Tra natura e artificio, l’architettura di un giardino diviene per Sara Enrico (Biella, 1979) l’occasione del soldare e assemblare segmenti di uno spazio nuovo. Con Under the Sun, Beyond the Skin si apre la settima edizione di un progetto al femminile, che conferma, ancora una volta, la collaborazione tra la Fondazione Furla e la Galleria d’Arte Moderna di Milano.
Dopo aver preso parte a molteplici collaborazioni di respiro internazionale (si annovera, a tal proposito, la partecipazione alla Biennale di Venezia del 2022 su invito della curatrice Cecilia Alemani), l’artista di origini piemontesi approda nei giardini di Villa Reale, a Milano, con un intervento artistico, che mira a ragionale l’essenza e la portata relazionale di uno spazio, in qualche modo, privato della sua più naturale e ribelle spontaneità.
Ben considerando quello che è il trascorso e la progettazione del giardino all’italiana, a partire dall’ordine e la razionalità tutta rinascimentale, Sara Enrico ne percorre la significanza in rapporto alle opere a carattere installativo, che traghetta con sé all’intero dell’esposizione meneghina.
Illuminando l’essenza profonda delle ragioni e istanze, che nel tempo hanno reso necessario e sognante il raccoglimento erudito entro le mura verdi e misurate del più mirabile hortus conclusus, l’artista affida alle sue opere la peculiarità somma di evitare di fondersi, sino alla mimetizzazione, entro uno spazio che, al contrario, si vuol caratterizzare per dualismo, e un dialogo serrato, tra natura e artificio.
Come Enrico aveva, difatti, già ricordato in un’intervista rilasciata nel 2022:
«Mi interessa molto […] l’idea di lavorare orchestrando le opere in una drammaturgia oggettuale dentro lo spazio. Qui le singole presenze, già in sé stratificate e prese in un gioco di rimandi reciproci, partecipano di una strana visione complessiva alla quale ho dato avvio. Una narrazione e una visione che stanno in bilico, sospese su un complesso di sviluppi non definitivi, aperti».
Lavorando sull’idea, a tratti primigenia, di un continuo oscillare tra corporeità e imprescindibile trasformazione, gli assemblaggi artistici di Sara Enrico si rivolgono ad una materia nuova, come il cemento, per un richiamo infinito al rapporto che intercorre tra lo scheletro di una struttura portante e quanto, differentemente, appare in superficie.
Quel che appare agli occhi, come il lavorio sotterraneo di quanto internamente lo sostiene, aprono allora ad una riflessione che trascende il solo gesto artistico per condurre ad una presa in carico che narra di mondi, filosofie e istanze legate all’esistenza tutta.
Dal Tempio dell’Amore, che si erge in tutta la sua bellezza e armonia all’interno del giardino, sino alla terrazza della Villa, Sara Enrico getta i semi di un intervento d’arte, che parla di osservanza e dialogo. Nelle sue mani quello che resta dei tronchi di bagolaro (Carriers, 2025), feriti da una tempesta, diviene l’occasione poetica per rimembrare la verticalità perduta di quella sua esistenza vegetale, che agli uomini ha donato ossigeno e vita.
Entro uno spazio misurato, ecco allora la possibilità della sorpresa e di un sogno attivamente realizzabile.
Informazioni: Sara Enrico | Under the Sun, Beyond the Skin
- con la curatela della direttrice artistica della Fondazione Furla, Bruna Roccasalva
- fino al 14 dicembre 2025
- Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina ufficiale della Fondazione, nonché ai canali della GAM-Galleria di Arte Moderna di Milano.
Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.





















