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Hugo Guérin. L’archetipo e la sua deformazione. Nella Galerie Suzanne Tarasieve di Parigi

In un intervento accademico del 1936, oggi conosciuto per lo più con il titolo Il concetto di inconscio collettivo, Carl Gustav Jung chiariva:

«Il processo simbolico è un’esperienza nell’immagine dell’immagine».

In nome dell’arte e con un salto temporale di non poco conto l’artista contemporaneo Hugo Guérin (Calvar, Francia, 1990) torna ai contorni della carne e nelle viscere del Grande Vecchio.

immagine per Hugo Guérin, Qui compose le chant des grillons?, Galerie Suzanne Tarasieve, Parigi. Photo Rebecca Fanuele. Courtesy of the artist and Galerie Suzanne Tarasieve
Hugo Guérin, Qui compose le chant des grillons?, Galerie Suzanne Tarasieve, Parigi. Photo Rebecca Fanuele. Courtesy of the artist and Galerie Suzanne Tarasieve

Celebrando l’essenza archetipica di una figura universalmente conosciuta nella specificità delle più minuziose e caratteristiche differenze regionali, Guérin si è servito della terracotta e della cera microcristallina per plasmare un profilo spalancato nei tessuti del profondo.

Come ha tracciato ancora Jung:

«Il mago è sinonimo del Vecchio Saggio che si richiama in linea diretta alla figura dello stregone nella società primitiva. Esso è, come l’Anima, un “demone” immortale che penetra le tenebre caotiche della vita ordinaria con la luce del significato. È colui che illumina, guida, maestro e psicopompo (guida delle anime); neppure Nietzsche, il “distruttore delle tavole della legge” ha potuto sfuggire a personificarlo: in Zarathustra egli, infatti, ha reincarnato lo spirito superiore di un’età quasi omerica, portatore e annunciatore della sua propria illuminazione ed estasi dionisiaca (Jung; 1936)».

Per lo spazio parigino alla Galerie Suzanne Tarasieve, sino al 25 luglio 2026, l’artista dona all’attenzione del pubblico la personale Qui compose le chant des grillons?

Come si legge enfaticamente nel comunicato stampa:

«La lupa forse nutre tanto quanto minaccia. La carcassa diventa testa, bozzolo». Percorrendo un itinerario consolidato, che fa della poetica delle forme ibride la più caratteristica cifra stilistica, Hugo Guérin ragiona la possibilità di una evocazione archetipica, che incontra e si mescola alla forza e potenzialità della materia.

Nella dissezione, deformazione e nel curioso, nuovo assemblaggio di molteplici elementi e sfere anatomiche, il suo estro creativo condensa la possibilità di leggere l’essenza del corpo e della scultura nella forza regnante di ogni più libera e personale immaginazione.

Ogni installazione culla il suo viaggio; un percorso della percezione che si avvale del tempo e di un libero e scelto punto di vista esordiente. Se «nel sogno è il vento, lo pneuma che spira dove vuole» (Jung; 1924), «L’anima non ci si fa più incontro come una dea, ma, a volte, come il nostro più personale equivoco o la nostra migliore avventura». (Jung; 1936).

Informazioni Qui compose le chant des grillons? Hugo Guérin

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Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.

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