Gli artisti Max Freund (Vienna, 1992) e Paul Riedmüller (Graz, 1989) approdano alla Horizont Galéria di Budapest con una esposizione che è dialogo e scambio di visioni sull’arte. A partire dal 13 maggio e sino al 24 giugno 2026 molteplici opere d’arte, tese come corde, hanno figurato un itinerario ibrido tra lo spessore della materia e l’effimera parvenza del digitale.
Intonando la molteplicità e i diversi approcci all’iter creativo, Guided Hands restituisce la presenza di dipinti che sanno farsi artefatto nella ricerca di una dimensione altra. Accordando uno studio dell’allestimento certosino e decisamente originale, le colorate e libere tele esposte motivano un viaggio come capsule del tempo affidate alla tensione che anima lo spazio.

Nel restituire un itinerario ultra-futuristico il territorio della galleria si appresta ad esser attivato nella restituzione di una parimenti decisiva realtà percettiva aumentata. Corde come ragnatele, provenienti dall’universo della navigazione informatica, evocano il viaggio dell’eroe lungo le rotte di una pittura, che sa farsi ora potentemente artigiana e materica (Freund), ora tanto eterea e fluida da evocare la mano del dio dell’AI (Riedmüller).
Nell’incontro di paritetiche istanze i due artisti ragionano la portata di una realtà del quotidiano vivamente assai più anarchica e ibrida rispetto ai timori (certamente validi e motivati) di quanti prefigurano la pervasività totale di mostri artificiali e decisamente meno superficiale delle certezze arroganti di quanti con il genio aumentato credono di poter colonizzare il mondo.
Districandosi tra il gioco della scoperta, e più punti di vista incentivati dalla fruizione, la mano artigiana e la materia densa dei colori prescelti da Max Freund sorregge e sugella, spesso nella minuzia, la superficie liscia e tendente alla perfezione elaborata da Paul Riedmüller.
Per il dialogo e in un continuo rimando alla necessità del far metaforico di entrambi, tanto le nature morte (debitrici, in qualche modo, alla preponderante tradizione pittorica europea), tanto l’universo renderizzato di futuri paesaggi possibili, figurano il passaggio e il sentimento di un tempo in sé dubbioso, confuso e insicuro. Se il colore vivace e saturo allieta, diverte, distrae, la presenza di corde tese come in un salto di lancio ben restituisce l’itinerario di un precario e tentato presente.
Informazioni mostra
- fino al 24 giugno 2026
- Horizont Galéria di Budapest
- www.horizontgallery.com
Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.





















