabbassista Charlotte Testu.
www.kamilyajubran.com

NINA BOUKHARI (basso elettrico)
Nina Boukhari Laporte (1988) – in arte Nina Hoppas – è una sound artist franco-marocchina originaria di Parigi. Sviluppatrice web di formazione, ha sempre continuato a lavorare in parallelo su diversi progetti in ambito musicale.
Ha iniziato il suo progetto solista nel 2016 con il nome di Odio Sis e poi Nina Hoppas, pubblicando diversi EP per varie etichette internazionali.
Dal 2018 è anche fondatrice e organizzatrice del festival PhOEMina (un progetto italofrancese), che mira a dare visibilità alle donne e alle minoranze artistiche nel campo della musica d’avanguardia e contemporanea.
Nel 2022 ha frequentato un corso di sound design organizzato dallo Yorkshire Sound Women Network (YSWN) con il supporto dell’Università di York.
Nel 2019 esce il suo album “Manat” per l’etichetta italiana Casetta. Attualmente è di base a Napoli e nell’ultimo periodo ha sviluppato un sodalizio artistico con la videoartista-peformer Tiziana Salvati, con la quale porta avanti una pratica d’improvvisazione in stretto contatto con artisti/e proveniente dalle discipline della danza aerea.
nbl-sounddesign.com

MARIO GABOLA (feedback e sax acustico, latte, corde e molle, diy electronics e sensori)
Mario Gabola è nato in provincia di Salerno nel 1981, dove ha cominciato a suonare il sax all’età di 12 anni, nelle bande da giro tradizionali del sud Italia per circa 10 anni.
Si è trasferito a Napoli nel 2000 dove si è laureato in Scienze Ambientali.
Nel 2002 fonda insieme ad altri l’avant-punk band A Spirale, che mischia ricerca timbrica e tecniche estese con l’attitudine postpunk.
Gli A Spirale nel 2008 fondano anche l’etichetta Viande Records e come improvvisatori collaborano con musicisti come Fabrizio Spera, Roberto Bellatalla, Jack Wright, Mike Cooper.
Nel 2009, con SEC_ fonda il duo Aspec(t) in cui i nastri di SEC_ si mescolano agli studi di Mario sul feedback e sui materiali riciclati o autocostruiti. Nell’ultimo periodo, a seconda dei contesti, varia il suo set-up sul sax utilizzando estensioni di vario tipo come barattoli, molle, corde, microfoni, fino ai sensori di movimento.
Ha suonato tra gli Stati Uniti, l’Europa e la Russia ed è impegnato in un percorso di rielaborazione e ibridazione della tradizione popolare del sud Italia iniziata con Tonino Taiuti e portata avanti insieme al gruppo i Turcos Meet the Little Devils collaborando con musicisti dell’area folk.
linktr.ee/mariogabola
Casa Morra. Archivi d’Arte Contemporanea
- Salita San Raffaele, 20/C
- 80136 Napoli ☎ +39 0815640077
- www.casamorra.org
- Email: casamorra@fondazionemorra.org
Storica e critica d’arte, curatrice, giornalista pubblicista, Loredana Troise è laureata con lode in Lettere Moderne, in Scienze dell’Educazione e in Conservazione dei Beni Culturali. Ha collaborato con Istituzioni quali la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Napoli; l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. A lei è riferito il Dipartimento Arti Visive e la sezione didattica della Fondazione Morra di Napoli (Museo Nitsch/Casa Morra/Associazione Shimamoto) della quale è membro del Consiglio direttivo. Docente di italiano e latino, conduce lab-workshop di scrittura creativa e digital storytelling; è docente di Linguaggi dell'Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e figura nel Dipartimento di Ricerca del Museo MADRE. È autrice di cataloghi e numerosi contributi pubblicati su riviste e libri per case editrici come Skira, Electa, Motta, Edizioni Morra, arte’m, Silvana ed.










