Lungo una tradizione vocalmente legata all’essenza del mito, tanto i Greci quanto i Romani credettero fermamente nella potenzialità della carcassa animale di dar vita alle api e, così, a un nuovo ciclo di sorgenza per l’esistenza e la natura. Da un punto di vista prettamente simbolico, l’ape per il mito greco incarna la luminescente facoltà di connettere il regno dei morti a quello dei vivi.
Celebrando la fertilità e la forza della natura, le api paiono costruttrici di un tempo primordiale e sempre attuale. L’artista di origini cecoslovacche Anna Hulačová (Sušice, Repubblica Ceca, 1984) ha condotto l’abilità costruttrice di quest’ultime all’interno delle opere progettate per la personale Bucolica, ospitata presso gli ampi spazi austriaci della Kunstraum di Dornbirn a partire dal novembre 2025.
Il progetto diffuso nasce probabilmente da un incontro fortuito con la progettualità di una colonia d’api, che l’artista ha osservato operare all’interno del suo giardino domestico.
Hulačová ha, difatti, ben narrato che nel corso della momentanea sosta in giardino della scultura il Portatore di Vitello (2025) ha potuto riscontrare la scelta delle sue copiose nuove amiche di andare a costruire favi proprio negli spazi di mezzo lasciati liberi dalla sua mano, a mo’ di cavità ospitante.
Nella veste definitiva donata all’opera scultorea ecco, così, l’imperversare sul possibile volto del giovane uomo, ricreato in cemento, la bella linearità geometrica di una costruzione naturale intenta ad ospitare la dolcezza del miele. O, ancora, l’invadenza dolce della sua organica armonia a richiamare le possibili viscere della regione del cuore.
I favi abitano, poi, anche l’interno sotterraneo di una voluminosa testa di bue (Verso l’Eternità, 2025) restituita, per la mostra, in tutta la portata estraniante di pareti vissute e un piedistallo in acciaio riflettente.
Celebrando la lezione fondamentale del mito e di una tradizione del fare che si appella alla techné greca, Anna Hulačová per il suo modernissimo Portatore di Vitello conserva ben a mente l’essenza armoniosa e strepitosa del Moscoforo (570-560 a.C.), rintracciato presso le antiche rovine dell’Acropoli di Atene. La bellezza senza tempo della scultura votiva, parzialmente restituita, rivive nell’operato di Hulačová con una vena di sarcasmo che, come in una narrazione accorta e puntuale, apre a quanto sarà evocato dalla molteplicità di altre sculture condotte in mostra.
Come è possibile riscontrare alla vista dell’installazione UFO (2025), l’artista intende interrogare il presente dell’industria e le criticità legate al mondo dell’agricoltura e salvaguardia dell’ambiente, chiamando direttamente in causa i sogni e le distopie fantascientifiche di un tempo caotico e confuso.

La scelta di materiali resistenti e avanguardistici, come il cemento dal grigio asettico, sono l’ode e la condanna per una modernità, che ha innalzato il mito del lavoro senza però occuparsi, a lungo termine, della tutela degli ecosistemi e della medesima qualità di vita degli operai e dei lavoratori.
Se il deciso richiamo pantomimico alle fattezze robuste e celebrative della scultura socialista sembra, in qualche modo, volersi appellare alla fiducia che un tempo si riversò sulle professioni e la collaborazione comunitaria, è anche vero che un esile ramoscello di vita vegetale, restituito nel mezzo di una scultura in calcestruzzo, sa restituire la bellezza di un sogno bucolico lasciato libero di infiltrarsi dentro ogni maglia stretta del profitto.
Hulačová interroga così gli spazi trasformati dall’uomo non smettendo di ispirarsi al lavoro generoso per la vita, che è dell’ape.
Informazioni mostra Anna Hulačová, Bucolica
- Fino al 1 marzo 2026
- Kunstraum Dornbirn, Stadtgarten Dornbirn Jahngasse 9 A – 6850 Dornbirn (Austria)
- www.kunstraumdornbirn.at
Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.

















