Arte compressa #46-Stanze vuote piene dell’arte di Chiara Tommasi

Viterbo: Via Piave. Un appartamento vuoto. Qualcuno arriverà ad abitarlo nella quotidianità della vita domestica. Nell’attesa, un’ospite a sorpresa si preannuncia: Chiara Tommasi (1966, Ravenna) artista che da anni lavora con immagini fotografiche e videoinstallazioni.

Chiara nella casa porta una sua performance accolta dalla storia autoctone e stratificata dell’abitazione, che ha e mantiene un suo carattere, cioè – come ci dice la curatrice dell’iniziativa, Serena Achilli “un vissuto che è ancora lì, con i muri e la sua carta da parati anni ’70”; la stessa memoria la possiamo intendere proprio “come un grande appartamento, all’interno del quale conserviamo i frammenti della nostra esperienza passata, delle stanze dove possiamo entrare e recuperare emozioni…”

Chiara Tommasi  sviluppa qui un lavoro con  sovrapposizioni di immagini e presenze ritrovando e proponendo un suo tema evocativo, con “attenzione ai dettagli, il concentrarsi sull’individuo, la ricerca nei gesti e nelle emozioni; un esistenzialismo radicale che arriva diretto alle domande che poi rimangono senza risposte, interrogativi lasciati lì fermi, fotografati.

Non c’è narrazione, ci sono solo dei richiami presi da quelle stanze della memoria.  Appunti, sulla presenza-assenza, sulla famiglia e sul tempo in un luogo che ha passato tutto questo. Uno spazio che se potesse parlare racconterebbe di dialoghi, di sguardi, di paure, gioie e amori, vissuti proprio lì tra quelle pareti. In una sorta di sospensione, Chiara si muove alla ricerca di un frame come espressione dell’interiorità, in una forma quasi metafisica, al di là dell’osservazione e della descrizione.

Utilizzare e dare vita diversa ad una casa che è in una fase di passaggio e che ora è pronta a cambiare aspetto. Stanze vuote che per qualche ora, torneranno a vivere con e nell’arte, in un inconsueto incontro.”

Questo evento si terrà il 5 e il 6 gennaio 2018; è il primo appuntamento di quattro previsti per il 2018 del progetto Open House, realizzato grazie a Immobiliare Med-Imm di Viterbo che, a conclusione degli eventi d’arte contemporanea (quattro eventi in quattro diversi luoghi), produrrà un catalogo. Via Piave, 17  01100 Viterbo. Suonare il campanello stanze: ultimo piano.

Paolo Di Pasquale

Paolo Di Pasquale

Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.

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