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Stolen Fokus. La Tecnologia in arte anima il Cafè del Palazzo delle esposizioni a Roma

di Paolo Di Pasquale

Dopo Iperione, la prima mostra-evento curata al cafè del Palazzo delle Esposizioni, a Roma, e che ha coinvolto operatori di settore e portato in questo spazio tanto pubblico giovane – è la volta di Stolen Fokus, una mostra di investigazione tra arte e tecnologia. L’intento dei curatori Takeawaygallery / Stefano Esposito, di Pietro Tornesello e Giacomo Barrano, è riuscire, con gli artisti invitati Cristiano Petrucci, Lino Strangis, Ohii Katya, a trasmettere  un nuovo modo di approcciarsi alla tecnologia e agli oggetti tecnologici, in un’ottica più riflessiva e consapevole del loro impatto e capacità di fornire estetica e poetica.

Le installazioni e i video si confronteranno e vivranno con lo sguardo dei fruitori che in un cafè potranno approcciarvisi in maniera informale e solo apparentemente leggera. Ciò si riallaccia agli avvenimenti di molto tempo fa, intorno agli anni Novanta, con le iniziative al ristorante-caffè al piano superiore del palaExpo, quel Roof Garden dove Achille Bonito Oliva, gran cerimoniere e deus ex machina, aveva dato un’impostazione festosa e poco cattedratica a una serie di importanti eventi espositivi in un contesto alternativo rispetto ai luoghi dell’arte ma, in quel (e questo) caso, annesso, comunque, ad un’acclarata location mainstream, che pure ha vocazione sperimentale. Quella scelta portò un nuovo fermento e nuovo pubblico a vivere l’arte e le contaminazioni con altri linguaggi. Si ripete, quindi, con le dovute differenze anche dei tempi, e con una diversa organizzazione, un simile tentativo in un momento storico come l’attuale, che necessita di ricreare un tessuto sociale e culturale soprattutto per le giovani generazioni. Tali esperimenti possono favorire tale possibilità.

Il lavoro degli artisti, differente per approccio al mezzo, uso e resa finale, è molto caratterizzato; ce lo dettagliano i curatori, che spiegano:

“Le opere di Cristiano Petrucci (Roma, 1974) evocano regolarità, vincoli strutturali, singolarità, contingenza, imprevedibilità; le forze contrastanti che organizzano la materia, quell’entità che, tutt’altro che ferma e immobile, viene arricchita di nuove proprietà dal nostro stesso sguardo, in un incessante avvicendarsi di particelle in movimento che comunicano viaggiando tra soggetti e oggetti di percezione. Se la scienza cerca di conoscere e dominare le dinamiche organizzative della materia, l’arte pone di fronte a noi le “cose” di cui siamo costituiti, insieme al nostro narcisistico tentativo di comprenderle. Costruisce un ponte tra istanze conoscitive, tra arte e scienza, tra analisi e interpretazione, e ne sfuma il confine di separazione. Le sue opere ci pongono di fronte alla cruda stupidità e all’inesorabile potenza delle particelle, proprio come un microscopio o una teca. Le sue opere ci rammentano come dall’idea di DNA siamo usciti quasi illesi, ma ancora una volta illusi.

Lino Strangis è un artista intermediale, musicista e regista nato a Lamezia Terme nel 1981. Con i suoi corti di videoarte (più di 50) partecipa a festival e mostre collettive di richiamo internazionale. Ha tenuto diverse mostre personali e ha esposto le sue videoinstallazioni in molti spazi pubblici e privati in Italia e all’estero. Nell’ultimo periodo è dedicato prevalentemente ad installazioni audio- video interattive realizzate con tecniche provenienti dal mondo dei videogames, la realtà virtuale, le intelligenze artificiali. Impegnato anche come direttore artistico e docente ha ideato vari eventi vari eventi artistici e insegnato in diverse istituzioni universitarie e di alta formazione artistica. Attualmente è professore di Installazioni Multimediali presso l’Accademia di belle arti di Venezia.

Ohii Katya (Kharkiv, 1993) vive e lavora a Roma, è un’artista multidisciplinare autodidatta che si occupa principalmente di scultura, fotografia e pittura. Ohii ha trasformato la sua formazione professionale in ingegneria e animazione 3D in una pratica artistica che esamina il processo incessante di trasformazione spirituale e fisica interpretando mitologia e archetipi attraverso una moderna lente culturale.”

Info

  • Stolen Fokus – interactive, exibhition, electronic | Cristiano Petrucci, Lino Strangis, Ohii Katya
  • A cura Takeawaygallery, Pietro Tornesello e Giacomo Barrano
  • 6-7-8 aprile 2022, ore 21.00 – 02.00
  • Caffè delle Esposizioni, Via Nazionale 194a, Roma
  • A seguire Djset con Giovannino, Giulio Mirone, MelaQ e Jesooria
  • contatti: 06 69271320 – info@esposizionicaffe.it
immagine per Paolo di Pasquale
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Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.

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