ultimi articoli dell'autore

Enya Burger e Teresa Linhard. Come i giorni avventurosi in alto mare. Düsseldorf KIT-Kunst Im Tunnel

di Floriana Savino

Tornando con la mente al viaggio epico dell’eroe, nel saggio L’ospite misterioso (2008) lo studioso e pedagogo Salvo Pitruzzella annota:

«Che argomentazioni mette in campo Ulisse per convincere i suoi uomini, o almeno quei pochi rimastigli fedeli, a intraprendere l’ultimo viaggio oltre le Colonne d’Ercole, verso il mondo sconosciuto? Non la promessa di oro e di gloria, non la speranza di tornare a casa: solo il desiderio di conoscere l’ardore […] di venir del mondo esperto, e delli vizi umani e del valore».

Alla figura e al viaggio mitologico di Odisseo si confà l’esposizione a due inaugurata al KIT-Kunst Im Tunnel di Düsseldorf su progetto delle artiste Enya Burger e Teresa Linhard con la curatela di Jessica Aydin.

immagine per Enya Burger, installation view For Ever and Forever When I Move, 2026. Courtesy of the artist and KIT
Enya Burger, installation view For Ever and Forever When I Move, 2026. Courtesy of the artist and KIT

Come recita il titolo della mostra For ever and Forever When I Move (in corso fino al 28 giugno 2026) vi è un chiaro richiamo al poema ottocentesco Ulisse (1842) dello scrittore vittoriano Lord Alfred Tennyson.

Esplorando la ricca potenzialità di un viaggio dell’arte doppio le due artiste, formatesi entrambe all’interno della nota Accademia dell’Arte di Düsseldorf, intessono le coordinate di uno spazio aperto alle complessità della storia coloniale europea e di una traiettoria della memoria da volersi erroneamente pacificata e consegnata ai sogni di gloria di un grande tempo passato.

Dalle esplorazioni ibride di Enya Burger in materia di scoperta e scienza, sino all’elaborazione della chinoiserie di Teresa Linhard, muove il più profondo desiderio di investigare storie, interpretazioni e rotte che hanno accompagnato l’avventura, la violenza, le speranze, il furto e l’oltraggio delle terre vergini al di là degli oceani.

Appellandosi alle preziose pagine del saggio Shanzhai (2025) del filosofo orientale Byun-Chul Han, Linhard elabora l’espressività astratta e figurativa cinese nella ricchezza sovversiva di un’arte che ha sì affascinato l’occidente degli europei in cerca della fortuna e della ricchezza ma che, al contempo, come civiltà non si è mai fatta traghettare nel cambio rotta di una millenaria e considerevole tradizione.

I ricchi signori e sovrani dell’Ovest rimasero incantati dalla bellezza di queste forme impensate e nuove. Larga parte delle arti applicate in suolo europeo finì per cercar, difatti, ispirazione e modello nelle preziose ceramiche provenienti dall’altrove di una scoperta.

Come ha ricordato l’artista nel corso di un’intervista doppia rilasciata a Kristina Deska Nikolić:

«Il mio interesse è nato dai motivi e dalle forme, soprattutto dei tessuti. Queste erano spesso merci che viaggiavano in tutto il mondo fino all’Europa. È così che sono arrivata alla chinoiserie. […]

Quel che mi affascina è come l’Occidente costruisca se stesso e l’altro attraverso queste forme. La Cina è particolarmente interessante perché era essa stessa un potente impero con una forte immagine di sé.

Quindi, quando gli europei incontrarono la Cina, entrarono in un mondo che non ruotava attorno a loro. Dev’essere stato un vero shock. Ha messo in discussione l’autopercezione europea in un modo che gli incontri con le altre regioni spesso non offrivano.»

Lette in rapporto all’attuale contesto geopolitico le considerazioni socioculturali di Teresa Linhard rifulgono di una constatazione generale, quantomai pregnante e influente.

Lungo le rotte del caos che stringono il tempo presente, le installazioni e sculture cinetiche di Enya Burger aprono poi all’essenza primordiale della materia e di un tempo archetipico da definirsi precedente a tutto.

Come l’artista ha dichiarato, motivando l’attenzione profonda riservata al concetto di abietto, canonizzato da Julia Kristeva:

«Circa due anni fa sono rimasta affascinata dalla melma dopo aver letto […] Susanne Wedlich [in] Vischioso. Una storia naturale (2023). Melma. È un materiale così ambivalente: difficile da afferrare, scivola tra le dita, essenziale per la vita, eppure pieno di batteri, che agisce sia da protettore che da minaccia.

Attraverso quella ricerca ho scoperto il concetto di abietto di Julia Kristeva. […] Nella letteratura patriarcale, […] la melma è associata al caos e alla paura della femminilità. Ma da una prospettiva femminista, le sue qualità non classificabili minano le dicotomie, e questo mi ha davvero affascinata».

Se il viaggio dell’avventura e della scoperta europeo ha sugellato il vezzo di uno spicchio di mondo ricco e tronfio di una tanto agognata supremazia del comando e delle armi, il percorso espositivo incanalato dalle due artiste, proprio in ossequio della materia ed essenza ribelle sperimentata da Enya Burger sa richiamare quella che fu una scelta drammatica, ma parimenti libera e controcorrente, di quelle madri autoctone che, come racconta Galeano, almeno per le Americhe preferirono soffocare disperatamente e con le loro mani i propri figli piuttosto che saperli quotidianamente torturati e poi finiti nello sfruttamento dei campi e delle miniere per volere di quegli sconosciuti e crudeli, nuovi viaggiatori padroni.

Sperimentando il passo della storia e il possibile dell’ipertecnologico, le due artiste danno slancio alla necessità di uno sguardo desto e critico, potentemente attivo sul contesto mondo.

Informazioni For ever and Forever When I Move

Website |  + ARTICOLI

Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *