I contorni della maschera, sommo richiamo di una tradizione in risposta all’ignoto dell’esistenza, sono i protagonisti della nuova esposizione di Charles Degeyter (Bruges, 1994). Life in Cold Blood costituisce la terza personale dell’artista belga presso gli spazi della Tatjana Pieters Gallery di Ghent (Fiandre Orientali, Belgio).
A partire dal 14 giugno, fino al 13 settembre 2026, gli alveari immaginifici di Degeyter accompagnano un viaggio dai passi stratificati entro la contemporaneità e il ricordo evocativo di una ritualità affidata al soffio del tempo.

Nella ripresa antropologica del saper fare e dell’applicazione manuale la tradizione germanica dei Bannkörbe, conosciuti come “cesti incantesimo”, anima un percorso dell’arte esibito da Charles Degeyter come fulgidamente sornione e riccamente sfaccettato.
Progettati nell’idea di incutere paura al chiaro di luna o nelle notti pervase dalla nebbia pastosa, i cesti intrecciati, noti anche come Immenwächter (ovvero i guardiani delle api), tra il XVII e gli inizi del XX secolo furono posti nelle aree estreme o lungo i contorni dell’apiario per tenere lontane le creature ghiotte di miele o i ladri di ventura.
In accordo alla ricca tradizione delle maschere apotropaiche di tradizione greco-romana, i cesti germanici, dai tratti decorati nel nome di volti mostruosi e paurosi, figurarono nella realtà artigianale di un tempo del raccolto e della terra ad oggi in parte dimenticato.
I Bannkörbe di Degeyter si mostrano mirabili nella ricerca affermativa della tonalità più idonea a catturare gli occhi e la vista dello spettatore. Nel gioco dell’espressività e di un richiamo della tradizione e musica metal, le fattezze di ogni istallazione suggellano l’energica e sorprendente stratificazione di elementi e profonde evocazioni.
Lo spazio espositivo intona più tempi, tra loro finanche discordanti: l’energia di un non detto, da rintracciare nella più personale interpretazione, incontra la presenza e i corpi di precari, e apparentemente confusi, protagonisti.
Un giovane agricoltore, le sue affezionate api e un gatto nero abitano le pareti. Poi l’abbraccio misterioso ed etereo come la spumeggiante schiuma del mare, forse Venere o il vivo ricordo nostalgico di una presenza mai dimenticata.
Lavorando a più riprese attorno all’impegnativa e ricca prassi della scoperta archeologica, Charles Degeyter sovverte il più caratteristico territorio d’intervento, il tempo passato, per restituire un’estetica della scoperta intenta a ricondurre in auge l’essenza e i resti di un tempo decisamente in corso d’opera.
Nell’ibridazione tra scultura e disegno e con l’impiego di materiali puri come la pietra o malleabili come l’alluminio, Degeyter accompagna una prassi ormai consolidata nell’impiego della stampa 3D.
Nell’incontro metaforico e fattuale tra il vecchio e il nuovo, la tradizione e il progresso, il gesto bambino di un ritorno alla tecnica del frottage suggella, infine, tutta la poesia e la forza imbattibile di pastelli e matite colorate, strofinate sulla superficie consistente di uno scavo, nel sogno animato di bloccare e conservare una traccia che sia per sempre.
Informazioni: Life in Cold Blood / Charles Degeyter
- TATJANA PIETERS
Nieuwevaart 124/001
B-9000 Ghent - fino al 13 settembre
info@tatjanapieters.com - tatjanapieters.com
Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.





















