«In tutte lacrime indugia una speranza», confessava Simone de Beauvoir (Parigi, 1908-1986) in Una morte dolcissima (1964). Un uomo fortemente segnato dalla malattia sin dalla più giovane età, ha saputo donare all’arte, alla sua arte, la consapevolezza mirabile e struggente di un tempo che, nel suo trascorrere imperterrito, offre la più preziosa opportunità di non sprecare alcun frammento di vita.

In un tempo terribile, in cui ad aver la peggio senza giustizia e alcun motivo sono le vite e i corpicini di giovani anime martoriate su di un campo di distruzione, la poetica e progettualità dell’artista di origine cinese Chen Zhen (Shanghai, 1955-Parigi, 2000) torna a San Gimignano nella fulgente pretesa di parlare di convivenza e pace.

Con la personale Un Village sans frontières, la Galleria Continua dell’antica cittadina toscana mira ad onorare il suo trentacinquesimo compleanno, ricordando un artista affezionato, che con la sua poetica ha sempre provato, riuscendoci, a costruire ponti di incontro e dialogo.

In un’opera struggente e maestosa (che, peraltro, ha donato il suo titolo alla mostra), novantanove sedie da bambino, raccolte in giro per il mondo, accolgono come in un abbraccio la poesia e matericità di cera e candele, con cui sono state ricreate possibili idee di case, tanto belle quanto precarie.

I colori vivaci della cera assemblata rievocano il simbolismo cinese e orientale, secondo cui ogni candela accesa sta per la vita, solenne e preziosa, di ogni singolo uomo. Abbattendo con la fantasia e l’arte i limiti forzati e funesti di confini che non sanno parlare di umanità, Chen Zhen rimembra l’emozionale avventura di un mese trascorso, nel 1999, in Brasile.

Il suo fu un incontro con la resilienza e vivacità della favela, sposando per trenta giorni la vita di comunità dei suoi più piccoli abitanti. Ne nacque un progetto corale, partito dalla richiesta d’artista di immaginare e innalzare possibili, piccole case del sogno.

Con esili candele splendenti i suoi giovani, nuovi amici diedero vita all’opera installativa Beyond the Vulnerability (1999), da cui Chen Zhen, poco prima della sua morte, prese probabilmente spunto per ricreare Un Village sans frontières (2000). Opera somma, esposta oggi a San Gimignano, con la speranza di offrire un chiaro messaggio di pace e fratellanza, poeticamente accordato alla memoria di sedie usurate, che continuano a evocare antiche, e future, presenze.

Nato a Shanghai a metà di un Novecento, protagonista di due grandi guerre e una immane distruzione, Chen Zhen conosce l’Europa e l’Occidente contando sulla volontà di incontro con le istanze dell’altro, senza per questo perdere la devozione e l’amore per la propria cultura.

In un orizzonte della perdizione, dove ogni crisi diviene l’occasione, fortuita o ricercata, per appellarsi all’odio e alla violenza di stampo suprematista, l’arte di Zhen sa ancora parlare e risvegliare le emozioni e la partecipazione più nobile e generosa di quanti, per il mondo, desiderano infiniti orizzonti di ascolto e nessuna casa o città data in pasto alle bombe.

Emoziona, così, constatare che un uomo volato via prima ancora di aver assaporato della vita la sua perfetta metà, riesca a comunicare, con gentilezza e profondo sentimento, quanto insignificante e stolta sia la strada intrapresa da un 2025, che egli non ha nemmeno mai conosciuto.

Informazioni Un Village sans frontières | Chen Zhen

Website |  + ARTICOLI

Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *