Arte Compressa # 43 – Loredana Longo, la violenza, il grimaldello. Piedediporco

Piedediporco è il titolo della personale di Loredana Longo inaugurata nella neonata sede milanese di Francesco Pantaleone – che dopo Palermo raddoppia espandendo la sua attivtà espositiva nella città meneghina – galleria che segue l’artista catanese da tempo.

La ricerca della Longo (Catania, 1967) è volta – da circa un ventennio –  a indagare la violenza, o meglio: l’estetica della violenza.

immagine per Loredana Longo
Loredana Longo, Piedediporco

Riuscendo ad evitare il didascalico e il fin troppo altrove abusato disturbante, analizza la tematica in totale libertà attraverso perfomance, video, installazione, tappeti, arazzi, scultura, riflettendo “sulle macerie, sui resti, su ciò che la violenza lascia nelle vite di tutti noi in una rappresentazione che è sempre opulenta (dagli interni dei ricchi salotti borghesi delle explosion ai preziosi tappeti persiani dei carpets) senza tuttavia essere mai barocca”, con una rara pulizia formale pur trattando di lacerti e dimensione drammatica dell’esistente.

In quest’ottica si pone la nuova serie in mostra, piedediporco, in cui i mattoni, dorati a terzo fuoco, convivono con la brutalità del laterizio. Tutto è parte di un muro, eretto nella sala della galleria, con evidente indicazione simboloca che si fa, però, palese. In questi lavori si percepisce come l’artista abbia lavorato anche sulla capacità di rendere sempiterna la fragilità della ceramica: infatti, sia nel caso dei mattoni dorati, che dal battaglione di mani che guarda lo spettatore dalla parete, il suo primo intervento avviene quando la materia è ancora cruda, carica d’acqua, viscosa, dunque malleabile, delicata, quasi più cagionevole; l’atto di “violenza” è dunque richiamato, allegoricamente, ma è anche reale, impresso sulla materia, appunto, con la trasformazione dei connotati (sia nelle creste del mattone che nelle mani sfrangiate) fissata per sempre con la cottura, definitiva e perentoria, seppure contenente in sè il pericolo dell’eccesso, di un punto di rottura.
Aumenta la sensazione di aggressione/aggressività – in ciò siamo tutti vittime e possiamo diventare un po’ anche i carnefici – il tirapugni, isolato sulla parete e accresciuto in pericolosità tramite un innsesto di vetri appuntiti.

La lettura che possiamo fare di tale messa-in-scena è che, in ogni caso,  tale citata violenza “diventa ancora più freudianamente perturbante nel suo essere associata con elementi familiari, quotidiani” e confermando una caratteristica del linguaggio dell’artista da sempre: la messa in atto di una tensione dialettica.

Info  mostra

Paolo Di Pasquale

Paolo Di Pasquale

Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.

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