L’evento, alla sua quinta prova, quest’anno è progettato per sviluppare un progetto non temporaneo bensì a lungo termine. Il programma è iniziato nel 2020 con la realizzazione di un blog come contenitore di ricordi, voci e video su le origini (appunto: tematica di questa nuova edizione) accompagnato dalle foto di Vincenzo Mattei che registrano visivamente le testimonianze raccolte e pubblicate online.
Proprio l’insieme delle storie e delle riflessioni presenti nella banca dati digitale hanno ispirato i dieci artisti invitati quest’anno alla mostra Trullo 227_Le Origini, a cura di Graziella Melania Geraci.
L’iniziativa, che ha inserito opere negli spazi interni del Trullo Nicolò in dialogo con gli ambienti interni, e attualmente accoglie installazioni appositamente realizzate all’aperto, e visibili fino al 4 ottobre, mira a riflettere sulle origini che ovviamente restano invariate nel processo culturale, sociale e antropologico umano, e che inevitabilmente fanno i conti con i cambiamenti non solo epocali ma anche contingenti (come quelli provocati dalla pandemia).
Le opere presentate apriranno differenti scenari che declinano personali interpretazioni e linguaggi.
Ci spiega la curatrice:
“Se Sabino de Nichilo accompagna e avvolge con una lucidissima e colorata ceramica i tronchi spiaggiati, testimonianza di relazioni e comuni origini culturali, Massimo Ruiu cita iconografie antiche con accezioni contemporanee, gioca con slogan quanto mai attuali e trasforma con le sue chiocciole i coni dei trulli. Le piccole e solitarie opere di Damiano Azizzia parlano di angoli di quotidianità arcaiche, identiche ed eterne, fisse nel tempo delle origini.
Lo spettatore è chiamato a relazionarsi con le figure dipinte su due sfere da Pierluca Cetera, rappresentanti l’universo maschile e quello femminile, mentre il gesto antico del ricamo di Gianfranco Basso assurge a conduttore di memorie ataviche. I cervelli di Ezia Mitolo prendono vita dalle pietre della Valle d’Itria e grazie all’azione del sole ritornano alle origini, il pane di Raffaele Vitto, plasmato con la terra di Martina Franca, viene pesato e venduto al prezzo del pane vero. L’installazione di Giovanni Battimiello conduce attraverso la luce al percorso uditivo dei racconti distorti che parlano del passato e del presente.
Le erbe intrecciate da Alessia Lastella si svincolano dal terreno dando inizio alla ricerca di un nuovo percorso da seguire fino quasi a voler sfiorare il cielo mentre lo spazio costruito da Pantaleo Musarò riporta al centro l’uomo e le relazioni attraverso il tronco di un ulivo colpito dalla xylella che diventa nell’area circolare il simbolo di un’umanità consumata. In occasione dell’opening del 4 e del 5 settembre, inoltre, Barbara Gortan ha letto le sue poesie entrando in relazione con una delle installazioni poste nel terreno adiacente il trullo mentre Enzo Ferrari ha sussurrato con le sue immagini momenti di vita quotidiana, riscoperta di origini chiuse in oggetti e luci che ci appartengono ora come in passato.”
L’aspirazione finale è che il blog strettamente connesso alla mostra diventasse un documento utile per la ricostruzione di un ricordo collettivo.
Info mostra
- TRULLO 227_Le Origini – Damiano Azzizia | Gianfranco Basso | Giovanni Battimiello | Pierluca Cetera | Sabino De Nichilo | Alessia Lastella | Ezia Mitolo | Pantaleo Musarò | Massimo Ruiu | Raffaele Vitto
- A cura di Graziella Melania Geraci
- Trullo Nicolò, Via Ostuni 227 zona M, Martina Franca (TA)
- Contatti: +393475999666
- fino al 4 ottobre le opere esterne di Massimo Ruiu, Alessia Lastella, Raffaele Vitto, Pantaleo Musarò,Giovanni Battimiello, Ezia Mitolo
- grazie.geraci@gmail.com
Paolo Di Pasquale si forma studiando prima Architettura poi Disegno Industriale a Roma, specializzandosi in Lighting design. Nel 2004 è co-fondatore dello STUDIOILLUMINA, dove si occupa principalmente di Architectural Lighting Design e Luce per la Comunicazione: lo Studio progetta e realizza allestimenti espositivi e museali, ideazione della luce, corpi illuminanti, scenografia notturna - nel settore della riqualificazione urbana e in progettazione di arredi (porti turistici, parchi, giardini, piazze etc.)-, piani della luce per alcuni Comuni italiani e spettacoli di luce. Nel 2007 fonda lo Studio BLACKSHEEP per la progettazione di architettura di interni e di supporto alla pianificazione di eventi, meeting e fiere. E' interessato alla divulgazione della cultura della luce e del progetto attraverso corsi, workshop, convegni e articoli. Ha insegnato allo IED e in strutture istituzionali. E’ docente di Illuminotecnica presso l’Istituto Quasar - Design University Roma di nel corso di Habitat Design e in quello di Architettura dei Giardini. E' Redattore di art a part of cult(ure) per cui segue la sezione Architettura, Design e Grafica con incursioni nell'Arte contemporanea. Dal 2011 aderisce a FEED Trasforma Roma, collettivo di architetti romani che si interroga sul valore contemporaneo dello spazio pubblico esistente, suggerendone una nuova lettura e uso con incursioni e azioni dimostrative sul territorio metropolitano.
















