Lituania alla XXII Triennale di Milano con videoinstallazioni etico-ecologicche di Emilija Škarnulytė

La Lituania partecipa per la terza volta alla XXII Triennale di Milano – che quest’anno è titolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival e curata da Paola Antonelli – con un proprio Padiglione, portando la videoistallazione di Emilija Škarnulytė, che si è appena aggiudicata il Future Generation Art Prize 2019 della Victor Pinchuk Foundation premio biennale per artisti under 35 istituito nel 2009 a Kiev in Ucraina.

Manifold – unitamente al programma di eventi che completano il progetto – invita, con più video allestiti ad hoc, ad analizzare il rapporto incrinato tra uomo e natura, immergendosi nei paesaggi fisici e mitici della Guerra Fredda.

La riflessione, molto praticata dagli artisti e in questi ultimi anni intensificata anche sulla spinta dell’urgenza climatica e dell’incapacità dei governi mondiali di far fronte al devastante problema, a cui stanno rispondendo attivisti spasso giovanissimi e movimenti dal basso, è trasformata dall’arte in maniera diversamente declinata; quando è convincente, lo è perché in assenza di eccessi narrativi didascalici. Come lo è il lavoro della giovane artista di Vilnius (classe 1987, vive e lavora a Tromsø e Berlino), visionario,  ipnotico, basato da tempo sull’estetica dell’archeologia dell’Antropocene.

Tra i video, Sirenomelia: un tuffo dell’artista stessa nelle acque artiche dove sono basi militari della NATO, piene di relitti del dopoguerra. In Mirror Matter attiva un viaggio sintetico nelle trame della scienza contemporanea attraverso il rendering degli studi sui neutrini Super-Kamiokande condotti in un Osservatorio Giapponese e poi tra le nanoparticelle osservate al CERN.

L’autrice, la cui opera è pervasa da afflato etico e una poetica resistenziale, ci consegna un mondo visivo e concettualistico forte, scenografico, allucinato, che richiama certe atmosfere psichedeliche storiche, non a caso pacifiste e attente allora anch’esse a questioni ambientaliste.

Info

  • Emilija Škarnulytė | Manifold
  • Padiglione della Lituania alla XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano
  • dal 5 aprile al 30 maggio 2019
  • Inaugurazione: 5 aprile ore 18 | Talk con l’artista e Alison Sperling: 5 aprile ore 19
  • A seguire: performancee Dj set by Baltic Seabed (Jokūbas Čižikas and Emilija Škarnulytė) fino alle 24
    dal martedi alla domenica ore 10.30 / 20.30
  • Triennale Milano – Via Alemagna 6, Milano
  • www.triennale.org | +39 02 72434
  • Per maggiori informazioni stampa: Ufficio comunicazione Triennale di Milano: press@triennale.org | +39 02. 72434241
  • Ufficio stampa CAC Vilnius: Dovilė Grigaliunaitė: dovile@cac.lt |+37067010584
  • consulente stampa e PR: Federica La Paglia f.lapaglia@gmail.com |+ 39 338. 9982553
Paolo Di Pasquale

Paolo Di Pasquale

Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.

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