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Davide Dormino e Quello che non ho mai detto

di Paolo Di Pasquale

Quello che non ho mai detto è il titolo dell’installazione di Davide Dormino (1973, Udine, vive e ha Studio a Roma) a Curva Pura di Roma.
Il lavoro è pensato espressamente per lo spazio e consiste in una sorta di muro/pannello nero con uno spioncino da cui un singolo spettatore alla volta può guardare e scoprire il contenuto (che non sveliamo), che è l’opera e il simbolo della sua esistenza fattiva attraverso lo sguardo esterno. Ma è davvero così?

Cioè: un quadro, una scultura, una foto, un’installazione, insomma, una creazione dell’artista esiste davvero solo se il pubblico la guarda? O, piuttosto, esiste a prescindere, ma certamente vive e si sostanzia grazie al confronto con l’altro da sé?

L’interrogativo è alla base dello specifico dell’Arte, porta con sé una riflessione sul processo creativo, è quesito filosofico, materia dell’Estetica, ed è stato a lungo dibattuto dagli artisti (penso, tra i tanti, a Giulio Paolini) che non hanno potuto non investigare, anche, sulla loro solitudine, sulla die Einsamkeit des Künstlers, questione che ha a lungo impegnato i grandi pensatori e molto romanticismo tedesco.
Non ci hanno mai dato una risposta Friedrich Schlegel, Novalis o Wilhelm August Schlegel, e non ce la dà Dormino che evidentemente sa, come lo sapevano i tedeschi e come lo sappiamo noi, che l’arte pone solo interrogativi, proponendo punti di osservazione altri sulle cose, sull’umanità, sul mondo: arte compresa.
“… si può descrivere la condizione dell’artista come costante atto di rielaborazione di una ferita. L’opera quindi è la ricaduta di una battaglia individuale che ogni artista conduce per trovare il proprio posto, nasce come conseguenza di un’aggressione, di un’esperienza dolorosa, di un equilibrio compromesso, e al termine di questa battaglia dall’esito indicibile si porge al mondo, enigmatica e scintillante.”
(dal testo del curatore, Pietro Gaglianò)

Info

  • Curva Pura, Via Giuseppe Acerbi, 1, 00154 Roma curvapura@gmail.com
  • La mostra è visitabile ogni giovedì h 18:00 – 22:00 e gli altri giorni su appuntamento (dopo le 18:00)
  • davidedormino.com
immagine per Paolo di Pasquale
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Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.

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