Arte compressa #67. Cielo e acciaio nei cantieri di Aarhus e Copenhagen nelle fotografie di Irene Avaltroni

immagine per Irene Avaltroni Irene Avaltroni è nata a Roma nel 1989. Nel 2016 si laurea in Ingegneria Edile Architettura presso l’Università Tor Vergata di Roma, iniziando l’attività professionale.

Raggiungere il giusto compromesso tra tecnica ed estetica, incontro perfetto tra il pensiero innovativo dell’ingegnere e l’attitudine alla creatività dell’architetto è il suo obiettivo fin dall’inizio degli studi. Dopo aver maturato un’esperienza annuale in Italia, con la qualifica di Site Engineer e il ruolo di supervisore delle installazioni Telecom, si trasferisce a Copenaghen.

Da sempre appassionata di arte e storia, conclude la carriera universitaria con una tesi in Restauro dell’architettura dedicata al Sacrario di Redipuglia, contemporaneamente frequenta corsi universitari di fotografia.

L’educazione ricevuta e gli interessi personali stimolano lo sviluppo di una creatività che prevede sempre la possibilità dell’impossibile. Nel 2013 collabora all’organizzazione della mostra Imago Ecclesiae al Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra di Roma con la redazione delle tavole e l’allestimento. I suoi interessi spaziano dalla storia dell’arte e dell’architettura al cinema, al design, alla moda. 

Cielo e acciaio è la prima mostra fotografica dell’autrice; si tratta di una selezione di venti fotografie a colori del corpus che la Avaltroni ha realizzato nella seconda metà del 2017 e nel 2018, durante le ispezioni e anche le pause di lavoro nei cantieri di Aarhus e Copenhagen (Danimarca), dove è in corso la costruzione rispettivamente di una tramvia e di una metropolitana o, magari, durante i brevi viaggi di ritorno a Roma.

Scrive la curatrice, Manuela De Leonardis:
“Quelle sue immagini  appartengono al suo quotidiano di ingegnere civile e architetto con una dichiarata e autentica curiosità verso il linguaggio fotografico. 
Mishima, in Sole e acciaio, scrive:
“Ciò che vidi non fu affatto un’illusione soggettiva ma, necessariamente, il frammento di una nitida visione collettiva.”
Parole che, prese in prestito (anche nel titolo stesso della mostra), restituiscono il senso di una ricerca interiore intuitivamente poetica.
Scrive ancora il grande scrittore giapponese.
“Il mio sguardo, incontrando quel cielo azzurro che si muoveva e oscillava, era penetrato per un istante nel pathos del creatore”
Negli scatti di Avaltroni la durezza dell’acciaio, declinato nelle forme dei bulloni, dei ponteggi, delle barre, dell’armatura, delle canaline, delle staffe, delle gru, delle passerelle, dei supporti, dei tubi, dei ganci, dei chiodi, delle corde, delle ganasce perde la sua anonima fierezza per assumere una fisionomia metaforica.
Uno sguardo gentile (ma non edulcorato) si appropria di quelle forme, che in alcuni casi diventano come pattern reiterati, per trasformarle in visioni fugaci eppure lucidamente reali.
Un giardino fiorito, un tunnel sospeso, un vortice astratto: geometrie che si rincorrono, riformulando il confine tra il mondo interiore della fotografa e ciò che la circonda.
Immagini così vicine e incredibilmente lontane.”
 

Info mostra

  • Cielo e acciaioFotografie di Irene Avaltroni
  • a cura di Manuela De Leonardis
  • 16 novembre – 15 dicembre 2018
  • ACTA INTERNATIONAL di Giovanna Pennacchi
  • via Panisperna, 82-83 – 00184 Roma
  • dal martedì al sabato ore 15.30 – 19.30 
  • info@actainternational.it 
  • www.actainternational.it 
Paolo Di Pasquale

Paolo Di Pasquale

Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.

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