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Independent Film Show a Napoli giunge alla 22 Edition. La potenza dell’arte filmica sperimentale

di Loredana Troise

Quando la lettura di un’opera può spingerci a guardare il mondo con occhi diversi, a abbracciare un’idea, a controllare un sentimento, a identificarci – o meno – con il training dell’artista, ecco allora che è possibile giungere a una dimensione che non è rappresentazione volatile, ma fattuale. Una qualità che scuote il cuore,  attacca i sensi, irrora l’animo. La 22esima edizione dell’Independent Film Show (dal 16 al 18, sul Belvedere del Museo Nitsch a Napoli) muove da questo assunto fondamentale.

Esiste un altrove sinestetico, là dove le percezioni si innervano in un gioco di relazioni che si compiono annodandosi e disciogliendosi l’una dall’altra, che crea il momento in cui le pulsioni non solo si richiamano, ma si necessitano, si significano e si esprimono, metaforizzando il mistero della vita e dell’arte, nel mezzo di una ricerca tra consistenza materiale e illusione.

Una regione cioè dove la sensualità sospende la convenzione e la massificazione, per addentrarsi in mondi e modi totalmente laterali, stupefacenti, disallineati. Si tratta esattamente del territorio culturale frequentato da Raffaella Morra su cui dal 2001 coordina al millimetro la raffinata rassegna filmica, assieme con E-M ARTS, Fondazione Morra e per questa edizione in collaborazione con Goethe Institut.

Lei stessa, col suo aplomb filologico, definisce l’Independent Film Show, come un altrove di pensiero autonomo, pluridisciplinare, pieno di ragioni; la cui sintassi, nel processo di appropriazione intellettuale ed interiorizzazione del materiale, calca liberamente e incondizionatamente regioni e materiali, voci, dita per toccare, arrivare, dispiegare, sperimentare, superando i limiti imposti alla ricerca estetica dal sistema delle arti e dalla rappresentazione.

La ricerca dei  film-maker, infatti, si rivolge alla struttura del testo  secondo modalità duttili rispetto agli istituti metrici della tradizione, secondo strumenti linguistici  inconsueti e fuori dalle norme, attraverso stilemi personali, sotto forma di costrutti grammaticali caratterizzanti, in quanto discorso filmico veicolo di una determinata singolare attitudine a miscelare, fondere codici espressivi eterodossi in un’unica struttura in-scindibile.

Nell’ampio programma organizzato per questa pregiata e inedita edizione 22, passato, presente e futuro s’intrecciano, sedimentano (“Guardo in dietro per andare avanti” –sentenzia infatti Greg Pope) e si riedificano, come afferma la Morra,  alla luce dell’ ut et nunc.

Su questa dorsale programmatica avviene, ad esempio, che la cinepresa coinvolga la meccanica dinamica e l’artigianato (Thomas Bartels realizza i suoi films in pellicola analogica 35mm al proprio tavolo dei trucchetti e laboratorio filmico); oppure implichi diari di viaggio e studi antropologici (Telemach Wiesinger è un narratore, la cinepresa e i proiettori sono i suoi strumenti  per sequenze montate in modo associativo e ritmico, raccolte su pellicola 16mm).

Altre volte la visione evidenzia la posizione strutturale e politica delle immagini, rivelando l’assurdità e il maschilismo nell’autorappresentazione delle ideologie sistemiche (nei films sperimentali di Masha Godovannaya, decolonizzare la visione significa cambiare l’intero ordine delle cose e l’ironia lascia comunque spazio a un’empatia senza compromessi).

In altro luogo, le pellicole sembrano trovare un legame naturale tra il cinema e l’alchimia, l’occulto, il magico l’allucinazione (nella performance filmica/sonora di Greg Pope, basata su un  testo/poema sui primi pionieri Méliès e i suoi contemporanei, le immagini a colori e in bianco+nero sono sovrapposte da due proiettori 16mm); fremono per la tensione della diversità intesa come incontro con un organismo altro; chiarisce Raffaella Morra:

“A tal proposito, Jasmine Clotilde Pisapia nell’ambito della sua programmazione ha scelto film in cui i Vulcani sono osservati come organismi posseduti dall’energia tellurica ardente ma anche razionali che hanno una mente;  Karel Doing si occupa degli aspetti della vita che raramente vengono presentati come significativi nel contesto del cinema: piante, funghi, microbi e alghe”.

