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IPOTESI di Manuel Canelles. Camminare, fotografare, fare esperienza dei territori e mappare poeticamente l’Europa

di Paolo Di Pasquale

Manuel Canelles è ricercatore interdisciplinare, artista, curatore indipendente e manager culturale. La sua pratica si colloca in un territorio di confine tra video, fotografia, installazione e performance. È autore e regista di documentari di creazione, con una ricerca che indaga il rapporto tra spazio, memoria e comunità attraverso dispositivi visivi e performativi.

Il suo nuovo progetto è una sorta di dispositivo artistico multidisciplinare che, come sottolineano gli organizzatori, “intreccia geografia, memoria e attraversamento in un’unica esperienza installativa”. Nasce come prosecuzione e trasformazione di una ricerca avviata con THE BATTERY IS RUNNING LOW, esposto al Fotoforum di Bolzano nel 2018.

Il percorso attuale mette in relazione un corpus di opere provenienti da quel progetto con un nucleo più recente di lavori realizzati durante i viaggi dell’artista lungo alcuni dei principali fiumi europei. Ne emerge una continuità concettuale: l’attraversamento come pratica estetica ed esistenziale, il paesaggio come archivio vivo, il viaggio come costruzione di senso.

Questo nuovo progetto, titolato IPOTESI, si articola in un doppio itinerario. Il primo prende avvio dalla Provincia di Bolzano e segue il fiume Drava che da qui giunge fino al Danubio, spingendosi verso l’orizzonte orientale fino alla foce nel Mar Nero, assunta come apertura simbolica. Il secondo parte al confine tra Italia e Slovenia, percorre la Sava fino a confluire nel Danubio e raggiunge i bacini della Vistola in Polonia.

In entrambi i casi non sono i confini politici a determinare la traiettoria, ma la morfologia naturale: i fiumi diventano linee di continuità che attraversano e oltrepassano le frammentazioni statuali, configurandosi come vettori di una geografia altra, fluida e relazionale. Questa struttura concettuale trova forma nello spazio espositivo attraverso un’installazione immersiva.

Le fotografie sono disposte sul pavimento in due blocchi distinti, invitando lo spettatore a muoversi tra le immagini e trasformando la visione in un’esperienza sensoriale e corporea. In dialogo con questo dispositivo orizzontale, una serie di proiezioni immersive traccia il corso dei fiumi Sava, Drava, Danubio e Vistola dalla sorgente alla foce.

L’andamento fluviale è stato mappato e ricostruito dall’artista stesso, dando vita a una drammaturgia visiva fluida e in divenire. Lungo il tracciato emergono segnali rossi: sono i punti esatti in cui le fotografie sono state scattate, coordinate che trasformano l’esperienza individuale in cartografia condivisa.

Per recuperare la relazione tra luogo e memoria, Canelles utilizza la macchina fotografica come dispositivo performativo: ogni scatto comporta un intervento fisico sull’apparecchio e sul processo automatico di sviluppo della stampa, pur senza alterare l’emulsione. L’immagine nasce così da una tensione tra controllo e casualità, tra violenza e attesa. L’atto fotografico diventa evento, rottura e riscrittura.

In questa prospettiva, il viaggio non è soltanto spostamento nello spazio, ma processo drammaturgico. L’esperienza individuale si apre a una dimensione collettiva, configurandosi come racconto condivisibile.

I due itinerari fluviali e il nucleo dei lavori intimi compongono un atlante di attese e spostamenti, una mappa poetica dell’Europa non lineare e in continua trasformazione, dove spazio, tempo e memoria si condensano in esperienza viva.

Ci dice Miroslava Hajek, la curatrice della mostra:

«Per l’artista, il tempo di sviluppo dell’istantanea è già viaggio. È un tempo di attesa in cui la realtà si rivela lentamente. L’immagine diventa così esercizio di sguardo e scoperta di un reale più pluridimensionale di quanto appaia. Le fotografie si offrono come superfici ambivalenti: da un lato invitano a una lettura analitica, dall’altro aprono a una dimensione intuitiva e meditativa. Ogni scatto è una rete di segni che riattiva il già vissuto o prefigura ciò che deve ancora accadere.»

In IPOTESI, l’atto di camminare e quello di fotografare coincidono in un gesto di presenza. L’opera non si limita a rappresentare il paesaggio, ma lo attraversa e lo riscrive, proponendo una modalità di abitare il mondo che restituisce complessità alle relazioni tra corpo, territorio e memoria. Camminare, guardare, sostare: la mostra invita a ritornare coi piedi per terra. E a camminare ancora.

Informazioni: Manuel Canelles | IPOTESI

  • A cura di Miroslava Hajek
  • Fino al 15 marzo 2022
  • Mini-Mu / Mini-Museo, Parco di San Giovanni, Ex Opp
  • Via Weiss, 15. Trieste
  • info@mini-mu.it  +39 3332611573
immagine per Paolo di Pasquale
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Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.

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