Con la portata di un Giano bifronte, una monumentale struttura dall’essenza leggiadra illustra il suo re di carta in rispecchiamento al Joker, ovvero il matto che sovverte ogni cosa. Nell’ampio spazio Navata della König Galerie di Berlino, l’artista francese Johanna Dumet (Guéret,1991) dà spazio al suo universo di progettualità e larga immaginazione.
Affascinata, sin da bambina, dalla portata prima colorata e poi misteriosa delle carte, i tarocchi, che la sua adorata nonna soleva proporsi come lettura in solitaria, Dumet ne celebra oggi la possibilità di farne un mezzo caratteristico per l’arte.
Lavorando a ridisegnare persino gli angoli rotondeggianti di una tela che dovrà sembrare una carta gigante, l’artista fa approdo alla possibilità di onorare la memoria e la stratificazione degli eventi nel corso di una progettazione da condividere con il suo pubblico.
Coadiuvando alla pittura ad olio la peculiarità di inserimento di altra materia (bottoni, stralci di tessuto, carta, piccoli oggetti del ricordo rintracciati), la tela si fa così spazio di incontro per segni e simboli, che conservano tutta la magia di un universo variegato e, a tratti, luminosamente inconscio.
Come recita la definizione regina attribuita alla personale berlinese, Fool for a lifetime, al centro di una ricerca immaginifica vi è la figura del Matto, quella carta identificata per i tarocchi con il numero zero e che, nella sua traiettoria interpretativa, conduce all’essenza profonda tanto della libertà, quanto dell’infinito.
Tra le più grandi passioni di Dumet, oltre al collezionismo ricercato di carte da gioco, vi è, infatti, la raccolta di pezzi rintracciati casualmente per strada o tra le maglie dell’abbandono. Nell’ingiallirsi o nello stropicciarsi della medesima materia, Dumet pare rintracciare il decorso di una vita che sposa la magia dell’interpretazione.
A St. Agnes due ulteriori grandi carte da gioco, realizzate in lastra di alluminio dipinta, riprendono la figura stropicciata di una Regina di Picche e un Re di Cuori. Sulla torre brutalista e il suo muro epidermicamente ruvido, lo sguardo della bella sovrana, che nelle mani custodisce un fiore, è tutto intento verso un altrove, che sa di determinazione e libertà.
Come il Matto scompiglia e impersonifica la potenzialità anarchica di scandagliare strade e scrivere una sempre nuova storia della realtà, al centro della riflessione creativa di Johanna Dumet sembra ritornare il credo libero di una generazione tutta.
«L’immaginazione al potere» sessantottina, si fa spazio tra le carte scombinate di Dumet declassando i tradizionali rapporti (seppur colorati) di potere e subalternità. Ne deriva, allora, un più che vivifico interrogativo: Quali possibilità vi sarà per la carta che sfugge dal mazzo?
In occasione della Berlin Art week, la König Galerie di Berlino ha inaugurato la personale d’artista, che fino al 9 novembre 2025, permetterà al pubblico di entrare in contatto con l’immaginifico e colorato universo di Johanna Dumet.
Per ulteriori informazioni riguardo l’evento si rimanda alla pagina ufficiale dell’istituzione museale: www.koeniggalerie.com
Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.















