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La valigia di Arsham. Eroded Horizon a Palma di Maiorca.

di Floriana Savino

Tra le valigie più famose della storia dell’arte spiccano gli artefatti che motivarono Marcel Duchamp (Blainville-Crevon, 1887 – Neuilly-sur-Seine, 1968) per un lasso temporale di incubazione e progettazione che va all’incirca dal 1935 al 1941.
Tra le pagine più belle dedicate alla dissimulazione firmata Duchamp spicca il saggio L’apparenza nuda, redatto nel 1973 dell’amico e poeta messicano Octavio Paz (Città del Messico, 1914 – 1998).

Nell’illusione, nel dissolvimento e nel viaggio in ossequio dell’arte anche l’artista Daniel Arsham (Cleveland, Ohio, Stati Uniti, 1980), per l’esposizione attualmente in corso alla Baró Galeria di Palma di Maiorca (visitabile fino al 5 settembre 2026) ha rivolto la sua attenzione all’involucro bagaglio per restituire il canto sublime e tragico di una materia affidata alla forza dell’erosione e del cambiamento.

Sabbia, bronzo e marmo si fanno compartecipi di una esplorazione tesa a riflettere la portata di riti di passaggio che, tanto in natura quanto per l’ingegno dell’essere e della sua mano, costituiscono e tracciano le rotte di una evidente transizione.

Per la città di Maiorca Eroded Horizon porta in scena dipinti, disegni e sculture evocanti la materia del classico, plasmata e attraversata tanto dall’agire del tempo, quanto dalla poesia destinata ai contorni della rovina.

Se i suoi orizzonti, affidati alla forza incontrastata della natura, avevano attivato un sogno temibile e attraente, eternamente immortalato dal pennello del Canaletto, in Daniel Arsham la materia esposta alla corruzione, all’erosione e allo svelamento si fa portatrice degli spettri di una tecnologia figurata nel desiderio più imminente di ogni possibile futuro.

Dee compartecipi di una bellezza dell’eterno, paesaggi insondati e forse onirici nell’abbandono a una vegetazione selvaggia che sa del meandro, restituiscono lo spazio da Arsham pensato per accogliere il pubblico.

Dall’evocazione di un monumento classicheggiante abbandonato ai venti del deserto, sino ad un palmo di mano sugellato nella pietra che sa di eterno, Eroded Horizon disamina il corpo, il tempo e l’approccio umano al cospetto di un ecosistema e dell’ambiente tutto.

Informazioni: Eroded Horizon, Daniel Arsham

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Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.

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