Entro uno spazio solcato dalle Quattro parti del mondo, al di sotto della notevole volta affrescata e, così, impreziosita dagli stucchi in stile juvarriano di Carlo Randoni (Torino, 1755-1831), l’artista contemporaneo Guglielmo Castelli (Torino, 1987) è stato chiamato a dialogare con le bellezze della sala dei Continenti, ubicata tra le possenti mura del Castello di Rivoli.
L’anticamera agli appartamenti del sovrano – affrescata sul finire del XVIII secolo dai pittori Rocco Torricelli (Lugano, 1744-1832) e Antonio Maria Torricelli (Lugano, 1751 – Vercelli, 1808) assieme a Giovanni Comandù (Mondovì, 1746-1822) -, oggi risplende della fertile opportunità creativa, offerta dal progetto Intersezioni (2025).
Per i primi quarant’anni di uno spazio maestoso divenuto museo, l’istituzione ha, difatti, pensato e messo in opera un progetto volto a intessere relazioni con nuove, e quantomai partecipi, presenze artistiche.
Tra gli artisti coinvolti nelle commissioni affidate per il primo semestre dell’anno vi è Guglielmo Castelli che, entro l’ambiente affidatogli, ha donato nuova enfasi alle potenzialità della rappresentazione e di una materia imprescindibile e nobile come la carta.
Ripensando la presenza attiva e la coreografia di affezionate silhouettes impresse ora su taccuino, ora in pittura, Castelli ha dato vita a curiosi “ambienti tridimensionali”, che risplendono della sorpresa e della scanzonata inutilità di inserti da mobilio pronti a lasciarsi godere e osservare, separatamente dall’idea di una dovuta e utilitaristica funzionalità.
Riguardo il personale modus operandi, l’artista torinese ha spesso ricordato: «La mia pittura è una sorta di matrioska, dove c’è lo spazio, c’è il corpo e poi di nuovo il corpo con lo spazio».
Assemblaggi sorprendenti come Kitchen (2025) e Dining Room (2025), brillano della facoltà immaginifica di liberare figure che, come in un sogno animato, si apprestano a librare nello spazio mentre il mondo dorme.
Sprigionando un vortice creativo, che porta con sé la conoscenza del palcoscenico e di una affinità serrata con l’universo della relazione, Guglielmo Castelli immerge la pasta soave e spiazzante delle sue creazioni al cospetto degli occhi e dello sguardo di un pubblico pronto a lasciarsi sorprendere.
Il turbinio di colori e atmosfere che abitano, sino alla più maestosa dispersione, i dipinti d’autore prosegue entro lo spazio della stanza adiacente alla sala dei Continenti, permettendo, difatti, di assaporare un percorso creativo, che sa di sentimento e ricerca continua.
«I miei dipinti, tentativi anch’essi di narrazioni che si intersecano fra gli elementi rappresentati e quelli accennati, tendono, alla fine, ad un lieto fine […] Perché seppur […] svuotati dalle ossa, in bilico, sono presenti a sé stessi, occupano lo spazio scenico con decisione e ce la faranno, alla fine ce la fanno tutti.»
A sugellare l’incontro e il dialogo con gli spazi del Castello di Rivoli sopraggiunge, poi, un più profondo interscambio intimistico, che muove nella scelta di integrare, nel percorso espositivo, l’inserimento di taccuini preparatori e materiale primario, da cui per assemblaggio, ispirazione e immancabile fantasia, nello spazio e nel tempo, ha avuto luogo larga parte delle meraviglie, che dell’artista ammiriamo tra esposizioni e mostre di respiro internazionale.
«Conciliando quello che speravo con quello che trovavo», Guglielmo Castelli continua a restituire illimitati confini evanescenti dell’orizzonte di un sogno.
Informazioni: Intersezioni | Guglielmo Castelli
- Fino al 22 febbraio 2026
- Castello di Rivoli, Torino
Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.
- Floriana Savino
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