Independent Film Show 22 edition, tra le più innovative kermesse internazionali di experimental film, se da un lato  si arricchisce con interessanti segmenti immersivi ed educativi attraverso step partecipativi, programmando la lezione Photographic darkroom works di Telemach Wiesinger, il 16.06 ore 6:30pm, e con il Centro di Fotografia Indipendente i workshops Phytography di Karel Doing, in Vigna San Martino 17.06 ore 11:00am e Neither Black nor White: simple tinting and toning, in 16mm, di Richard Tuohy e Dianna Barrie il 19.06 presso il Centro di Fotografia Indipendente, dall’altro si caratterizza con imperdibili live performance, realizzate dagli artisti durante ognuna delle tre serate di proiezioni, dove l’agire opera su un territorio che travalica le rigide distinzioni delle arti ma  è connivenza di esse:

“Al di là degli specifici sistemi e convenzioni ogni film-maker adopera la propria genialità creativa sperimentando metodi e abilità per un’immersione nella sostanza del fotogramma attraverso un incontro tra partecipante e film-maker, incluse le macchine di proiezione, strumenti insostituibili. Il substrato di celluloide non è semplicemente il vettore di immagini fotografiche ma un territorio di immaginazione”.

Un programma particolarmente fitto per questo irrinunciabile rendez-vous, che  permette l’ascolto polifonico dell’immateriale, dell’inconsistente, dell’irrisolvibile:

“Non è un fruire che si attiva con un clik, si richiede partecipazione, voglia di addentrarsi, di capire, di scoprire, di discutere. Io favorisco sempre il dialogo fra il  pubblico che per me è fondamentale, ma anche fra gli stessi film-maker che durante questo appuntamento a Napoli possono cogliere occasione per conoscersi, frequentarsi, progettare. IFS si offre come un  rifugio rivelatore per cinefili, dove si condivide l’amore per il film sperimentale e per le estreme esperienze audio-visive e si stabilisce una relazione reciproca. Non è soltanto osservare i film e video, ma è un modo per parlare e poi diffondere i discorsi”.

Sviluppando un’ architettura visuale complessa, capace di guidare in un universo di apparente disordine, dove l’impero delle forme si fa’ con un’attenzione tutta particolare alla visione, i film dell’ IFS dialogano con un alfabeto in cui la stessa materia modellata non è che friabile pseudo narrazione in grado di mettere a contatto le dimensioni di un mondo, per dirla con Bergson, extérieur bien distinct de nous dans la perception duquel toutes les intelligences communient…

 

Scarica il Programma

INDEPENDENT FILM SHOW 22 Edition – NAPOLI

  • giovedì 16 – venerdì 17 – sabato 18 giugno 2022
  • Belvedere Museo Nitsch (vico Lungo Pontecorvo 29/d Napoli)
  • accesso contingentato – inizio delle proiezioni ore 9:00 pm

EVENTI

  • 06 ore 6:30pm lezione di Telemach Wiesinger, Photographic darkroom works, presso il Centro di Fotografia Indipendente
  • 17.06 ore 11:00am, workshops di Karel Doing Phytography, in Vigna San Martino
  • 19.06 Richard Tuohy e Dianna Barrie, Neither Black nor White: simple tinting and toning in 16mm, presso il Centro di Fotografia Indipendente
  • Saranno garantite tutte le misure necessarie per la sicurezza dei visitatori, in accordo con le prescrizioni governative
  • Le schede in dettaglio di tutti i  films, dei video e delle expanded cinema performances, delle lezioni e work shop dell’edition 22 sono consultabili su: www.em-arts.org
immagine per Loredana Troise
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Storica e critica d’arte, curatrice, giornalista pubblicista, Loredana Troise è laureata  con lode in Lettere Moderne, in Scienze dell’Educazione e in Conservazione dei Beni Culturali. Ha collaborato con Istituzioni quali la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio di Napoli; l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. A lei è riferito il Dipartimento Arti Visive e la sezione didattica della Fondazione Morra di Napoli (Museo Nitsch/Casa Morra/Associazione Shimamoto) della quale è membro del Consiglio direttivo. Docente di italiano e latino, conduce lab-workshop di scrittura creativa e digital storytelling; è docente di Linguaggi dell'Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e figura nel Dipartimento di Ricerca del Museo MADRE. È autrice di cataloghi e numerosi contributi pubblicati su riviste e libri per case editrici come Skira, Electa, Motta, Edizioni Morra, arte’m, Silvana ed.

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