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S.A Mayer nel giovane spazio indipendente Benta di Istanbul

di Floriana Savino

Sino al 18 luglio 2026, lo spazio Benta di Istanbul ospita la geniale personale Rootkit dell’artista visivo S.A Mayer (Arlington, 1988). Il progetto espositivo nasce sull’onda di una iniziativa giovane e indipendente che, a partire dal settembre 2024, ha visto una serie di artisti e performer esporre le proprie opere e l’irripetibile gesto in uno spazio a vetrina di 35 m².

immagine per S.A Mayer, Rootkit exhibition view, 2026, Benta Space, Istanbul - Ph. Barış Özçetin
S.A Mayer, Rootkit exhibition view, 2026, Benta Space, Istanbul – Ph. Barış Özçetin

Come si legge nell’inserimento testuale voluto in diffusione dall’artista:

I telefoni Nokia venivano spediti tramite trasporto merci, pagati attraverso un’infinita catena di bonifici bancari.

Un’azienda italiana di fertilizzanti, parte di un conglomerato agricolo americano, con confezioni decorate con pittoreschi archetipi di contadini stagliati contro un orizzonte.

Chat di Whatsapp con munizioni fotografate e realizzate in modo approssimativo, accompagnate da riferimenti a vecchi programmi televisivi di prima serata.

Innumerevoli società di comodo su entrambi i lati di una transazione opaca.

Nell’evocazione di malware (Rootkit, appunto), progettati per derivar l’infiltrazione e così l’accesso al cuore di un insieme di basilari informazioni, le opere portate in mostra da Mayer sembrano acutamente voler ragionare tutta la portata di un contesto mondo gettato in balia delle onde.

Entro le maglie delle attività archetipicamente legate a un sentire dalla forte tradizione (prime fra tutte l’allevamento e l’agricoltura), l’irruzione della macchina ha simbolicamente generalizzato l’orizzonte di una contemporaneità affidata alla logica aziendale del massimo profitto al minor costo possibile.

L’universo tecnologico, la frustrazione e lo sfruttamento della mano operante figurano come spettri satirici e, al contempo, drammatici di un contesto diffuso in cui la pubblicizzazione spropositata di un mercato ibrido e senza fine ha chiaramente attuato la possibilità di una grande menzogna.

Mayer, che ormai da anni progetta ed elabora le sue creazioni nel sovente affidamento a software e rendering 3D dalle mille possibilità, anche per l’esposizione in corso a Istanbul ha fatto appello all’essenza di artefatti restituiti in stampa per lo più tridimensionale.

Gli archetipi di un frammento di mondo superficialmente idilliaco (con tanto di agnellini dagli occhi dolci che divorano l’allevatore… o un soldato deceduto con la vittoria in pugno ma rintracciato nel verde del pascolo?

O ancora il guardiano del pastore e le formelle deposte sul fieno dalla goduriosa parvenza di cioccolato), entro i 35 m² di spazio espositivo, elaborano la propria visione di una traiettoria mondo affidata a una ibridazione senza fine, che giunge a confondere senza una reale e sentita possibilità di conoscenza alcuna.

Nel fumo delle bombe e della distruzione quel che persiste della parvenza, a tratti fallica, della testa di un missile è poi consegnata all’attenzione del pubblico nella scelta artistica, e mai così vicina alla realtà dei fatti (si pensi alle bombe firmate dai signori della guerra prima di esser scaraventate su vite e città…), contante su di un manto dalla chiara intestazione e firma in ode militare.

Entro un soporifero minestrone dell’incubo e della più inconsolabile frustrazione, tanto un embrione animale (curato in laboratorio e cullato su di un nido di mangime), quanto una sigaretta deposta nella linea di faglia di un’arma letale, prefigurano la fine della fine di un contesto così abissale da non meritare di esser preso certamente sul serio.

Informazioni S.A Mayer | Rootkit

  • A cura di Barış Çavuşoğlu
  • fino al 18 luglio 2026
  • Benta, İMÇ, Hacı Kadın, Atatürk Blv. D:5. Blok, No: 5561, 34080 Fatih/İstanbul
  • benta.ist

 

 

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Floriana Savino terminati gli studi classici, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bari, con indirizzo Decorazione, conseguendo la Laurea magistrale in Arti Visive con il massimo dei voti, nel febbraio 2020. L’interesse per l’espressione artistica nasce dalla possibilità evocativa dei simboli archetipici e dal processo metodologico alla base di ogni creazione. Tra le sue partecipazioni vi sono mostre ed esposizioni a carattere nazionale e internazionale. Attualmente collabora con riviste accademiche e testate indipendenti che indagano le forme dell’abitare, in stretto sodalizio con arte, architettura e nuova urbanistica. È docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia della Stampa e dell’Editoria presso la LABA di Rimini, di Linguaggi dell’Arte Contemporanea e Storia dell’Arte Moderna per l’Accademia di Belle Arti di Sanremo.

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