Arte compressa #74. Forme uniche nella continuità dello spazio. La pittura è viva e si mostra contemporanea

La galleria d’arte contemporanea  Rizzuto Gallery di Palermo scandaglia la pittura figurativa contemporanea, lo fa agganciandosi alla Storia, a una accreditata sperimentazione, ormai assodata ma sempre all’avanguardia: quella futurista. Imprescindibile.

Così, ecco Forme uniche nella continuità dello spazioche, infatti, già nel titolo, tradisce le sue radici e le sue intenzioni. Si tratta di una collettiva sulla produzione pittorica  attuale che, in modo diverso, si ispira al museale, notissimo capolavoro – ma scultoreo! – di Umberto Boccioni, il futurista che, con i suoi sodali, rese in arte  le innovazioni della tecnica e dei nuovi tempi moderni e mutò il concetto tradizionale  della pittura e della scultura statica per rappresentare il dinamismo, qualcosa di dirompente che caratterizzava il proprio presente.

immagine per Forme uniche nella continuità dello spazio

La mostra è ideata e curata da un artista:  Luigi Presicce (Lecce, 1976. Vive e lavora a Firenze) . Egli ha invitato altri 10 colleghi a confrontarsi con questa idea, come ci racconta lui stesso, che ha voluto:

“creare un percorso pittorico attraverso la figura o gli oggetti che a essa fanno riferimento. In termini semantici il titolo dell’opera di Boccioni – Forme uniche nella continuità dello spazio (n.d.R.) – allude a una serie di movimenti, più che di forme, che si susseguono nello spazio o nello sfondo, se vogliamo parlare di spazio pittorico. Qui lo spazio può essere inteso anche come contesto, l’ambiente nel quale ci relazioniamo, quello dal quale ne traiamo ispirazione o semplicemente quello in cui siamo collocati e costretti a essere nello spazio.

In mostra 11 artisti: Thomas Berra (Desio -MB, 1986. Vive e lavora a Milano), Maurizio Bongiovanni (Tettnang, Germania, 1979. Vive e lavora tra Milano e Londra), Giovanni Copelli (Correggio, 1989. Vive e lavora a Reggio Emilia), Gianluca Di Pasquale (Roma, 1971. Vive e lavora a Milano), Pesce Khete (Roma, 1980. Vive e lavora a Roma e Zurigo), Valerio Nicolai (Gorizia, 1988. Vive e lavora a Venezia), Aryan Ozmaei (Tehran (IR),1976. Vive e lavora a Firenze), Vera Portatadino (Varese, 1984. Vive e lavora a Milano), Andrea Salvino (Roma, 1969. Vive e lavora a Berlino), Davide Serpetti (L’Aquila, 1990. Vive e lavora tra Milano e L’Aquila).

Info mostra

  • Forme uniche nella continuità dello spazio
  • Thomas Berra, Maurizio Bongiovanni, Giovanni Copelli, Gianluca Di Pasquale, Pesce Khete, Valerio Nicolai, Aryan Ozmaei, Vera Portatadino, Andrea Salvino, Davide Serpetti e Luigi Presicce
  •  A cura di Luigi Presicce
  • Rizzuto Gallery
  • Via Maletto, 5 | Via Merlo, 36/40
  • Tel: +39 091.7795443
  • Orario: 16:00 – 20:00
  • Fino al  al 16 marzo 2019
Paolo Di Pasquale

Paolo Di Pasquale

Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.

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